Questo Blog è stato creato per scambiare informazioni, idee, proposte e materiali tra residenti del comune di Capoterra. Si invitano i lettori a firmare i propri commenti o articoli con nome e cognome. Potete inviare i vostri articoli al seguente indirizzo: giorgio.plazzotta@gmail.com

domenica 30 dicembre 2007

La Cooperativa tra passato e futuro

di Silvio Ceccarelli
Caro Giorgio, nel mio primo articolo ho espresso un'opinione forte, da discutere, concreta che potrebbe veramente cambiare l'assetto della società. Mi aspettavo dei commenti, degli insulti, delle polemiche. Invece niente.
L'unico intervento veramente interessante del sig.Trudu che rimarca il fallimento degli obbiettivi della Coop. avendo finito i lotti senza aver portato a termine le opere convenzionate, non mi sembra indichi una soluzione concreta per il futuro del nostro insediamento. Mi spiego meglio. Se in futuro la Società non si evolverà, abbandonando la vocazione immobiliarista, resterà sempre il rischio che per imprescindibili necessità vuoi di bilancio o di potere o per impulsi politici qualcuno tenterà di cementificare qualche residuo spazio verde. Facciamo un passo in dietro. La necessità di presentare una variante che, se aprovata, potrebbe consentire la realizzazione di 185 o più lotti (non dimentichiamo che nei progetti ante anno 2004 si parlava di 220 nuovi lotti) è conseguenza logica e naturale della mentalità di chi ha amministrato nei precedenti 40 anni.
Avendo ottenuto con IL GRANDE IMBROGLIO la proroga della vita della Società di altri 40 anni si sente in obbligo di garantire ai futuri amministratori le risorse finanziarie per continuare a gestire con gli stessi criteri del passato. Non credo di dover spiegare quali sono i criteri del passato. Se per il passato potevano andare bene, anche se è discutibile, sicuramente non vanno bene per il futuro.
Se in passato si poteva preventivare l'alienazione di alcuni lotti per ripianare il bilancio senza pesare eccessivamente sulle tasche dei soci, per il futuro dobbiamo pretendere una gestione del denaro dei soci molto più trasparente. Il ricavato dalla vendita dei futuri lotti (speriamo il meno possibile) da destinare unicamente alla realizzazione di infrastrutture da cedere al Comune o investimenti produttivi per diminuire la contribuzione richiesta ai soci per i servizi resi.
Anni fa proponevo di sdoppiare la Società per separare la gestione immobiliare dalla gestione dei servizi, questo avrebbe potuto farci risparmiare immediatamente l'applicazione dell' IVA sui contributi versati, rendendo disponibile quanto versato da ogni singolo socio al 100%, mentre con l'attuale regime dal contributo viene detratta la tassa del 20%.
Naturalmente la mia proposta non ha trovato spazio. Ne consensi ne dissensi. Fu semplicemente ignorata. Temo che potesse intaccare gli interessi o le aspettative di chi non ha mai voluto presentare all' Assemblea bilanci preventivi, che vincolassero le spese, ma ha sempre preteso l'approvazione dei bilanci consuntivi, dopo poche e frettolose spiegazioni. Non vi sembra una beffa che per i servizi che la Coop. ci elargisce, che sappiamo almeno in parte dovrebbero essere prestati per legge dal Comune, noi paghiamo l' ICI al Comune+ contributo alla Società + IVA allo Stato?
Rimango in attesa, fiducioso, di una buona dose di critiche, di smentite, perchè no di insulti, purchè siano costruttivi per delineare un futuro assetto della nostra comunità. Silvio Ceccarelli.

Patrizi e plebei

Pubblico un commento inviato da Giacomo Cillocu.

Hello!! siamo patrizi o plebei? oppure i plebei si credono patrizi? o i plebei non sanno di esserlo?

Qualcuno colloca alcuni nostri consiglieri in un periodo storico di tipo medioevale, io ho fatto qualche ricerca storica e diciamo che rispecchiano invece il periodo precedente al 287 A.C. cioè prima del periodo imperiale della roma antica.

Nonostante ci siano molti luminari online, penso che non abbiano studiato la storia in maiera diciamo più dettagliata, ma invece solo a memoria, probabile che la colpa sia dei professori che non hanno saputo spiegarla bene facendogliela quasi rivevere.

Mi riferisco ad alcuni avvenimenti accaduti in questi ultimi 2 mesi a partire dalla assemblea dei soci ( plebei ) della quale si può dire a mio modo di vedere solo una cosa molto chiara e lampante, che si è trattato di un vero plebiscito, già plebiscito, che parolona, incollerò di seguito alcune ricerche che spiegheranno di cosa si tratta, tali ricerche sono frutto di personali indagini fatti su internet che arricchiranno la cultura personale di ognuno me compreso che sono un plebeo ignorante.

Plebiscito è un termine che ha origine dall'antica Roma con il significato di "interrogazione alla plebe".In diritto romano il plebis scitum indica la deliberazione della sola plebe riunita nei concilia plebis. Inizialmente si trattava di deliberazioni interne, con efficacia limitata ai soli plebei. Solo successivamente, in seguito all'approvazione della Lex Hortensia nel 286 a.C., si affermò il principio secondo cui le decisioni assunte nei concilia plebis vincolassero senz'altro tutti i cittadini.

Il giurista romano Gaio nelle sue Istituzioni dà la seguente definizione di plebiscitum comparandolo all'istituto della Lex:G. 1.3: «Lex est quod populus iubet atque constituit; plebiscitum est quod plebs iubet atque constituit»

La Legge è ciò che il popolo comanda e stabilisce. Il plebiscito è ciò che la plebe comanda e stabilisce.

Nell'età imperiale, venendo meno la distinzione tra popolo e plebe, venne meno anche la differenza tra plebiscito e legge. I due termini furono sempre più utilizzati promiscuamente, al punto che la maggior parte dei provvedimenti legislativi del periodo, sebbene indicati dai giuristi romani come leggi, erano in realtà plebisciti.


CONCILIO DELLA PLEBE

Il concilium plebis ("concilio della plebe"), o anche concilia plebis tributa, era un'organizzazione inizialmente rivoluzionaria della plebe che non aveva il diritto di candidarsi, fino al 287 a.C., alle magistrature cittadine, le quali erano accessibili solo ai patrizi.I concilia plebis furono costituiti per soddisfare le sempre più grandi rivendicazioni delle classi meno abbienti, e avevano competenze propriamente giudiziarie. In questi concili, l'assemblea deliberava i plebiscita (ossia i plebisciti), presiedute dai tribuni della plebe, che man mano assunsero sempre maggiore rilevanza nel diritto romano: infatti in origine erano valide solo per i plebei, ma in seguito divennero vere e proprie leggi da applicarsi a tutti i cittadini, sia patrizi sia plebei.


CONSIDERAZIONI DI UN PLEBEO

Io penso che se l'attuale consiglio avesse fatto ciò che la plebe ha democraticamente richiesto, avrebbe sicuramente fatto una cosa giusta e probabilmente sarebbe rimasto in carica fino alla data di fine mandato.

Ci vuole coraggio per mettersi contro il volere del popolo, invece bisogna essere intelligenti ( non troppo ) per assecondare e dialogare con la gente per arrivare al fine che tutti noi vogliamo, ovvero il ritiro della variante che è stata giudicata non idonea, si sarebbe dovuto ridiscuterla e arrivare ad una conclusione giusta per la stragrande maggioranza dei soci.Ne deduco e concludo che nonostante nel Consiglio ci siano persone valide e che ci siano anche ragazzi ai quali rinnovo la mia insignificante fiducia, in generale non è stata data prova di intelligenza generale, gli stessi agguerritissimi imperatori romani avrebbero dato retta al popolo, di fatti questa particolarità è stata per la Roma antica padrona del mondo conosciuto la vera forza di dominio oltre quella bellica.

Finisco e scusate per la mia lungaggine, che personalmente vorrei che nel consiglio ci fossero persone poco imperatori ma molto intelligenti.

Ave popolo - Plebeo de plebeis

venerdì 28 dicembre 2007

I soci chiedono di vedere gli atti

I soci della Cooperativa, mobilitati in questo periodo dal terremoto causato dalla "variante", intendono vederci chiaro e presentano al Presidente Calvisi una "Istanza di accesso agli atti", il cui testo integrale è riportato in fondo al presente articolo.

Non è la prima volta che si presenta nella nostra Cooperativa il problema dell'accesso agli atti. In altre occasioni, nel corso degli anni e con precedenti amministrazioni, alcuni soci, nel tentativo di ottenere maggiori dettagli sulle attività svolte dalla Cooperativa, si erano visti opporre il rifiuto della "secretazione". Una bella parola che sa molto di potere e poco di giustizia. Ma quali atti? Per esempio convenzioni, deliberazioni, contratti, verbali, documenti, etc.

Ora, come tutti sappiamo, la nostra Cooperativa non si occupa di spionaggio, non dispone di laboratori di ricerca avanzata e nemmeno gestisce le analisi cliniche dei soci. Se apriamo il giornale vediamo pubblicate informazioni relative a bandi di gara, appalti, concorsi, riguardanti gli enti pubblici e i soggetti privati concorrenti, con tanto di nomi ed indirizzi. Invece se i soci della Cooperativa chiedono di conoscere informazioni molto semplici relative alla normale amministrazione della "loro" società, ecco che queste diventano "riservate", "secretate", conoscere queste informazioni "violerebbe la privacy". Anche questo Consiglio ha voluto seguire le orme "bulgare" dei predecessori. E poi se un povero singolo socio si presenta presso gli uffici gli si può dire anche che "ci vuole il 10% dei soci per accedere agli atti" e lui se ne va a casa mogio mogio.

