Questo Blog è stato creato per scambiare informazioni, idee, proposte e materiali tra residenti del comune di Capoterra. Si invitano i lettori a firmare i propri commenti o articoli con nome e cognome. Potete inviare i vostri articoli al seguente indirizzo: giorgio.plazzotta@gmail.com

giovedì 20 marzo 2008

La salvinia molesta continua a confondere le acque

di Franco Magi

Caro Giorgio,
Contrariamente a quanto frettolosamente sostenuto nel "NOTIZIARIO" i lavori eseguiti nel lago piccolo rimangono eseguiti in assenza delle dovute autorizzazioni, ed in particolare in violazione dell'articolo 93 del R.D. 523/1904.

Questo ha confermato il Servizio del Genio Civile della Regione Autonoma della Sardegna il 19 dicembre 2007, con la nota di prot. 52841 del 19 dicembre 2007, che allego. (il documento è consultabile cliccando qui).

La archiviazione citata nel "NOTIZIARIO", emessa dal Servizio della Tutela del Paesaggio della RAS, concerne infatti soltanto gli aspetti paesaggistici, e non già il rispetto del Testo Unico sulle Acque, di competenza - per l'appunto - del Genio Civile.

Spero che gli attuali Amministratori vogliano - al pari di quanto fatto con la nota del Servizio Tutela del Paesaggio - "riportare integralmente, senza alcun commento, la comunicazione pervenuta dal Servizio del Genio Civile". Vedremo nel prossimo "NOTIZIARIO".

Ma la cosa più importante che si rileva dalla lettura della dettagliata nota del Genio Civile è che il lago piccolo non è stato inserito nella concessione di derivazione e, pertanto, con l'entrata in vigore della L.R. 12/2007, rischia di dover essere demolito. Auspico vivamente che gli attuali Amministratori siano più umili e meno superficiali, e vogliano da subito attivarsi per garantire la conservazione e la salvaguardia del piccolo lago di Pauliara.

Nel contempo la Salvinia Molesta ha ripreso la sua rigogliosa crescita (foto del 19 marzo 2008).



domenica 16 marzo 2008

Nuovo corso per il CdA?

