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mercoledì 4 marzo 2020

Capoterra. Un paese speciale, ma molti non lo sanno

Dal punto di vista "geografico-territoriale", nella mia vita ho vissuto tre stagioni. Sono stato un bambino "contintentale", un ragazzo "cagliaritano" (di San Benedetto), ma sono diventato uomo a Capoterra.  Se non conoscete questo paese, vorrei presentarvelo per farvi capire quanto sia speciale. Se invece credete di conoscerlo, e magari non ne avete una buona considerazione,  vi invito a focalizzare alcuni aspetti che potrebbero farvi cambiare idea.  Capoterra, per un certo verso, è un paese da fiaba, diverso da tutti gli altri. 
Lo so che tra gli abitanti della Sardegna, Capoterra non sempre ha una buona reputazione. Paese di bracconieri e di gaurrus sbertiroris. Sarà anche vero, ma è una valutazione superficiale. Cerchiamo di andare più a fondo e di fare emergere le tante altre cose che ci caratterizzano, nel bene e nel male.
Se Roma è stata definita Caput Mundi, un paese che veniva chiamato Caput Terrae, non poteva essere una banale periferia sub-metropolitana. 
Cercherò di spiegarvi perchè Capoterra è un paese speciale
Iniziamo con la demografia. Capoterra non si è "allargata" partendo dal centro storico come li da voi a Quartu o a Sestu. Qui abbiamo creato tanti nuclei esterni, in cui oggi vive più o meno la metà della popolazione. Mentre negli altri paesi i nuovi arrivati si sono rapidamente integrati con il tessuto sociale originario, da noi un nuovo residente rimane "istrangiu" per tutta la vita. Anche dopo 30 anni sarai sempre un istrangiu e questo ti darà la possibilità di pagare le tasse comunali ricevendo meno servizi degli altri capoterresi "DOC". Cosi', mentre il 70% del gettito di IMU e TASI proviene dalle frazioni, impianti sportivi, piscine, piste ciclabili, strade asfaltate vengono realizzate solo nel centro storico. Agli istrangius viene però concessa la possibilità di fare tutto quello che vogliono a spese loro. Grande esempio di libertà democratica!

Anche quando si parla di servizi, i capoterresi spiccano per originalità. 
Mentre tutti gli altri paesi sardi sono collegati tramite la compagnia di trasporti regionali, a Capoterra ne abbiamo una nostra, tutta per noi.  E come se non bastasse abbiamo anche la nostra catena di supermercati. Mentre voi vi fate schiavizzare dalle multinazionali della distribuzione tedesche o francesi, noi siamo indipendenti anche in questo.  

Capoterra è sempre piu' green. Non c'è un distributore di benzina nelle lottizzazioni e nemmeno sulla statale, sia in direzione Cagliari che in direzione Pula. Se volete benzina dovrete attraversare il centro storico zigzagando nelle stradine interne e poi tornare indietro per chilometri. E' un modo geniale per disincentivare il consumo degli inquinantissimi carburanti.
Per molti anni anche le farmacie erano tutte nel centro storico. I "cancarati", cardiopatici, epilettici e disabili delle frazioni dovevano un salto in centro. Un pò di moto fa bene alla salute. 

La politica, come sappiamo, è al centro della attività umana. Anche in questo importante settore Capoterra sa distinguersi dagli altri. 
Voi avete maggioranza e opposizione, giusto? Ma vi rendete conto del tempo che si perde a litigare, mettersi d'accordo, fare finta di mettersi d'accordo per poi accoltellarsi alla schiena? 
A Capoterra, invece, una vera opposizione che perde le elezioni non esiste. Da almeno 25 anni, infatti, vincono sempre gli stessi con percentuali bulgare. Destra e sinistra si presentano insieme alle elezioni uniti per la pace e prendono il 75% dei voti. I Cinquestelle? A Capoterra non li abbiamo. 
Ma la vera chicca della politica capoterrese è la presenza del PSI. Ebbene si, mentre da voi questo partito è scomparso da decenni, sepolto dagli scandali di tangentopoli, noi non solo ce l'abbiamo ancora, ma abbiamo addirittura l'unico sindaco del PSI rimasto sul pianeta. Mitico Francesco!

L'assenza di una opposizione sarebbe pero' alienante e noiosa. Per ovviare a questo problema, nel consiglio capoterrese si organizzano ribaltoni, siluramenti, sceneggiate in stile "Gomorra" con pizzini vaganti e poi si fa caciara:  "capra", "bremini", "tontu chi si segara".   

I nostri amministratori non sono, come da voi a Settimo o Maracalagonis, dei meri contabili  messi lì a controllare le scartoffie relative ai pagamenti della Gema, del Cacip o le tariffe di Abbanoa. I politici capoterresi pubblicano libri di poesia, narrativa, storia. In consiglio si celebrano grandi temi mondiali come la Shoah,  si conferiscono cittadinanze onorarie e si instaurano utili gemellaggi con cittadine lacustri.   

Ci sarebbero anche molte altre cose da dire per evidenziare le specificità di Capoterra, ma mi fermo qui. Spero di avervi aiutato a conoscere meglio il mio paese e ad apprezzarlo come merita.


1 commento:

Anonimo ha detto...

E io che da Torino volevo comprare una casa lì ho lasciato perdere.

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