Stavolta però la storia dovrebbe andare diversamente. Nonostante quello che ho letto in alcuni comunicati del Consiglio di Amministrazione, i soci che desiderano "vederci chiaro" non sembrano affatto una "sparuta banda di politicizzati", ma sono veramente in tanti e non sembrano avere intenzione di mollare. L'adesione per il referendum e per l'assemblea è stata da record e così anche questa "istanza", in una sola giornata, ha raccolto 128 firme ed è stata presentata il 10 dicembre. Dagli uffici della Cooperativa non è stata data alcuna risposta. Evidentemente si cerca di prendere tempo nella speranza che la pressione dei soci diminuisca d'intensità. In realtà, prima o poi le risposte dovranno essere date a meno che non si voglia fornire altro materiale di contenzioso ai legali.

Nella Istanza vengono richiesti, in particolare, la convenzione con lo studio Masala che ha redatto la variante che poi lo stesso Consiglio ha ritenuto opportuno dovere emendare in seguito alla pressione dei soci. Finalmente si saprà quanto ci è costato questo lavoro, probabilmente inutile, e personalmente spero che la cifra sia di molto inferiore a quella che si sente in giro.

Curioso che si debba richiedere il verbale dell'assemblea del 1 dicembre che a quasi un mese dall'evento non è stato ancora emesso. Anche sul consulente esterno spero che le cifre "non ufficiali" siano gasate come lo spumante con il quale festeggeremo il Capodanno.


Al Presidente
della Cooperativa Poggio dei Pini

OGGETTO: ISTANZA DI ACCESSO AGLI ATTI DELLA COOPERATIVA POGGIO DEI PINI


I sottoscritti Soci, pari ad oltre il 10% della base assembleare, ai sensi del vigente statuto sociale
chiedono cortesemente copia dei seguenti atti, in possesso di codesta Cooperativa:


  • convenzione intercorrente tra la Cooperativa Poggio dei Pini e lo Studio di Ingegneria
    Masala, unitamente alle lettere di incarico ed agli acconti già pagati per la elaborazione della variante al piano di lottizzazione;

  • deliberazione del Consiglio di Amministrazione inerente la recente nomina di un consulente, e relativa convenzione;

  • deliberazione dell’Organo che ha autorizzato i lavori di manutenzione straordinaria della
    strada n° 3 – strada comunale – unitamente a tutti gli atti di contabilità prodotti dal direttore dei lavori (esclusi, ovviamente, disegni tecnici);

  • verbale dell’assemblea dei Soci del 01 dicembre 2007, unitamente a tutti gli allegati ad essa connessi (relazione Collegio Sindacale);

  • libro Soci aggiornato alla data del 01 dicembre 2007

Si richiede inoltre di avere la possibilità di visionare le deliberazioni assunte dal Comitato esecutivo e dal Consiglio di Amministrazione dal 2003 a tutt’oggi.
Per ogni comunicazione Vi indichiamo nel socio Giampaolo Lai il responsabile del presente
procedimento.

ELENCO DEI SOTTOSCRITTORI DELLA RICHIESTA DI ACCESSO AGLI ATTI DELLA COOPERATIVA
I sottoscritti SOCI sono informati, ai sensi dell’art. 13 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n° 196 (Codice in materia di protezione dei dati personali), che il promotore della sottoscrizione è il Comitato promotore del referendum. Sono altresì informati che i dati compresi nella presente dichiarazione, di cui è facoltativo il conferimento, saranno utilizzati per le sole finalità previste dall’articolo 63 dello Statuto della Società Cooperativa Poggio dei Pini, secondo modalità a ciò strettamente collegate. I dati saranno comunicati al Consiglio di Amministrazione della stessa Società Cooperativa Poggio dei Pini.

Mappa della "penultima" variante

Per consentire a tutti di consultare la mappa della fantomatica "variante", in mancanza di una versione ufficiale scaricabile dal poco utile sito del Consiglio di Amministrazione, ne pubblico una versione non ufficiale, ottenuta con mezzi di fortuna e pertanto indicativa della posizione dei nuovi lotti proposti.

Parlare di variante, oggi, può indurre a confusione, pertanto riepiloghiamo: esistono, difatti, ben tre "varianti" al Piano di Lottizzazione:
  1. quella del '97 approvata dai soci;
  2. quella fatta realizzare nel 2007 da questo Consiglio si amministrazione senza alcuna approvazione da parte dei soci e attualmente presentata in Regione per l'approvazione;
  3. la terza (priva di lotti nelle pinete) che esiste per ora solo nelle intenzioni del CdA.
La mappa visualizzata in questo articolo è la seconda, quella che è stata presentata nella assemblea del 1 dicembre scorso. Successivamente il CdA ha dichiarato di volere stralciare da questa variante alcuni lotti (di numero non precisato) che ricadono nelle due pinete più l'ex sede del Grusap. Mi spiace non potere fornire la mappa di questa "variante della variante"; per eventuali dubbi rivolgersi in Cooperativa, sempre che la documentazione richiesta non venga secretata.

Sempre a proposito di questa variante vi informo che il suo costo non è ancora conosciuto ma è oggetto di una richiesta di accesso agli atti firmata da ben 128 soci a cui il CdA non ha ancora dato riscontro (ne parlerò a breve).

Nella mappa occorre notare le zone colorate di ROSSO che si riferiscono ai lotti "aggiunti" nella zone verdi e non previsti dal piano di lottizzazione originario (quello che è ancora in vigore). Le zone in VIOLA si riferiscono a nuovi lotti situati in zone in cui, da sempre, era prevista la lottizzazione.

Per scaricare una versione ingrandita della mappa cliccare qui.

sabato 22 dicembre 2007

Veleno e vittimismo per Natale


Il CdA ha inviato a tutti i soci un nuovo comunicato. Non sono in grado di riportarne il testo integralmente perche non mi è stato inviato il file però, essendo indirizzato anche a me, mi premetto di commentare quanto vi è scritto.

Si parla dell'assemblea del 1 dicembre. In molti eravamo li, trecento, quattrocento? Non si sa, perchè nella guerra dei numeri, quelli che non fanno comodo non vengono mai riportati.

Molti, forse imprevedibilmente molti. Invece di ammettere che una affluenza simile non era stata prevista e che la sala del Circolo Sociale, in questa occasione, si è rivelata troppo angusta, il Consiglio si ostina nel volere polemizzare sulla presenza di parenti dei soci che avrebbe addirittura reso necessario l'intervento della forza pubblica. Ma i parenti di soci avevano già parlato e presieduto anche in precedenti assemblee, perche in questa no?

In realtà il Presidente ha perso la calma, dimostrando di possedere un savoir-faire piuttosto discutibile e di non sapere gestire una situazione delicata, dote indispensabile a chi ricorpre una carica del genere. Chiedere scusa? Nemmeno per sogno. Nel comunicato si preferisce polemizzare con i soci stessi che hanno espresso "ostilità nei confronti degli amministratori in carica, con illazioni gratuite e pesanti insinuazioni ...". Ma ve la ricordate l'assemblea? Una lunga serie di interventi concreti e circostanziati, critiche certo, richieste, inviti provenienti da soci giovani e anziani.

Le insinuazioni sono invece contenute in questo comunicato poco "natalizio", dove si fa riferimento a un "gruppo che vuole defenestrare l'Attuale Consiglio di Amministrazione per sostituirlo con uno più addomesticato alle proprie esigenze, utilizzando informazioni che creano un clima avvelenato, accentuato da rancori personali ...". Cosa sono queste se non insinuazioni? E perchè il Consiglio non parla chiaro? Quali sono queste esigenze e quali sarebbero i rancori personali? Vogliamo saperlo. Non si può lanciare la pietra e nascondere la mano. Se ci sono dei rischi per la nostra comunità è giusto che siamo avvertiti.

Una amenità: il Consiglio ha annullato il referendum "ritenendo di interpretare la richiesta di gran parte dei soci", "ha deciso di escludere dalla Variante ... i lotti nelle Pinete". Ma perchè si deve interpretare? Il quesito del referendum non era chiaramente scritto su carta e non si riferiva all'intera variante? Inoltre hanno interpellato i soci richiedenti? No. Si è trattato di un atto di imperio che è stato ritenuto illegittimo dal legale Marco Pibiri.
Parte poi l'attacco personale e la demonizzazione nei confronti di Franco Magi che non viene neanche nominato, ma definito "un personaggio, peraltro non socio", che avrebbe avviato avviato una campagna denigratoria contro questo CdA. Qui siamo ai "Promessi Sposi" e Magi sarebbe "l'Innominato", ma su, andiamo.

E' vero che Franco Magi, che molti abbiamo visto crescere qui a Poggio (quindi non un corpo estraneo proveniente dal mondo politico), ha avviato tre distinte azioni di contrasto nei confronti della Cooperativa (lavori nel laghetto, asfalto nella strada del Presidente e Piano di Lottizzazione) ma dove finisce il diritto alla critica o la difesa della legalità e dove inizia la denigrazione? Da Franco Magi abbiamo certamente sentito molte critiche e denunce, ma sono state tutte scritte su carta. Io la denigrazione e l'insinuazione le leggo invece su questo foglio natalizio del Consiglio di Amministrazione.
Si vuole per caso dire che esiste un gruppo di potere politicizzato che vuole mettere le mani su Poggio dei Pini? E quanti lotti vorrebbero realizzare costoro, ancora più dei 189 che vuole realizzare QUESTA amministrazione? Non si è ancora capito che le decisioni di questa portata le devono prendere i soci, votando? Così doveva essere e così sarà anche in futuro.