Oggi ho ricevuto l'ultimo numero del notiziario della Cooperativa che offre numerosi spunti degni di essere commentati. La prima impressione che ho avuto è stata, finalmente, la presenza di elementi nuovi e POSITIVI. Sono presenti due importanti novità: si cerca di far conoscere IN ANTICIPO alcune delle inziative che il CdA intende adottare e, soprattutto, si cerca di COINVOLGERE i soci. Insomma si tratta di due cose che sono state reclamate in modo tanto chiaro quanto deciso dai quei 250 soci che hanno firmato richieste di assemblee, richieste di accesso agli atti, richieste di referendum e infine, esausti, anche richieste di revoca degli amministratori.
La ragione di questo cambiamento appare chiara: la pressione di così tanti soci ha indotto il CdA a cambiare rotta, comunicando e coinvolgendo, insomma facendo le cose che da tempo si sarebbero dovute fare. I soci, seppur paragonabili a tartarughe (e difatti sono tutti tornati in letargo), questa volta hanno "mangiato la foglia" e non sarà facile come prima prendere decisioni importanti come addirittura una variante al piano di lottizzazione, senza coinvolgerli. Questo risultato è stato ottenuto grazie alla partecipazione di così tante persone che hanno supportato le azioni del Comitato.
Appare così ancora più chiaro che l'obiettivo non era ostacolare il CdA, il Presidente o contestare per il gusto di farlo. L'obiettivo era quello di avere una Cooperativa in cui ci fosse trasparenza e partecipazione e di salvaguardare il luogo in cui viviamo.
Se vi sarà un miglioramento in futuro questo sarà grazie soprattutto a queste persone ed in particolare a chi si è esposto in prima persona ricevendo la sua dose di "veleno".
I cambiamenti, si sa, hanno sempre un prezzo da pagare.
Questo CdA ha sempre volato piuttosto basso in quanto a stile (carabinieri, notiziari offensivi, forum anonimi etc.) e ha perso l'ennesima occasione per innalzare questo livello ammettendo in qualche modo di avere commesso degli errori. Anche in questo notiziario sono pertanto presenti accenni, sempre molto fumosi, di vittimismo e di complottismo. La balentìa, che evidentemente in questi anni è parte integrante della strategia societaria, impedisce di ammettere i propri errori e, al tempo stesso, spinge verso l'inasprimento dello scontro contro chiunque non faccia parte del "clan". Tempi bui. Il riferimento non è geografico, ma caratteriale. Ci si può comportare in questo modo anche se si è di Brescia.
Leggendo più attentamente il notiziario emergono i vecchi vizi di sempre: racconti che cercano di fornire una lettura distorta degli eventi, auto propaganda, auto incensamento, un di sano vittimismo, accuse velate e, soprattutto, l'annuncio di una "dispendiosa battaglia legale". Ma veniamo al dunque.
Nel notiziario viene riportato il resoconto dell'assemblea del 16 febbraio. Una frase sintetizza il paradosso del "voto per il non voto": "Il collegio dei Probiviri ha proposto all'assemblea di non votare il punto all'ordine del giorno". Poi si legge "purtroppo non essendoci stata una convergenza unitaria sulla proposta .....". Una convergenza tra chi? Si trattava dell'assemblea dei soci oppure sono stati creati organi intermedi che prendevano le decisioni per essi?
Ma la vera chicca di questo resoconto è rappresentata dalla frase: "Il CdA in quest'ultimo anno, come per il passato, ha cercato in tutti i modi di illustrare le ragioni del proprio operato fornendo tutti i chiarimenti ....". Commentatela voi.
Trovo invece molto corretta e sottoscrivo pienamente la frase finale: "è sufficiente che ciascuno faccia una riflessione sugli eventi che hanno caratterizzato la vita sociale dell'ultimo anno: non sarà difficile individuare i veri motivi di fondo che hanno generato il malessere attuale". Io correggrei però in "di questi ultimi anni".
Un'altra frase sibillina è la seguente "tale stato di cose in futuro potrebbe far venire meno l'interesse dei soci a ricoprire cariche sociali". Anche in questo caso la sottoscrivo appieno.
Come sottolineato da più parti, in questi ultimi mesi ( e non come nell'interno anno, come si vuol fare intendere) si è creata una spaccatura nella nostra comunità. E' stato un come uno di quei terremoti che si sviluppano sulla faglia tettonica: si accumula energia, si tira la corda finchè un evento (in questo caso la variante fantasma) fa scoppiare il finimondo. Si è detto che la colpa non è solo di questo CdA. E' corretto. Questo è solo il CdA che ha causato la "goccia che ha fatto traboccare il vaso". Non è una colpa da poco anche perchè sarebbe stato possibile invertire la tendenza negativa e far qualcosa per rivitalizzare questa comunità, invece di ingigantire i problemi già esistenti. Si è anche detto che qualche