E questo Franco Magi chi è per provocare condanne dei giudici nei confronti della Coop. e come fa a convincere 300 soci a votare contro questo CdA? Manipola la stampa e la magistratura? E queste centinaia di soci sarebbero forse un gregge addomesticato? Siamo stati trasformati tutti in adepti di Forza Italia? Andiamo su, è Natale, non il 1 apile!

Dica invece il Consiglio a noi soci, anche alla luce di questa convenzione dell'85 recentemente emersa, perchè voleva realizzare tutti quei lotti, dato che gli impegni presi dalla nostra cooperativa non lo richiedevano. Ci dica perchè ha agito senza consultarci come previsto dallo Statuto e perchè, sebbene ampiamente sfiduciato, abbia impedito con un pretesto (ritenuto illegittimo) una consultazione regolarmente richiesta da centinaia di noi.

Perchè nel comunicato il Consiglio di Amministrazione non fa alcun cenno all'accusa, supportata da un parere legale, di avere agito in difformità con quanto affermato dal nostro Statuto? Una accusa grave, perchè non viene smentita?

Sempre noi, i soci, avremmo concesso ai parenti dei soci di esprimersi in assemblea agendo in "modo anomalo e sintomatico". Ah! Gli anomali erano i 300 soci che hanno alzato la mano quella sera. E anche sintomatici, ma di che? Anomalo è sicuramente il comportamento di un Consiglio che decide il futuro della nostra cooperativa (ma anche del luogo in cui viviamo) senza consultare i soci, come previsto dallo Statuto. Sintomatico è forse solo il fatto che i soci abbiano deciso di dire basta a questo modo di amministrare la nostra Società, lo hanno fatto democraticamente, partecipando in massa ad assemblee che sino a pochi mesi fa erano deserte, firmando le richieste di referendum e le petizioni.

Arriva poi il patetico momento dell'autocommiserazione "il consiglio di amministrazione in carica è formato da persone che hanno a cuore il futuro della società e a ciò hanno sempre lavorato e lavorano nell'interesse della Comunità". Sono parole che sembrano scritte nel libro Cuore di De Amicis. Tutti dei Garrone i nostri Amministratori. "Deve rispondere dei suoi comportamenti alla scadenza del suo mandato". Chi l'ha detto? Una cosa del genere capita solo in Vaticano, ma qui, come è evidente, siamo su ben altro livello. Ma poi, scusatemi, se l'80% dei soci ti sfiduciano e ritengono, nel migliore dei casi, che tu abbia sbagliato, chi te lo fa fare a continuare a "sacrificarti"? E' così importante quella poltrona?

La realtà è differente: questo Consiglio di Amministrazione, che è sicuramente formato da persone che hanno a cuore etc etc ..., ha però anche commesso molti gravi errori. O meglio, ne ha commesso almeno uno molto grosso e dopo, per evitare di ammetterlo, ne ha commesso una raffica. Ora viene accusato di avere commesso gravi violazioni dello Statuto, di avere offeso i soci della Cooperativa annullando unilateralmente le loro iniziative, di avere imbastito una campagna di informazione intrisa di valutazioni allarmistiche e insinuazioni mai provate, creando disarmonia tra i residenti. Ha probabilmnete fatto quello di cui accuso i suoi oppositori, causando discredito e imbarazzo alla nostra comunità, con i conseguenti danni anche economici che ne sono derivati e ne deriveranno. Ha messo a rischio l'armonia urbanistica di questo luogo in palese difformità con quanto era stato progettato da chi lo ha fondato, oltre che dalle indicazioni e dai desideri di tutti i soci.

E' proprio per tutte queste ragioni, e non certo per gli inesistenti fantasmi paventati, che i soci di questa Cooperativa hanno chiaramente espresso la loro sfiducia nei suoi confronti.

venerdì 21 dicembre 2007

Regalo di Natale per i poggini: il debito non esiste

Clamoroso al Cibali. Pochi giorni prima del Natale ecco un colpo scena che potrebbe rappresentare una fantastica strenna natalizia sotto l'albero di tutti gli abitanti di Poggio dei Pini. Le preoccupazioni, o peggio ancora gli incubi, di vedere trasformato questo borgo in un centro residenziale ad alta densità abitativa, quelle di un fallimento economico con bande di impresari che si spartiscono il nostro territorio e costruiscono palazzine attorno al lago per non parlare della bufala dei 30mila euro da sborsare a testa, non ci avevano fatto dormire sonni tranquilli. Oggi tutto questo potrebbe essere solo un brutto sogno.

Cosa è successo? E' davvero passato Babbo Natale? In un certo senso si, e probabilmente avrà portato anche qualche bel sacco di carbone nelle case di chi ha generato preoccupazioni inesistenti in tutti noi, approfittando di una fiducia sicuramente malriposta e di una ignoranza, la nostra, alimentata da una informazione assolutamente insufficiente e una trasparenza da nebbia in Val Padana.

Il Comitato per lo Sviluppo Sostenibile ha prodotto un nuovo comunicato (per scaricarlo
clicca qui) che affronta vari punti, ma la novità più rilevante riguarda una variante della convenzione tra la Cooperativa Poggio dei Pini e il Comune di Capoterra stipulata nel 1985. Si, avete letto bene:1985.
La convenzione è un elemento chiave nella problematica relativa al Piano di Lottizzazione e quindi alla disputa che ne è seguita e che è al centro delle attuali discussioni. A quella convenzione, stipulata nel 1969, risalgono tutti quegli impegni economici (strade, fogne, luce, acqua, scuole etc.) con i quali l'attuale CdA giustifica la necessità di incassare 20 milioni di euro e la conseguente decisione di realizzare circa 160 nuovi lotti, raddoppiando l'attuale popolazione.

Una nuova convenzione quindi ... interessante direi. Ma come è possibile che nel 2007 spunti fuori una convenzione tra Poggio e il Comune di cui nessuno ha mai sentito parlare? Potrei essere sbadato io, ma eravamo in 400 all'assemblea e nessuno ne ha fatto il minimo accenno. Si è invece parlato di quella del '69. E cosa dice la nuova convenzione?

Ed ecco qui il regalo di Natale: dice che la Cooperativa ha assolto a tutti gli impegni assunti e che quindi "tutte le opere di urbanizzazione primaria e secondaria sono state realizzate in attuazione e con il rispetto delle prescrizioni del piano di lottizzazione, con la sola eccezione delle opere relative alla rete fognaria e agli impianti di illuminazione pubblica ...".
Ora mi rendo conto che dietro i documenti e gli atti ci potrebbero esserci sempre dei trabocchetti che noi, comuni mortali, potremmo non cogliere. Ma se il burocratese può sempre riservare delle sorprese, la lingua italiana dice che tutte quelle opere di urbanizzazione che sembravano pesare sulle nostre teste come macigni non sono più dovute, perchè già realizzate. Non lo afferma un legale di parte o un amministratore (che come abbiamo visto può sempre confondersi), ma una convenzione stipulata proprio con quel soggetto (il Comune) che sembrava potere richiedere la "liquidazione coatta" della nostra Cooperativa.

Che dire della rete fognaria e degli impianti di illuminazione? Sono stati realizzati dopo il 1985 e collaudati. Il comune non li ha mai presi in carico? Perchè? Devono essere rifatti per questo? Sembrerebbe di no, perchè il collaudo è valido e si riferisce ovviamente alle normative esistenti nel momento in cui è stato eseguito.
E la rete idrica? Rappresenta sempre un onere considerevole ed è innegabile che sia in gran parte vecchia e soggetta a frequenti rotture. E' stata eseguita e non viene quindi richiesta dal Comune, ma allo stesso tempo non è mai stata collaudata e pertanto non se ne può chiedere allo stesso la presa in carico. Sebbene il suo costo sia stato forse sovrastimato dal CdA e probabilmente i 5.5 milioni di euro necessari diventerebbero 4, questa è sempre una bella cifra. Come se ne esce? Per esempio realizzando e collaudando pezzi di nuova rete utilizzando i soldi che proverranno dalla vendita di lotti, si, ma .... servono 40 lotti per realizzare tutta la nuova rete idrica, non 160.

Tracciatura delle strade a Pauliara negli anni 60


Al Comitato chiedo delucidazioni sulle strade. Non vengono citate in questa convenzione come opere da realizzare, ma nel 1985, ne sono certo, le strade non erano ancora asfaltate (1992 se non sbaglio). Di certo non sono state collaudate. Quindi qual'è la situazione?

Comunque signori, parliamone di queste cose. Si tirino fuori i pro e i contro, le possibili alternative e poi, quando tutti gli scenari sono stati chiariti, si decida facendo votare i soci. Qui non è questione di normale amministrazione, si tratta di decidere, dopo 40 anni, dove vogliamo andare.

Faccio un appello. Non perchè non voglia credere a questo bel regalo di Natale, ma chiunque abbia notizie su questo argomento, anche contrastanti con le informazioni e le relative deduzioni sopra riportate, è invitato a farle adesso e qui.

Il comunicato segnala due situazioni degne di menzione: nonostante la firma di 128 soci il CdA non ha ancora provveduto a consentire l'accesso agli atti richiesti. No comment natalizio.

E' stata avviata una raccolta di firme per richiedere l'effettuazione di una assemblea avente all'ordine del giorno: "revoca del Consiglio di Amministrazione".

Ma allora forse non era del tutto sbagliato pensare che ci sarebbe stata una "liquidazione coatta".

mercoledì 19 dicembre 2007

Auguri di Buone Feste


Desidero augurare a tutti i lettori del blog di passare in serenità le imminenti feste natalizie e di fine anno. A Gesù Bambino mi permetto di chiedere la conferma del dono di vivere in un luogo meraviglioso dotato di una armonia tra uomo e ambiente che tutti sappiamo essere impareggiabile. Mi auguro che questo luogo possa offrire, più che in passato, possibilità di incontro, di socializzazione e di condivisione dei problemi comuni, e che possa essere recuperata l'armonia anche con chi oggi si trova impegnato in una diatriba non priva di astio e di divisione.
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BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO.
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A proposito di Natale e sono lieto di pubblicare il seguente annuncio:
Invito al
Pranzo di Natale


Il 25 Dicembre presso il salone dell’oratorio della Parrocchia della "Madonna di Lourdes" a Poggio dei Pini
Dopo la messa delle ore 11.00 verrà organizzato un pranzo aperto a tutti, dove “ognuno porta qualcosa”
Chi volesse contribuire potrà portare il proprio contributo in vivande fin dalle prime ore del mattino.
Nel pomeriggio si organizzeranno giochi (la classica tombola e giochi a carte) e Karaoke
per intrattenere chi ha piacere a passare una serata in comunione.

Si organizzano anche servizi taxi per chi ne avesse necessità.
Per informazioni potete rivolgervi a :
Valeria : cell. 3334826206 o
o a Rossana: 070.725607 la sera dopo le 8.00

lunedì 17 dicembre 2007

Sulla manutenzione delle strutture sportive


Caro Giorgio, ti avevo promesso le considerazioni sulla vicenda palestra, occorreva prima fare un cenno sulla incapacità dei nostri amministratori di fare le manutenzioni dei beni e degli impianti realizzati. Hai notato che anche Guido Montali solleva il problema? anzi a mio parere da spunto per un'ulteriore considerazione dove afferma che quando è stato realizzato l'impianto di illuminazione pubblica non si sono rispettate le norme (di sicurezza?) vigenti quasi che già si pensasse di non doverlo mai cedere al Comune.
Se fosse veramente così ci sarebbe da muovere accuse precise per attentato alla salute pubblica e chiedere conto anche all'impresa che ha appaltato i lavori per aver accettato di non rispettare le leggi vigenti in materia di sicurezza.
Ma veniamo alla palestra. Una struttura che non era prevista nella convenzione fra le opere di urbanizzazione, ma poichè si progettava un villaggio composto da famiglie di cinque persone di media, bisogna riconoscere all'urbanista di aver pensato anticipatamente ai futuri bisogni degli insedianti. Purtroppo, data anche la lentezza con cui la famiglie si insediavano, la palestra è sempre stata sottoutilizzata e non ha mai potuto produrre un reddito che consentisse di fare le manutenzioni autonomamante.
In un passato recente è sorta la necessità improrogabile di mettere in sicurezza l'impianto. in questo caso non so se ci siano state omissioni al momento della progettazione e della realizzazione o siano subentrate norme di legge alla luce delle quali non si poteva più far utilizzare gli impianti dai nostri ragazzi. Comunque diventava indispensabile fare delle opere di manutenzione straordinaria per non far correre rischi ai fruitori della palestra e conseguenti responsabilità ai proprietari degli impianti (Cooperativa Poggio dei Pini).
A questo punto il CdA anzichè stanziare la somma necessaria a realizzare le opere di messa in sicurezza dell'impianto e appaltare in prima persona i lavori decide di incaricare un soggetto terzo di fare le opere necessarie con la promessa di poter fruire della rendita (teorica) per un certo numero di anni. Questo è stato il primo errore. Motivazione la Coop. non aveva i soldi da destinare allo scopo. però allora la Coop. aveva ancora lotti invenduti ed era in progetto di realizzare nuovi loti nelle zone A2 e A3. bastava che si destinasse parte dei futuri introiti per fare quello che avrebbe fatto" il buon padre di famiglia": rinnovare il prorpio bene degradato, renderlo fruibile e sicuro infine affittarlo a veri professionisti che avrebbero potuto valorizzarlo con beneficio, se non di tutti, di molti.
Invece che cosa hanno fatto. Hanno incaricato dei non professionisti (però persone molto brave e molto amiche) hanno consentito loro di far debiti con garanzia della Coop. Non hanno vigilato sulla realizzazione delle opere e sulla bontà dei servizi che venivano offerti che, in buona sostanza, avrebbero dovuto garantire quegli introiti con cui almeno pagare i debiti. Io ero in CdA all'epoca delle deliberazioni. Ricordo di essermi opposto e di aver tentato di mettere in guardia quelli che si affannavano intorno a questo progetto dei pessimi risultati che intravedevo. Come al solito sono stato frainteso e minacciato sia prima, anche da una persona che stimo come amico, sia successivamente quando il CdA deliberava, per almeno due anni, di dare dei contributi, con motivazioni oserei dire fantasiose per non dire non veritiere, nel tentativo di salvare quella Soc. da loro voluta e sostenuta caparbiamente, anche se era evidente che non aveva i requisiti per realizzare gli obiettivi voluti.
In conclusione penso che ci si deve augurare che la palestra sia stata veramente messa in sicurezza. I debiti ci sono rimasti ma comunque anche se si fosse proceduto direttamente a realizzare le opere ci sarebbero stati. Personalmente ne deduco un cattivo giudizio sulla capacità di queste persone di amministrare un villaggio che sarà destinato comunque ad aumentare il numero degli abitanti con tutti i problemi che ne conseguono. Cordialmente Silvio Ceccarelli

Un forum per il CdA

Dopo tutto quello che è successo nell'ultimo mese il CdA apre un forum all'interno del suo sito, o meglio in uno dei suoi tre distinti domini. L'indirizzo del sito è http://forum.poggiodeipini.it/.
Pensate che sino a 1 mese fa non c'era alcuna possibilità di espressione e di confronto per i residenti di Poggio dei Pini. Oggi ce ne sono addirittura due. Eureka!
E' chiaro a tutti come questo frettoloso "risveglio" telematico della nostra amministrazione sia stato causato dalla presa di coscienza da parte di tutta la nostra comunità della arretratezza dei sistemi di comunicazione sinora utilizzati. Come già detto in questo blog, dopo un lungo letargo, i poggini si sono svegliati tra un incubo fatto di case che crescono come funghi in mezzo alle aree verdi e un altro incubo fatto di debiti milionari e di fallimenti. Di fronte a questi scenari, entrambi catastrofici, hanno sentito la necessità di informarsi, di chiedere, di chiarire. E cosa hanno trovato? Foglietti spesso poco chiari, quando non addirittura menzogneri. informazioni che da ambo le parti dovevano giocoforza essere carenti e prive di qualsiasi contraddittorio. La comunicazione cartacea è fatta così: poco spazio, zero confronto.
Questa situazione ha danneggiato anche gli amministratori che ben più facilmente avrebbero potuto chiarire tutti i dubbi o respingere eventuali "attacchi calunniosi provenienti da sobillatori politicizzati" se avessero avuto a disposizione uno strumento più avanzato.
Ci sono state delle belle e indimenticabili assemblee, ma queste, si sa, non possono tenersi quotidianamente.
Ecco quindi che tutti hanno capito che serve un forum. E forum sia!
Non ho ricevuto una comunicazione scritta, ne una telefonata che mi annunciasse questo lieto evento. Non importa se mi occupo di telematica qui a Poggio da 11 anni e se con questa stessa amministrazione abbia progettato un portale comunitario che è stato inspiegabilmente chiuso 1 anno fa. Sbavature, dettagli. L'ho saputo da un messaggio anonimo inviatomi qui nel blog; non è proprio un sistema signorile, ma va bene lo stesso, questione di stile.
Mi basta sapere che alla fine tutti, anche i più restii, abbiano alla fine dovuto convenire che quella era la strada da seguire. C'è voluto uno scossone, meglio tardi che mai.
Sono contento che alla fine si stia realizzando quello che, come qualcuno ha voluto generosamente ricordare, avevo tracciato e cercato di perseguire da molti anni. Non mi importa che il mio progetto non venga neanche citato. E' indicativo di una logica basata sulla divisione, sulla esclusione e delegittimazione di chi non fa parte del tuo "branco"; di una incapacità a gestire il confronto, anche con chi la pensa in modo differente. E' invece in auge, almeno ultimamente, la logica del boicottaggio e dell'aggressione "anonima", magari supportata dalla vecchia arma della calunnia. Ecco perchè sono fermamente contrario all'anonimato, in questo blog come nel Portale del Poggio che avevo disegnato. In quello attuale, non solo sono anonimi i partecipanti, ma addirittura chi lo gestisce, nel presentare l'iniziativa, non si firma.
Io, permettetemi, ho uno stile diverso. Ecco perchè nell'invitarvi a continuare a scrivere in questo blog, del quale vi garantisco la completa autonomia, vi invito allo stesso modo a iscrivervi e a partecipare al nuovo forum, che inserirò anche tra i miei link ufficiali.

venerdì 14 dicembre 2007

Il CdA ha violato lo Statuto

Lo afferma un parere legale "pro veritate" emesso dall'avv. Marco Pibiri su richiesta del Comitato per lo sviluppo sostenibile. Il documento è a disposizione dei lettori del blog che possono scaricarlo cliccando qui.
Ma cos'è un "parere pro veritate"? Cerchiamo su Internet: il parere pro veritate è il parere dato da un avvocato su una questione legale che gli è sottoposta che deve evidenziare "la verità"; non deve essere quindi un parere che individua la soluzione più favorevole al cliente, ma che evidenzia quella che è la situazione effettiva, che potrebbe anche essere sfavorevole al cliente che ha chiesto il parere.
Cercando di riassumere, al legale sono stati posti tre quesiti:
  1. il CdA, secondo lo Statuto, doveva indire un referendum prima di approvare la variante al Piano di Lottizzazione?
  2. annullando il referendum del 9 dicembre il CdA ha violato lo Statuto?
  3. l'assemblea dei soci può revocare il Consiglio di Amministrazione?