amministratore c'è "da sempre". Anche questo è vero. Ed ecco quindi forse il vero significato della quartina precedente: "... non sarà difficile individuare i veri motivi di fondo che hanno generato il malessere attuale". E' vero, il veleno che è stato seminato nella nostra comunità in questi ultimi mesi, l'incapacità di dialogare, di correggere, di cambiare non solo ha generato la spaccatura di oggi, ma potrebbe anche, come riportato dal notiziario, "far venire meno l'interesse .." di domani. Anche volendo bene a Poggio dei Pini, chi può essere interessato a sacrificare parte del proprio tempo libero in una comunità dove chi la pensa diversamente è considerato "nemico" e dove il confronto delle idee viene sostituito dalle denunce, dalle calunnie anonime, dalle velate minacce, dalla strumentalizzazione dei ragazzi e dall'illazione telefonica.
Il notiziario contiene una lettera del collegio dei Probiviri che inizia con "vorremmo chiarire alcuni fatti ..". Cari Probiviri, mi dispiace ma, sicuramente per mio limite, ciò che è accaduto nel'assemblea e il vostro ruolo in quell'occasione continua a non essermi chiaro. Io capisco che a Poggio dei Pini, la patria della privacy, non si vogliano raccontare i particolari, ma dicendo le cose a metà è chiaro che il lettore ben poco capisce. Ciò che dal 16 febbraio vorrei sapere è: quale tentativo di riconciliazione sia stato fatto, quando sia avvenuto e quali proposte siano state avanzate dalle due parti ed eventualmente rifiutate. Se non si vogliono dire queste cose, va benissimo anche il silenzio. Ci siamo abituati.
L'articolo "Impegno del Consiglio di Amministrazione" contiene due importanti elementi: la conferma di dell'impegno, ipotizzato in assemblea, a non "lottizzare" prima della fine del mandato (metà 2009) e l'intenzione di "promuovere periodicamente incontri formali con soci o gruppi di essi su tematiche di interesse generale". Molto bene.
L'articolo "Lago Piccolo" contiene la comunicazione proveniente dal Servizio Tutela Paesaggio in ordine all'archiviazione dell'esposto sui lavori relativi al laghetto. Una piccola richiesta ai redattori del notiziari: facciamo in modo che l'informazione sia utilizzabile da tutti i lettori e quindi quando citiamo questo "Servizio Tutela Paesaggio" ricordiamo almeno se si tratta del Comune o della Regione.
Questa informazione è stata inserita "senza alcun commento", perche? Non è detto che i commenti debbano essere fastidiosi come i miei, si può anche commentare per spiegare meglio a che punto siamo. Io, ad esempio vorrei sapere se questa archiviazione chiude definitivamente la questione oppure se ci sono ulteriori pronunciamenti da parte di altri enti.
L'articolo "strada 7" invece, ahimè, rappresenta un vero e proprio incubo. Sembrerebbe di capire che quando il provvedimento è a favore del CdA la notizia viene sbandierata ai 4 venti, quando invece è contrario ecco che si getta discredito sulle fonti "non allineate". Ecco quindi che "l'Unione sarda" enfatizza l'informazione in modo "inusuale". Ma come inusuale? Fanno sempre così! Anni fa mia cugina subì un tamponamento per cui venne visitata e mandata a casa e sull'Unione scrissero che era ricoverata all'ospedale in gravi condizioni. La tendenza al sensazionalismo è insita in tutti i giornali e il nostro quotidiano locale è sempre stato un campione in questo. Ma questa ordinanza è stata emessa dal Comune di Capoterra. La Cooperativa che addirittura si dichiara sottoposta ad "un ulteriore attacco" (quindi, ne deduco, è attaccata dal Comune e dal l'Unione) annuncia che si impegnerà in una "dispendiosa lite giudiziaria" con i soldi dei soci (sempre deduco dato che la Coop siamo noi).
Quindi mi sembra di capire che la Cooperativa non si possa impegnare in una "dispendiosa lite giudiziaria" con il Comune di Capoterra per cercare di costringere questo Ente ad assumersi almeno una parte dei propri doveri però è pronta a fare la guerra per la strada 7?
Ma dov'è la coerenza? Urge "riflessione" su questo argomento e informazioni: quanto spendiamo per questa "dispendiosa azione legale"?. Il compenso sarà secretato come tradizione?.
Altra notizia utile e di "apertura e coinvolgimento" riguarda l'istituzione o comunque la rivitalizzazione del "Comitato Tecnico" richiedendo la disponibilità di tecnici specialisti in varie discipline. Speriamo che non finisca come l'ultima volta (insabbiato).
Oltre a varie notizie di servizio, il notiziario e anche questo mio articolo, si chiude con l'annuncio della istituzione di uno spazio nel portale del CdA in cui gli amministratori possono rispondere ai quesiti dei soci.
Sinceramente non riuscirei ad immaginarmi un Portale il cui titolare non interagisca con i lettori, comunque meglio tardi che mai.