Per tutti e tre i quesiti il parere espresso dal legale è stato favorevole, certificando che le decise, ma civili, proteste sollevate dalla maggioranza dei residenti e dal nostro blog sono più che fondate.

giovedì 13 dicembre 2007

Un cambio di strategia per la Cooperativa

Innanzitutto voglio farti i complimenti per il fiume di commenti, considerazioni, dubbi, speranze, sogni, aspettative che traspaiono dalle tue parole in questo nuovo blog. E mi auguro che altri , oltre l'ottimo Maurizio, trovino la voglia di condividere i sentimenti che tu esprimi. Non si limitino ad un contatto, un voto al sondaggio e poi il silenzio. Temo che il silenzio possa consentire alla fine il riaffiorare del qualunquismo e conformismo che rischia di lasciare le cose come stanno, vanificando questa spinta emotiva che pare abbia svegliato dal torpore tanti abitanti di Poggio.
La Cooperativa Poggio dei Pini nasce ed è essenzialmente una iniziativa "immobiliare". Deve agevolare i soci a realizzare un investimento "immobiliare". Per questo acquista terreni, stipula convenzioni, urbanizza, lottizza e vende ai soci porzioni dei terreni acquisiti. Come tutti gli imprenditori del settore sanno, l'iniziativa deve avere un termine. L'investimento che fanno deve avere un risultato entro quel termine. Di solito se sbagliano questa previsione e rimangono troppo a lungo legati all'operazione falliscono. La nostra Cooperativa non corre questo rischio anche se sta evidentemente pagando questo errore nella previsione della durata della sua vita. Si trova in possesso di opere di urbanizzazione ormai obsolete e usurate che necessitano di essere sostituite o per le quali sono necessari interventi di manutenzione consistenti e costosi. Sembra anche che non tutte le opere convenzionate col Comune siano state realizzate. Nel contempo sono finiti i lotti urbanizzati. Cioè in base alla convenzione iniziale che prevedeva l'urbanizzazione di circa 800 lotti per un insediamento di circa 4000 persone, con la realizzazione di opere di urbanizzazione primaria e secondaria adeguata, ci ritroviamo dopo 40 anni con 888 lotti venduti e opere non eseguite o malfatte o usurate per mancata e/o carente manutenzione quindi incedibili.
Da questo punto di vista i creatori di questa splendida iniziativa hanno fallito gli obiettivi. Non sono stati adeguiati ai compiti. Hanno mancato di professionalita. A questo punto occorre un cambio di strategia la Cooperativa deve cessare l'attività "immobiliare" per trasformarsi in "società di servizi", del tipo "comunione di beni" o altra similare. Ma farei gestire questa trasformazione ad altri professionisti. Chiederei, con tutto il rispetto, che queste persone che per tanti anni hanno fatto il bello e il cattivo tempo a Poggio dei Pini si facessero da parte.
Ti ringrazio per l'attenzione. Il prossimo contatto cercherò di fare un'analisi su quanto accaduto intorno alla palestra e alla Poggio sport srl.
Silvio Ceccarelli

Breve storia di Internet a Poggio

Anche se, come molti hanno potuto constatare, la nostra comunità nel 2008 è incredibilmente priva di un portale internet, la storia telematica di Poggio dei Pini è molto ricca di episodi ed esperienze. Il racconto dettagliato è molto lungo e ve lo risparmio, ma sono a disposizione per fornire ulteriori particolari, se me li richiederete. Questo è un riassunto dei principali eventi.

  • La Biblioteca di Poggio dei Pini è stata, nel 1996, la prima in Sardegna a disporre di una stazione informatica per la consultazione di opere multimediali su CD-ROM e la prima a essere dotata di una postazione di accesso ad Internet a disposizione del pubblico;

Un corso di Internet presso la Biblioteca (1996)

  • Sempre nel 1996 venne realizzato un sito denominato Linea Poggio (www.sardinia.net/poggio), uno dei primi in Sardegna, quando ancora Regione, comuni etc non ne avevano uno. Mostrava il nostro borgo al mondo. Allora le persone dotate di connessione a Internet a Poggio erano solo 3;
  • Per un possibile utilizzo della rete tra i soci era necessario che il numero di utenti crescesse. E’ un processo lento, non facilitato dall’assenza della ADSL sino al 2006;
  • Nel frattempo proseguiva la pubblicazione di notiziari cartacei che facevano registrare, puntualmente, le dimissioni dei giornalisti che li dirigevano, causate da ingerenze e censure da parte dei vari consigli di amministrazione. Dopo lo scioglimento dell’ultima redazione (Emanuele Atzori), non essendoci più direttori disponibili nel raggio di 50 km, il notiziario venne declassato a “fotocopie”, emesse direttamente dal CdA. La sua qualità e puntualità decrebbe notevolmente anche se paragonata agli anni ’70 e nonostante le tecnologie della comunicazione avessero fatto, nel frattempo, passi da gigante;
  • Nel 2001 il Grusap realizzò un suo sito contenente anche un forum. Non essendo moderato, venne utilizzato per inserire attacchi anonimi nei confronti dell’amministrazione che ne dispose la chiusura. Il sito è abbandonato da circa 3 anni;
  • Nel 2003, considerato che il numero dei residenti connessi a Internet aveva raggiunto un numero significativo, proposi al CdA di allora (presidenza Pittaluga) un progetto per la realizzazione di un portale comunitario. L’intervento non avrebbe comportato alcuna spesa per la Cooperativa ma, incredibilmente, non venne realizzato a causa di un boicottaggio;
  • La stessa amministrazione deliberò l’acquisto da una ditta specializzata di un sito internet. Questo prodotto, costato alcune migliaia di euro, venne realizzato ma fu lasciato vuoto di contenuti per anni;
  • Nel 2006, con il sopravvento della nuova amministrazione (Calvisi) sembrava che si volesse finalmente realizzare qualcosa di concreto. Fui contattato e offrii nuovamente la mia consulenza gratuita. Venne redatto un progetto di portale comunitario che potete scaricare qui. Il progetto, che fu apprezzato e approvato da tutti i consiglieri, prevedeva la realizzazione di un portale che coinvolgesse l’intera comunità;
  • Nel gennaio 2006 l’ADSL, con Tiscali, arrivò nelle nostre case, rendendo ancora più agevoli e convenienti le connessioni a Internet.
  • Nell’estate 2006 venne implementato il Portale di Poggio dei Pini, costruito sul motore open source MD-Pro, lo stesso utilizzato anche per il portale delle olimpiadi invernali di Torino;
  • Dopo la presentazione dell’iniziativa ai soci tramite un notiziario, la Cooperativa si disinteressò del portale, non pubblicizzandolo e non inserendovi alcun contenuto. Preso atto dell’ennesimo “affossamento” e avendo altre cose da fare nella vita, anche io lasciai perdere. In sostituzione del portale comunitario è comparso un nuovo sito statico contenente ben poche informazioni e nessuna interazione con i residenti;
  • Nel 2007 volli verificare se esistesse un interesse da parte dei residenti anche senza l’intervento, a mio avviso fondamentale, della Cooperativa. Venne realizzato un nuovo portale Linea Poggio (www.lineapoggio.net) che però non ebbe grande seguito;
  • In occasione della mobilitazione relativa alla variante del Piano di Lottizzazione ho realizzato in una sola serata il BLOG poggiodeipini.blogspot.com che sta facendo registrare circa 150 visite al giorno.
  • martedì 11 dicembre 2007

    L'ultimo lembo di Bulgaria

    Nell’ultima assemblea di domenica scorsa si sono affrontati molti argomenti relativi alla variante del Piano di Lottizzazione e ai rapporti, molto tesi in questo momento, tra il Consiglio di Amministrazione della Cooperativa e una netta maggioranza dei soci. Dopo lo shock che ha causato il risveglio di molti residenti, preoccupati per una possibile trasformazione di Poggio dei Pini e dopo l’indignazione per il comportamento del CdA, le persone che si riuniscono da qualche settimana (o che si scrivono nel blog) stanno incominciando a scavare intorno al problema, nel tentativo di trovare anche cause e soluzioni.
    Si è molto parlato di tre argomenti che sono, a mio avviso, strettamente legati l’uno con l’altro: TRASPARENZA, PARTECIPAZIONE e COMUNICAZIONE.
    Questi tre elementi sono in lento e costante calo nella nostra comunità, perlomeno a partire da 10-15 anni fa e la loro carenza è indicata da molti come una delle cause del deterioramento dei rapporti tra i soci e le amministrazioni.
    A mio avviso esiste una collegamento causa-effetto che lega, a catena, queste tre cose.

    Sono certo che se si migliorasse la comunicazione si otterrebbe una maggiore partecipazione e quest’ultima fungerebbe da stimolo per avere una maggiore trasparenza.

    Se, difatti, tutti partecipassimo di più, sarebbe molto più difficile per chi amministra agire in modo poco trasparente.
    Attenzione, non dico che questa mancanza di trasparenza sia stata progettata volutamente con l’intento di nascondere qualcosa. Io personalmente non lo credo, ma è proprio agendo con poca trasparenza che si alimenta il sospetto. Penso, invece, che certi amministratori considerino la cooperativa come una cosa loro e si appellino all’anzianità di servizio per legittimare la loro permanenza su una poltrona su cui nessuno li ha costretti a sedere. In quest’ottica la comunicazione, le domande dei soci, il portale internet sono tutte seccature che sarebbe meglio evitare. E’ un grave errore a cui è venuto il momento di dire basta perchè ha causato danni, anche economici, all’intera comunità. Ce ne accorgiamo adesso che ci si prospetta di vendere i gioielli di famiglia, ma si poteva capire anche prima. Se ci piacciono i motti sarebbe opportuno abbandonare il “divide et impera” e adottare “l’unione fa la forza”, qualcuno avrà meno medaglie ma andremo più lontano.

    A che punto siamo oggi? E’ proponibile che gli oltre 800 soci di una cooperativa come la nostra, o alcuni di essi, si trasformino in altrettanti detectives e trascorrano il loro tempo ad assistere alle riunioni (ormai segrete) del CdA? Come si fa a dire “venite a parlare e a chiedere”. Ma è il contrario! Vieni tu, che sei il mio rappresentante, a parlare a me. Fallo a voce, con la carta con Internet. Ecco allora che la comunicazione riveste un ruolo fondamentale per attivare questo “circolo virtuoso”. Viceversa se noi riduciamo la comunicazione, come in realtà è stato fatto, provocheremo una minore partecipazione alla vita sociale e questo renderà più facile mettere in atto azioni che limitano la trasparenza e, soprattutto, vivremo in un posto meno vivace e socialmente morto.
    Siamo arrivati al punto che i soci devono fare una petizione per potere avere dettagli sulle delibere del Consiglio di Amministrazione. Addirittura un Probiviro non ha potuto avere accesso agli atti e chi lo richiede, legittimamente, viene considerato un pericoloso ed eversivo sobillatore. Siamo al punto che il Consiglio emette un notiziario contenente palesi falsità sull’entità della variante contando sul fatto che i soci, da tempo dormienti, si bevano qualsiasi affermazione. Siamo al punto che il Consiglio si arrocca nella sua sala indicendo riunioni riservate mentre la gran parte dei soci discute il problema in altre sedi, ivi compreso questo blog. E' il risultato di questo processo che coinvolge la comunicazione, la partecipazione e la trasparenza. Forse però l'elastico, troppo tirato, si è spezzato.
    Qualcuno obietta che gli amministratori della cooperativa debbano pensare a fare quadrare il bilancio e non possano occuparsi di questa cose. Non penso sia così e al contrario propongo che nel consiglio di amministrazione, attuale o futuro che sia, vi sia un consigliere (sono 15) che abbia l’incarico di responsabile della comunicazione e si occupi di curare questi importanti aspetti. Vedrete che ne avremo un ritorno non solo in termini di trasparenza, ma anche sul piano economico.

    La partecipazione non è una invenzione del solito guastafeste rompiscatole. Anche i fondatori (mi permetto di citarli anche io dato che lo fanno altri a sproposito) avevano dato grande importanza a questi aspetti della vita sociale tanto da inserire, nel nostro statuto sociale, l’art. 60 che recita: “La Società promuove e favorisce la vita comunitaria basata sui principi della solidarietà e della amicizia fra i soci e fra le loro famiglie e sulla attiva partecipazione alla gestione degli interessi comuni”. Mi chiedo che tipo di partecipazione si può ottenere secretando gli atti o respingendo le collaborazioni gratuite di soci. Come si può ottenere partecipazione quando, da sempre qualsiasi critica è stata sottoposta a immediata censura. La comunicazione oggi avviene tramite fotocopie ed è quindi molto povera e di costoso recapito.

    Una volta in un assemblea 13 anni fa, dissi a un amministratore che l’informazione del consiglio di allora era di stampo “bulgaro”. Nel frattempo sono successe molte cose: è esplosa l’era di Internet, in Bulgaria l’informazione non è più “bulgara”.
    A Poggio dei Pini (Italy) l’anziano amministratore, con la sua fotocopiatrice che emette fogli tipo “ciclostile” che fanno tanto anni ’70, è sempre li nel suo ufficio, ultimo lembo di “Bulgaria” sottratto alla storia.

    lunedì 10 dicembre 2007

    Lettera all'anziano fondatore

    Maurizio Cadone mi ha inviato la seguente lettera. Considerata la difficoltà incontrata da alcuni utenti ho modificato le impostazioni del blog in modo tale da accettare commenti anche senza iscrizione a Google. I commenti anonimi saranno immediatamente eliminati.


    Poggio dei Pini 7 dicembre 2007

    Illustrissimo Dottor
    Avvocato Ettore Lai
    Poggio dei Pini

    Preliminarmente desidero formularLe i migliori auguri per una pronta ripresa. Ho saputo che non sta bene.
    I motivi per i quali (a titolo personale) Le scrivo si collegano alla Sua nota, genericamente indirizzata ai cari amici Soci, pensando di farne parte. Se tale mia interpretazione dovesse essere sbagliata Le chiedo, fin d’ora, scusa.
    Ricordo con simpatia i Suoi interventi, nella veste di Presidente di tutti i Poggini, alle riunioni della Cooperativa, sempre formulati con competenza, eleganza, equilibrio; spesso, ironici.

    Ho letto il Suo scritto su Capoterra on line, a fonte Massimiliano Cabras, con attenzione e, senza alcuna pretesa ma col massimo rispetto che Le porto, vorrei proporLe uno scambio di impressioni e di quesiti sugli argomenti da Lei trattati. Ricorro al blog, strumento che assolve ad una irrinunciabile funzione informativa, certo che il Suo prezioso contributo aiuterà a capire.

    Una premessa scritta in grassetto che titola Crack per la Poggio dei Pini introduce alla Sua nota.
    Una affermazione allarmante, che non Le attribuisco, ma che continua ad essere richiamata, non utile a tranquillizzare gli animi, anzi, che spaventa molto. Ho partecipato all’ultima vivace assemblea e non mi pare d’aver sentito in merito ragioni che giustifichino oggi, in punto di diritto e sotto l’aspetto puramente amministrativo e di bilancio, il grave rischio del dissesto.

    Il primo Consiglio di Amministrazione della Cooperativa Poggio dei Pini


    La premessa, sempre per calmare le acque, evidenzia, ancora, l’esigenza di salvare le aree del Poggio dei Pini dagli imprenditori avvoltoi. Ci mancherebbe che così non fosse.
    Ma dove, chi sono, nomi, cognomi e misteri sottostanti. Si tratta di minacce concrete, con fatti oggettivi riscontrati, o veniamo allertati per il passaggio di una improbabile processione di fantasmi e in previsione del verificarsi di eventi minacciati ? Da chi ci dobbiamo difendere ?

    Non si può non condividere il contenuto del primo capoverso della Sua nota, anche se parlare di piano di risanamento pare, se mi posso permettere, eccessivo. La contabilità della società non rileva questa esigenza e nel caso in quali termini ? Perché non sappiamo nulla ?

    Mi lascia perplesso l’individuazione della agguerrita minoranza di guastatori, cui fa cenno nel secondo e terzo capoverso. Non so quali siano le Sue fonti di informazione ma desidero rassicurarLa che il gruppo vuole quanto Lei il bene del Poggio dei Pini, e quanto Lei la salvaguardia della bellezza del posto.
    In assoluto, la difesa di quel sito per la cui tutela è stato costituito, forse stesso da Lei, il Grusap.
    Sono migliaia in Italia le iniziative spontanee attive nella difesa del verde.

    Perché sono criticabili e sovversive delle Persone per bene, alcune da Lei altrettanto ben conosciute, moltissime delle quali con i capelli bianchi, che chiedono di spostare gli eventuali lotti in altre zone dove (al limite) mettere a dimora nuovi alberi anziché tagliare quelli rimasti (almeno finora) ?

    Grave mancanza di comunicazione e confronto. I messaggi si recepiscono quando vengono trasmessi forte e chiaro, diversamente non hanno seguito.

    La Gente, tanta, quella che qui abita da anni, che qui è nata, ha capito quel poco che le si è fatto capire.

    Agguerriti, attempati, giovani, vecchi, Soci e non Soci. Caro Avvocato, mi perdoni se banalizzo, qui c’è una Comunità, offesa dentro e fuori l’assemblea, che si sta giocando la qualità della vita presente e futura, e non solo, come giustamente dice anche Lei, ma col sacrosanto diritto di decidere in merito, ovvero di esprimere - a coloro i quali si sono spontaneamente candidati nel volontariato dell’amministrazione - indirizzi gestionali ben precisi.

    Dissento sulla affermata equivalenza tra il piano del 1997 e quello attuale. E poi le case a torre appartengono ad un passato non riesumabile.

    Nel quinto capoverso parla di rischio di liquidazione, o di fallimento della Cooperativa. La prego, chiedo il Suo contributo, sempre per capire. Se un lotto valore 100 si posiziona a destra anziché a sinistra la Poggio dei Pini fallisce ? Non credo proprio, alla peggio il lotto varrà 90. O è destinata a fallire comunque in dipendenza della perdurante congiuntura economica, della incapacità del mercato ad assorbire i lotti come è stato in questi anni, per l’impossibilità di realizzare i programmi di cui anche Lei fa cenno, per mancanza di adeguati ricavi, per qualcos’altro che a tanti di noi Poggini sfugge ?