venerdì 14 marzo 2008

GeoPoggio il nostro WebGIS

(clicca sull'immagine per avviare GeoPoggio)

Mi occupo di cartografia informatica dal lontano 1987. Per molti anni ho trovato difficile spiegare agli altri che cosa fossero i GIS (Geographic Information Systems), perchè questi sistemi venivano utilizzati da pochi specialisti. Poi, con il nuovo secolo, l'avvento dei navigatori satellitari per auto e soprattutto l'arrivo di Google Earth sui nostri desktop ha reso le cose molto più facili ed oggi è diventato intuitivo per molti utenti "navigare" nelle mappe per ottenere informazioni tra le più disparate: strade, sentieri, alberghi, vegetazione e chi più ne ha più ne metta.

Utilizzando un'applicazione web che ho realizzato nel 2007 per il progetto GeoDorgali (www.geodorgali.it) ho pensato di creare, per tutti noi, GEOPOGGIO.
L'applicazione è basata sul noto motore geografico Google Maps che mette a disposizione l'intera cartografia stradale e le immagini satellitari di tutto il pianeta, anche di Poggio dei Pini quindi.

Su questa base, che è gia di per se incredibilmente ricca, ho inserito alcuni dati "caratteristici" della nostra comunità: la posizione dei nostri luoghi comunitari e dei servizi e soprattutto la sentieristica. Queste informazioni potranno essere incrementate ed arricchite anche grazie al vostro contributo.
Si tratta di una base, una lavagna geografica, su cui possiamo inserire quello che vogliamo, e corredare la posizione degli elementi con altre informazioni descrittive o immagini fotografiche.
Volendo, la nostra Cooperativa potrebbe utilizzare questo strumento per inserire la posizione e le caratteristiche degli elementi delle sue reti tecnologiche (pozzetti, tubazioni, valvole, idranti etc.).
Immagino che se andranno avanti i progetti per la realizzazione di una rete sentieristica e per le piste ciclabili, questo strumento si presterà molto bene a supportare il work-in-progress e per mostrare agli utenti il lavoro fatto.
Il lavoro non è completo, come potete notare gli elementi cliccabili non hanno scheda e fotografie (solo alcuni esempi). Se ci sarà collaborazione potremo completarlo insieme.

domenica 9 marzo 2008

Le strade di Poggio dei Pini

di Luca Madeddu

La diatriba innescatasi recentemente su alcune strade di poggio circa la competenza della manutenzione (se essa sia in capo al comune o alla cooperativa) si inserisce all’interno di una controversia che non riguarda solo il nostro territorio, ma si estende a tutta l’Italia.
Cercherò di analizzare il quadro generale, per poi inserirlo nella nostra realtà
Una strada può essere pubblica o privata. Se è pubblica, appartiene al cosiddetto demanio stradale, che a sua volta può essere di pertinenza dello Stato oppure degli enti pubblici territoriali, Regioni, Province e Comuni. Se è privata, appartiene ad uno o più soggetti. Le strade pubbliche sono quelle che mettono in comunicazione tra di loro i luoghi pubblici, le strade private corrono all’interno di una proprietà privata.
Il Codice della Strada assimila le strade vicinali (private) alle strade comunali (pubbliche), ma va da se che tale assimilazione è strettamente strumentale all’applicazione delle norme contenute nel Codice, e ad essa limitata.
Le strade vicinali sono infatti quelle strade che possono essere soggette ad uso pubblico da parte di una collettività, pur essendo di proprietà di privati e non del Comune: per quanto riguarda i beni demaniali, esiste una categoria di diritti ad essi connessi chiamata “diritti demaniali su beni altrui”, ad esempio il diritto di uso pubblico. Nel nostro caso parleremo di pubblico transito.
Tuttavia non basta il puro e semplice fatto che su una strada di proprietà privata, in quanto costruita da privati, si sia stabilito un pubblico transito. E’ necessario un ulteriore passaggio, costituito dalla manifestazione della volontà del comune di assoggettarla appunto all'uso pubblico, con dichiarazione di strada vicinale, mentre “ai fini dell'esistenza di una servitù pubblica di passaggio non è determinante l'inclusione negli elenchi delle strade pubbliche”(cassazione,consiglio di stato).
Dunque le strade vicinali non sono soggette alla disciplina prevista per i beni demaniali, ma rimangono beni di proprietà privata: "Ove siano aperte all'uso di una determinata collettività, continuano ad essere oggetto di proprietà privata anche se l'uso pubblico imprime ad esse un certo carattere di pubblicità che si manifesta specialmente nell'esercizio dei poteri di polizia da parte dell'ente pubblico, titolare del diritto di uso pubblico" (Cassazione civile, n. 3794/68). "Per la stessa ragione - si afferma in un'altra sentenza - la loro riparazione e la loro conservazione sono normalmente a carico dei relativi proprietari, limitandosi l'ente pubblico ad intervenire in caso di loro inazione e spettando invece, allo stesso, un'ingerenza straordinaria, che si concreta in poteri di polizia e di regolamentazione della circolazione, dell'ordine e della sorveglianza" (Cass. Civ. n. 3218/81).
E' qui appunto che si innesta la possibilità di controversie che riguardino la contribuzione degli utenti della strada per le spese necessarie alla sua manutenzione. A tale riguardo, la Cassazione afferma che "L'iscrizione di una strada nell'elenco formato dalla pubblica amministrazione delle vie gravate da uso pubblico non ha natura costitutiva o portata assoluta, ma riveste funzioni meramente dichiarative della pretesa della pubblica amministrazione e pone in essere una presunzione iuris tantum di uso pubblico, superabile con la prova contraria dell'inesistenza di un tale diritto di godimento da parte della collettività . va inoltre citata un'altra sentenza:
"Un comune che consente alla collettività l’utilizzazione di un'area di proprietà privata, assume l'obbligo di accertarsi che la manutenzione dell'area e dei relativi manufatti non sia trascurata; e l'inosservanza di tale dovere di sorveglianza, che costituisce un obbligo primario della pubblica amministrazione, per il principio del neminem laedere, integra gli estremi della colpa e determina la responsabilità per il danno cagionato all'utente dell'area, a nulla rilevando che la manutenzione incomba sul proprietario dell'area" (Cass. Civ. n. 3387/79).
Visto e considerato quanto sopra, considerato l’art 3 del codice della strada secondo il quale “le Strade vicinali (o Poderale o di Bonifica)sono “strade private fuori dai centri abitati ad uso pubblico”, vista la legislazione urbanistica in materia di cessione delle opere di urbanizzazione primaria, cerchiamo di inserire le nostre strade all’interno di questa complessa disciplina.
Le nostre strade sono chiaramente all’interno di un centro abitato e perdono quindi,almeno nella sostanza, la natura di strada vicinale tanto che nelle convenzioni sono definite “strade di interesse comunale”
È indubbio che prima della costituzione della cooperativa, 1968, le strade esistenti avessero natura interpoderali in quanto insistenti all’interno di un area agricola e strumentale ad essa.
Né rileva ai fini in esame che nel caso di controversia tra società e comune, esse siano state create per uno scopo diverso da quello agricolo essendo state acquistate all’interno di un area agricola e quindi strumentali all’impresa agricola.
La convenzione con il comune di Capoterra del 1970 all’ art. 8 indica chiaramente la proprietà sia dei fondi sia delle strade di interesse comunale in capo alla cooperativa. Dal medesimo articolo si evince inoltre che le suddette strade devono essere cedute al comune insieme alla futura area parcheggio.
Sempre dalla lettura delle convenzioni si evince che la manutenzione ordinaria e straordinaria resta in capo alla cooperativa.
Possiamo quindi affermare quanto segue.
Le strade sono di proprietà della cooperativa fermo restando un uso pubblico sulle stesse.
In generale l’ uso pubblico comporta una ripartizione degli oneri di manutenzione che variano da caso a caso tra proprietario ed utilizzatori(in questo caso il comune). Una ripartizione degli oneri di questo tipo da noi non è possibile poiché sulla base delle convenzioni esse sono di nostra esclusiva competenza.
Tale situazione potrà essere modificata nel momento in cui la cooperativa cederà le strade di interesse comunale e l’area parcheggi al comune(che è obbligato ad accettarle.)
Le suddette strade e l’area parcheggi all’atto della cessione devono essere collaudabili ossia devono rispettare quei parametri tecnici richiesti dalla legge.
La cessione deve essere redatta mediante atto pubblico.
Buona discussione

venerdì 7 marzo 2008

Annunci

Anche se il BLOG non è l'ideale per la gestione degli annunci, vi invito a comunicarmi annunci relativi a qualsiasi cosa che possa essere utile scambiarci son gli altri lettori: offerte di lavoro, animali, scambio, regalo vendita di oggetti, turismo etc.

Giacomo: ciao a tutti, ho da regalare 3 cagnetti appena nati tipo golden retrivier, molto belli e molto buoni di indole, chi li volesse mi faccia sapere.

martedì 4 marzo 2008

Il Comitato guarda al futuro

dal Comitato per lo Sviluppo Sostenibile di Poggio dei Pini

Gentili Soci,

a venti giorni dall’ultima numerosa assemblea dei Soci riteniamo opportuno tracciare un bilancio di quanto è stato fatto e soprattutto di quanto ancora ci resta da fare per Poggio dei Pini.
La mobilitazione di tutti noi ha probabilmente evitato il peggio per le pinete storiche di Pauliara e di Sa Birdiera, bloccando il tentativo di realizzarci nuovi lotti.
Ha portato inoltre il Consiglio di Amministrazione a “congelare” la variante al piano di lottizzazione fino alla elezione dei nuovi Organi sociali.

Variante che continuiamo a giudicare sbagliata nel metodo e nel merito perché:

  • aumenta eccessivamente il numero degli abitanti di Poggio e conseguente traffico;
  • sfigura le caratteristiche ambientali che qualificano il nostro habitat e impreziosiscono le nostre abitazioni;
  • distrugge i nostri siti identitari e varie aree boscate;
  • deprezza il valore delle nostre abitazioni;

Continueremo comunque a vigilare e ci impegneremo per ottenere più trasparenza, più condivisione, più partecipazione nella gestione della Cooperativa Poggio dei Pini.
Siamo tutti convinti della necessità di riaprire un dialogo sul futuro del Poggio.
Da parte nostra la disponibilità non è mai mancata.
Ci attendiamo che il Consiglio di Amministrazione ed il suo Presidente con la giusta dose di umiltà e buon senso sappiano interpretare il messaggio chiaro inviatogli da tanti Soci.
Vi salutiamo cordialmente.