    Sarebbe auspicabile una migliore presentazione del piano finanziario quantificato, ma poco qualificato ? In questi giorni ho sentito evocare la razionalizzazione della spesa e parlare tanto di economie. Ma è possibile che pur pagando un ICI da strozzo, senza avere nulla in cambio, ancora non siamo riusciti a trasferire al Comune gli impianti, luce, acqua, fogne e strade ? Oppure, ancora vogliamo insistere nell’idea di essere l’unico comune privato nel mondo ?
    Sono 20 anni che sento parlare della convenzione: direi una storia comica se i costi sopportati dalla Cooperativa, e quindi da noi Poggini, non la trasformassero in tragedia.

    Esco come Tutti la mattina presto, torno sul tardi. La mia ridotta vita sociale è nella più tranquilla Club House. Non mi accorgo di nulla. Ma a cosa allude quando parla di speculatori scatenati, mala fede, manipolazioni ? Il 1° dicembre, avrà saputo, erano presenti nella sala riunioni centinaia di persone. Stento a credere che siano li confluite come uno stupido gregge guidato dal pastore. Mi sembra un po’ duretta da accettare.

    In tutto questo sconquasso non riesce a decollare quella che, sempre a mio avviso, è la questione più importante: il ricambio generazionale.
    L’ingresso dei giovani, un maggiore coinvolgimento di quelli che dovrebbero progettare con noi vecchi, e poi guidare, il Poggio del domani, di quelli che saranno i futuri Soci.
    Ne conosco diversi e li reputo capaci e motivati. A ben vedere chi meglio di loro e delle casalinghe può dirci di cosa c’é bisogno . Non trova ? C’è mancanza di fiducia ?
    Quaranta anni fa quale era l’età media dei Padri fondatori della Cooperativa ?

    Ha visto, dalla Sua alla mia comunicazione, quanti spunti per una produttiva concertazione sono scaturiti ?

    Sperando di non essere stato irriguardoso, nel qual caso ancora una volta mi scuso, rimango nell’attesa di un Suo gradito seguito, e nel rinnovarLe i migliori auguri, La saluto cordialmente.


    Maurizio Cadone.

    domenica 9 dicembre 2007

    Si va avanti anche senza referendum

    Si è tenuta nella serata di oggi una assemblea indetta dal "Comitato per lo sviluppo sostenibile". Come è noto questa data era stata fissata per il referendum consultivo nel quale i soci avrebbero dovuto esprimere la propria opinione sulla variante al Piano di lottizzazione di cui si parla ampiamente in questo blog.
    Diciamo subito che la sala era gremita probabilmente oltre le aspettative del comitato organizzatore, tanto che non era stato previsto un impianto di amplificazione (come mai?, io ne ho uno).
    Era importante capire quale fosse lo stato d'animo dei residenti, se avessero ancora voglia di lottare per limitare la lottizzazione o se sarebbero ricaduti nella apatia che regna da anni a Poggio dei Pini: "lasciamo che gli altri facciano". A ciò si aggiunga il frenetico "porta a porta" che CdA e supporters hanno ulteriormente infittito nell'ultima settimana. Telefonate e riunioni per piccoli gruppi in cui vengono prospettati scenari catastrofici e presunti complotti politici. Non fa piacere a nessuno crearsi antipatie. I ponzi pilati sono e saranno sempre molti, ma questa mobilitazione continua a coinvolgere la maggioranza dei soci e dei residenti.
    All'ingresso della sala era proposta per la firma una petizione per accedere agli atti emessi dal CdA. Purtroppo è così: nella nostra cooperativa è necessario presentare una petizione firmata dal 10% dei soci per forzare la "secretazione" dei documenti relativi alla gestione della società. E' follia. E poi ci si lamenta se nella nostra comunità "circolano voci". Con una simile trasparenza, cosa si pretende? A proposito la variante "pacco" ci è veramente costata 102.000 euro come si dice?
    Vorrei riportare alcuni degli spunti emersi nei vari interventi che mi hanno colpito di più.
    Dura critica è stata rivolta all'annullamento del referendum che, a parere di molti, è stato causato dal forte timore di ricevere una severa batosta. La "rinuncia" ai lotti delle pinete sarebbe quindi soltanto un'escamotage, dato che il referendum proposto era rivolto alla sospensione dell'intero intervento di lottizzazione e non solo a una piccola parte di esso. L'annullamento è stato considerato un atto arrogante che fa venire meno la fiducia dei soci nei confrinti de CdA. Si è sottolineato come questa "rinuncia" annunciata sia una mera dichiarazione d'intenti che non ha nessun valore giuridico dato che il progetto continua a giacere in regione per l'approvazione. Se ne richiede, invece, l'immediato ritiro. L'unico rappresentante (non so se consigliere) del CdA che ha preso la parola, affrontando la "fossa dei leoni", ha ribattuto, se ho capito bene, che il progetto, in sede di "intesa" non può andare avanti senza il contributo della Cooperativa (o del comune?) e che quindi quello stralcio è cosa fatta. Sarà cosi? E' chiaro che ci sono molti dubbi e che la materia è da specialisti, ma i soci della Cooperativa, senza star lì a citare luminari e professoroni che vi abbondano, penso siano in grado di comprendere appieno qualsiasi argomentazione tecnica, se correttamente esposta. Si pretende invece che il "gregge" ascolti la voce della verità senza alcuna possibilità di contraddittorio.
    Sono questioni delicate e sono certo che esistano più strade da seguire: dobbiamo esaminarle tutte e scegliere, insieme, quella che riteniamo la più opportuna. Non potrà esserci unanimità, ma che ci sia almeno maggioranza. L'ho letto nel manuale del piccolo democratico.
    Si è parlato molto dei rapporti tra il consiglio di amministrazione e i soci, nonostante una signora abbia fatto uno strano appello a parlare solo della variante. Fusse che nominare il CdA sia lesa maestà? Si è detto che, soprattutto dopo l'annullamento del referendum, si è creato un solco tra i soci e l'amministrazione. L'intervento dei carabinieri alla assemblea sociale è stato considerato gravemente offensivo da parte della platea. Più di un intervenuto ha chiaramente fatto riferimento ad un possibile "impeachment" del consiglio di amministrazione, alla possibilità di nuove elezioni e della formazione di un gruppo dirigenziale alternativo. Queste proposte venivano da soci che non fanno parte del gruppo del "comitato organizzatore". Il fatto che Franco Magi, che del comitato è il promotore, abbia prospettato come accettabile una soluzione in cui l'attuale CdA accolga le richieste fatte da parte della maggioranza dei soci, pur restando i carica, apre la porta a una possibile soluzione di compromesso. Probabilmente è così, ma è anche innegabile che un CdA così sfiduciato avrà difficoltà a restare in carica.
    Un altro argomento che è stato sviscerato riguarda i numeri. Questi benedetti numeri presentati sul videoproiettore del Presidente: 20 milioni da spendere, 20 milioni da incassare.
    Analizzando il dettaglio del conto della spesa l'ing. Trudu ha effettuato una lunga serie di osservazioni che ne contestano l'esattezza. Lo invito a scrivere in dettaglio su questo argomento. Comunque l'ipotesi generale è che quei conti siano ampiamente sovrabbondanti rispetto alle reali necessità. Ma allora, forse, se ci servono meno soldi potremmo fare meno lotti? E se è così, allora, perchè questi conti sono stati gonfiati? Chiaro che chi li ha emessi oggi non se li può rimangiare e continuerà ad arrampicarsi su specchi sempre più scivolosi. Siamo noi che dobbiamo comprendere e decidere, le carte non saranno mai messe tutte sul tavolo.
    Poi una provocazione in risposta alle voci allarmistiche che prospettano pesanti contraccolpi sul portafoglio dei soci, aumenti di quote sociali o pignoramenti di abitazioni qualora non venga approvato questo piano. Se proprio si vuole parlare di vil metallo, dice Stefano Fratta, quanto varranno le nostre proprietà in una Poggio dei Pini più urbanizzata? Certamente di meno.
    Poi c'e' la questione dei rapporti con il comune di Capoterra. Oltre la metà di tutta la ICI comunale viene dalla nostra frazione. Notoriamente nemmeno un euro viene speso a Poggio dei Pini, il paese dei ricchi, la Beverly Hills sarda. Chi dovrebbe rappresentare i nostri interessi dice: zitti e mosca, Capoterra non può usare l'ICI per Poggio dei Pini, noi siamo quelli che la pagano e basta! Alla faccia del difensore! ma come? Tutti gli "avvocatoni" che abbiamo li utilizziamo solo per cercare di non far parlare i familiari dei soci? Perchè non si sono impegnati nella difesa dei nostri interessi?
    Altri dicono, no, l'ICI può essere usata per le opere di urbanizzazione primaria e quindi il Comune può intervenire sulle strade etc. Qualcuno si deve occupare di questa questione, nella speranza che chi deve difendere i nostri interessi lo faccia per davvero. Ho l'impressione che tutte le amministrazioni precedenti della Cooperativa abbiano delle colpe nei rapporti con il comune di Capoterra e che quegli errori del passato oggi siano decisivi. Non saremmo a questo punto se tali rapporti fossero stati chiariti in precedenza, se le opere realizzate fossero state prese in carico dal comune e così via.
    Dulcis in fundo .. la trasparenza, l'informazione e la comunicazione. Il mio argomento preferito.
    Tutti hanno parlato di trasparenza, molti hanno individuato nella comunicazione e nell'informazione un possibile strumento che la potrebbe aumentare. Qualcuno ha citato internet, il portale, il sito o il blog come strumento che potrebbe risolvere questo problema. Ma perchè la nostra Comunità nel 2007 ha un sito che è praticamente vuoto? ha chiesto un nuovo socio. Come nei miglior romanzi gialli .. la risposta alla prossima puntata.

    sabato 8 dicembre 2007

    Una torta da 85 milioni di euro

    Avete mai giocato a Sim City? Proviamoci qui usando Poggio dei Pini come terreno di gioco. Facciamo quattro conti. Così alla buona.
    Uno dei nuovi lotti costerà mediamente 110.000 euro * 160 = 19.200.00 euro. Un progetto costa 10.000 euro * 160 = 1.600.000 euro. Costruire la casa costerà diciamo 400.000 euro? Moltiplicando per 160 arriviamo a 64 milioni di euro. Facciamo anche la somma arriviamo a quasi 85 milioni di euro che corrispondono a oltre 163 miliardi delle vecchie lire. Questo è il giro d'affari che ruota intorno alla nuova variante? Non lo so perchè non faccio il costruttore, ma certamente sono molti soldi. Abbiamo detto che circa 20 milioni di euro finiranno nelle casse della Cooperativa Poggio dei Pini. Il resto della torta sarà spartita tra progettisti, impresari edili e fornitori di materiali.