Poggio dei Pini, 04-03-2008
Il Comitato

domenica 2 marzo 2008

Energia e risparmio dal sole

di Silvio Ceccarelli

Mi sembra che il dibattito si sia fermato. Sembra proprio nel momento in cui, messe da parte le polemiche si cerca di progettare iniziative concrete. Non depone a favore di nessuno. Sia ai polemisti irriducibili sia a chi auspicava la fine delle polemiche per progettare iniziative concrete a favore della comunità. Il silenzio seguito agli ultimi 3 appelli - lago piccolo, piste ciclabili, sentieri montani - fa temere un disimpegno generalizzato del tipo "armiamoci e partite" di lontana ironia.

Proviamo a lanciare un altro argomento alla cui eventuale non adesione ognuno dovrebbe rispondere solo a se stesso e alla propria coscinza civica. Vorrei parlare di PANNELLI FOTOVOLTAICI. Siccome il sottoscritto ha una modesta cultura da ragioniere, che tradotta in concreto vuol dire zero fisica, poca matematica e poca chimica, mi limiterò a trattare l'argomento unicamente da un punto di vista etico pratico nonchè economico.

Ognuno di noi sa che esiste un problema globale di inquinamento dovuto in grande misura alla produzione di energia con utilizzo di combustibili fossili. Sa anche che questi combustibili fossili si esauriscono, non sono rinnovabili. Tendenzialmente questa situazione, sommata a tante altre problematiche, potrebbe portarci al rischio concreto di un peggioramento del tenore di vita al quale siamo oggi abituati. In seguito a questa considerazione mi sono proposto di fare qualcosa di concreto, utile alla società, senza aspettare, anzi anticipando quello che potrebbe essere imposto d'autorità in un prossimo futuro. Andando in fondo al problema ho anche scoperto che questa scelta è anche remunerativa. Garantisce una rendita certa ed interessante sul capitale investito. Se non si disponesse di capitale da investire, la rendita percepita consente inizialmente di rimborsare l'eventuale debito contratto per poi continuare nel tempo fino al termine dell'incentivo.

Molto sinteticamente lo Stato attraverso il "Conto Energia" riconosce al cittadino che si dota di pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica, per proprio uso, un incentivo in denaro per ogni Kw prodotto e per 20anni. Inoltre se ha ben calcolato il numero di pannelli da installare in base ai consumi non dovrà più pagare la bolletta all'Enel. Senza scendere nei particolari, perchè ognuno deve fare i calcoli in base ai propri consumi ed al posizionamento dei pannelli, si può affermare che mediamente si può ottenere un rendimento del capitale investito che va da 12 al 15%, oppure che si ha un ritorno in denaro, nei 20 anni, pari a circa 3 volte il capitale investito. Non è filosofia. E' matematica. Ci sono delle tabelle, delle regole per applicarle, si commisurano alla situazione concreta e si analizzano i risultati. Si può scoprire che i risultati sono interessanti e soddisfacenti sia da un punto di vista economico che da un punto di vista sociale.

La Cooperativa potrebbe fare altrettanto, anche con maggiori vantaggi del privato. Infatti se la produzione dei pannelli superasse i consumi, potrebbe vendere il surplus all'Enel, che glielo pagherebbe (eventualità che non è prevista per il privato). Il centro commerciale, la palestra, la club-house dispongono di tetti con ampie falde, qualcuna sarà sicuramente esposta a sud. Se la Società non disponesse del capitale da investire ci sono le solite due strade: o ci si indebita o si cerca un finanziamento pubblico partecipando ad un progetto in proprio o con altri partner.

Mi rendo conto di essere stato un po nebuloso. Daltronde o scopiazzavo il decreto 19 febbraio 2007 o rimanevo sul generico. E' quello che ho fatto. Comunque sono a disposizione fin d'ora per fare chiarezza su eventuali dubbi o analizzando concretamente dei casi specifici che mi venissero posti. cercherei di dare un aiuto nel più schietto spirito mutualistico.
Immagine: adrians_art

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