    Sicuramente c'è molto lavoro dietro alla realizzazione di un nuovo piano di lottizzazione: gestire vendite di lotti, instradare i nuovi soci verso i progettisti e i costruttori, assegnare i lavori di urbanizzazione alle ditte, selezionare i consulenti etc. Un lavoro estenuante. Tutto questo mentre gli altri soci, debosciati, continueranno a portare a spasso i loro cani nella aree verdi (finchè ci saranno). Qualche amministratore ci dice che si sacrifica per noi. Tutti possiamo constatare che a ogni elezione c'è una lotta acerrima per avere quelle cariche. Caspita! Tante persone che si danno tanto da fare con il solo scopo di ... sacrificarsi per noi. Che bello il mondo in cui viviamo!.

    venerdì 7 dicembre 2007

    Una riunione domenica al posto del referendum annullato

    Ho ricevuto da parte del "Comitato per lo sviluppo sostenibile", che aveva richiesto il referendum annullato dalla Cooperativa, un comunicato che pubblico volentieri e che potete scaricare cliccando qui. Il comunicato dovrebbe anche essere consegnato presso le abitazioni.

    Segnalo, come novità sulla questione "Variante" che nel comunicato, tra le varie questioni sollevate, si contestano i numeri relativi al piano economico presentato dal CdA, che viene ritenuto sovradimensionato e non corrispondente alla realtà.

    Ci tengo a precisare che saranno pubblicati altrettanto volentieri comuncati e materiali che il CdA ritenesse opportuno mettere a disposizione dei lettori (circa 150 al giorno) di questo blog. I commenti di tutti i residenti, soci e non soci, saranno graditissimi (anche quelli critici).

    Pranzo sociale al Rudere Grusap - 1997

    La parola allo Statuto

    Considerato che il CdA viene da più parti accusato, anche in questo blog, di essersi comportato in modo difforme da quanto enunciato nello Statuto societario, mi sembra opportuno riportare il testo esatto, anche perchè si tratta di uno dei pochissimi documenti presenti nel sito della Cooperativa.

    Articolo 2

    Scopo della Società, é quello di costituire un Centro Residenziale Cooperativo e, a tal fine, essa ha per oggetto le seguenti attività nell’interesse dei soci:
    ......

    D) la costruzione, impianto, manutenzione e gestione diretta, ove possibile, dei servizi comuni residenziali, quali ad esempio: acquedotto, strade, illuminazione pubblica, fognatura, chiesa, poste, supermercato, bar, ristorante, self-service, parrucchiere, distributore di carburante e bombole, officina, gomme, lavaggio auto, assistenza sanitaria e farmaceutica, libreria, edicola, rivendita generi di monopolio, asilo, scuole, biblioteca, circoli ricreativi, impianti sportivi, trasporti e comunicazioni, parchi, giardini, servizi di vigilanza ed altri; cioè tutti quei servizi utili per il vivere civile di una comunità;
    G) il miglioramento e la valorizzazione dei boschi e della flora mediterranea, parchi pubblici, l'esecuzione di rimboschimenti, la realizzazione di opere di difesa naturale;
    H) la tutela e la difesa del paesaggio e la salvaguardia delle bellezze naturali;
    Domanda relativa al punto D: non riesco a capire se le opere di urbanizzazione primaria devono essere cedute al Comune oppure gestite in proprio. Abbiamo chiaro cosa dobbiamo e cosa vogliamo fare?

    Articolo 36

    La convocazione dell'Assemblea, sia ordinaria che straordinaria, sarà fatta a mezzo avviso contenente l’indicazione del giorno, dell’ora e del luogo dell’adunanza e l’elenco delle materie da trattare, da comunicarsi con lettera raccomandata, anche a mano, a ciascun socio nel domicilio dichiarato, almeno otto giorni prima dell’adunanza. Nell’avviso suddetto potrà essere indicata la data dell’eventuale seconda convocazione, che non potrà aver
    luogo nello stesso giorno fissato per la prima.

    Domanda: se questi termini di 8 giorni valgono per le assemblee, come è possibile che un referendum annunciato ufficialmente con lettera raccomandata, venga poi disdetto 3 giorni prima della data prevista tramite un foglietto che non raggiunge tutti i soci?


    Articolo 47

    Il Collegio Sindacale vigila sull’osservanza della legge e dello Statuto ..........

    Considerazione: mi sembra che lo Statuto sia stato violato.


    Articolo 49

    Al Collegio dei Probiviri possono essere rimesse, per il tentativo di conciliazione, tutte le controversie tra i soci e tra i soci e la Cooperativa ......


    Considerazione: mi sembra che possano sorgere numerose controversie tra soci e la Cooperativa.


    Articolo 51

    Le cariche sociali sono generalmente gratuite. E' però fatto salvo il rimborso delle spese sostenute nel comune interesse della Società ed il riconoscimento di un adeguato indennizzo per le prestazioni che, per la loro peculiarità o per il carattere di continuità, comportino un notevole impegno o incidano in misura rilevante, a giudizio del Consiglio di Amministrazione, sull'esercizio della personale attività del socio. E' dovuto un adeguato indennizzo agli Amministratori Delegati ed ai Componenti del Comitato Esecutivo cui venga assegnato stabilmente un incarico per materie e compiti specifici, nella misura stabilita dal Consiglio di Amministrazione, sentito il parere del Collegio Sindacale.

    Considerazione: è una vecchia questione. Non si riesce mai a sapere a quanto ammontano questi indinnizzi, ma perche non vengono pubblicati chiaramente? Non dovrebbe esserci nulla da nascondere, è solo una questione di trasparenza.

    Articolo 60

    La Società promuove e favorisce la vita comunitaria basata sui principi della solidarietà e della soci e fra le loro famiglie e sulla attiva partecipazione alla gestione degli interessi comuni.

    Domanda: secretando i documenti, non aprendo tavoli informativi e di confronto, respingendo le offerte di collaborazione dei soci come potranno questi partecipare alla gestione degli interessi comuni?


    Articolo 62

    Con periodicità almeno bimestrale sarà inviato ai soci un notiziario contenente sintetiche notizie sulle più importanti deliberazioni assunte dagli Organi Sociali, escluse le materie la cui riservatezza è necessaria a tutela degli interessi della Cooperativa. Sarà altresì data comunicazione delle principali attività in corso, nonché delle proposte o richieste di interesse
    generale inviate dai soci e delle conseguenti decisioni assunte.

    Considerazione: questo articolo lascia molto spazio di manovra ma non credo che consenta di affrontare l'informazione su un nuovo Piano di Lottizzazione alla stregua di una comunicazione sulla pulizia delle cunette, come è stato fatto.

    Articolo 63

    Il venti per cento dei soci può richiedere al Consiglio di Amministrazione di indire un referendum propositivo su qualsiasi materia attinente la vita della Società, indicando il quesito da sottoporre ai soci. L'esito del referendum, che dovrà essere comunicato a tutti i soci, non avrà valore vincolante per l'Organo Amministrativo.
    Indipendentemente dalle materie affidate alla competenza dell'assemblea straordinaria, qualora il Consiglio di Amministrazione intenda adottare deliberazioni aventi grande rilevanza per la vita della Società sotto il profilo economico ovvero incidano sui principi generali e sulle tradizioni che regolano la vita della Società, le proposte di deliberazione dovranno essere sottoposte a referendum consultivo. Il referendum consultivo, di cui al precedente comma, dovrà essere inoltre indetto se ne facciano richiesta almeno 1/3 dei componenti il Consiglio di Amministrazione, ovvero il 20% (venti percento) dei soci.
    Il Consiglio di Amministrazione non é vincolato dall'esito del referendum consultivo; tuttavia l'assunzione delle deliberazioni avrà luogo sotto la sua responsabilità e dovranno essere adeguatamente indicate le ragioni che eventualmente inducano a disattendere l'esito del referendum. Sulle modalità di attuazione del Referendum sarà deliberato dal Consiglio di Amministrazione un apposito Regolamento.
    Domanda: considerato che il referendum pare verrà indetto per gennaio 2008, dopo la sollevazione dei soci e soprattutto dopo la presentazione della variante prova di approvazione da parte dei soci, sarà opportuno verificare (Collegio Sindacale) se il CdA non si sia comportato in maniera difforme dallo Statuto.

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