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mercoledì 10 novembre 2021

La piccola rivoluzione di Poggio dei Pini del 2007

Il tempo, si sa, smussa gli angoli e aiuta a vedere le cose da una diversa prospettiva rispetto al momento in cui accadono. Sono passati ben 14 anni da quell'autunno del 2007 in cui si verificarono gli eventi che mi accingo a ricordare. I teenager di oggi non erano nati, i giovani uomini e donne di oggi, allora erano bambini.  Ricordare quegli eventi eventi aiuterà loro a conoscere una piccola, direi bella storia della nostra comunità e  probabilmente consentirà a chi l'ha vissuta in prima persona di rianalizzarla insieme a me, "col senno del poi".

Questa storia potrebbe interessare anche a chi non risiede nel nostro piccolo borgo, perchè è una storia assai rara di vittoria della gente rispetto agli attacchi che vengono così tanto spesso portati alla natura e alla sua bellezza. E' un argomento molto attuale in questa era di cambiamenti climatici ed epidemie. Sottolineo però l'elemento "rarità". Quasi sempre gli attacchi speculativi contro la natura hanno successo e le proteste di cittadini (quando ci sono) non sortiscono alcun effetto aldilà di qualche "bla bla". In questa occasione, fortunatamente, non è andata così. 

Ma, in estrema sintesi, che cosa è successo a Poggio dei Pini nel 2007? Io la racconterei così: 

"Nel sonnecchioso borgo di Poggio dei Pini, nel 2007 ci fu un tentativo di edificare le due pinete che ne contraddistinguono il paesaggio e ne hanno ispirato il nome. Sebbene gli abitanti del borgo vivessero, in grandissima parte, poco interessandosi degli aspetti amministrativi della comunità, ci fu una sorta di sollevazione popolare, cui parteciparono attivamente alcune centinaia di persone. La contestazione fu alimentata anche dall'atteggiamento di chiusura e ostruzionismo adottato dagli amministratori dell'epoca. Nonostante ciò, l'obiettivo dei manifestanti venne raggiunto. La proposta di variante edilizia venne abbandonata e gli amministratori, che si occupavano del villaggio, da decenni, non vennero riconfermati nel corso delle successive elezioni".

Ma cerchiamo di analizzare qualche dettaglio. Nel 2007 Internet, pur perfettamente operativo da anni, era meno usato di oggi, in particolare nella fascia di popolazione più adulta. Le scintille che diedero il via alla "piccola rivoluzione poggina" utilizzarono inizialmente i vecchi canali del passaparola, del telefono, dei volantini cartacei. Fu cosi' che centinaia di persone, tutti soci e residenti,  si trovarono a discutere della questione non negli ampi locali della sede cooperativa, ma nell'angusto spazio di quello che, pochi anni dopo, divenne il Piccolo Teatro dei Ciliegi. 

In quell'occasione ebbi l'idea di far nascere questo blog che, a differenza degli strumenti "tradizionali" sopra citati,  consentì una costante e  copiosa pubblicazione  di informazioni e commenti.  In pratica, una assemblea permanente. Gli amministratori della Cooperativa, in verità tutti mediamente anziani e poco adusi all'utilizzo di strumenti telematici, vennero sorpresi dalla presenza di una tale capacità informativa che contrastava l'imprecisione del passaparola e la scarsa chiarezza di pochi fogli inviati ogni anno ai soci. 

Non so dire quanto abbia inciso la presenza del blog ed il modo in cui venne gestito, sull'esito finale della vicenda, ma a detta di molti lettori e a giudicare dal fastidio di altri, credo che abbia svolto un ruolo importante. 

Possiamo quindi dire che la piccola rivoluzione poggina del 2007 non solo fu uno dei pochi, ahimè, esempi in cui, la gente è riuscita a cambiare le decisioni di chi amministra, difendendo il territorio e il paesaggio, ma fu anche una delle prime "class action" supportate dalla telematica. La rara specificità di quell'evento fu ulteriormente amplificata dalle successive elezioni del CdA della Cooperativa nel 2009, quando il gruppo che dirigeva la cooperativa da molti anni venne bocciato dai soci che parteciparono in massa.  

Come sappiamo quasi mai le esigenze dell'ambiente si piegano a quelle legate all'economia. Quasi mai chi detiene il potere consente alla base dei cittadini di decidere diversamente e quasi mai viene defenestrato. Questo è invece quello che accadde a Poggio dei Pini nel 2007. E scusate se è poco.

Un'altra caratteristica di quegli eventi è che l'attacco al territorio non arrivo' da entità esterne alla comunità che lo subiva, non dall'assessore regionale di turno, ma dal suo stesso cuore pulsante: la Cooperativa. Chi vive a Poggio è abituato a ricevere attacchi dall'esterno: il Comune di Capoterra considera la frazione come una vacca da mungere, prelevando tasse senza fornire servizi adeguati. I residenti delle altre frazioni non vedono di buon occhio la spocchia presuntuosa di alcuni poggini e, bisogna ammetterlo, la bellezza esuberante di questa località suscita non poche invidie. Nel 2008 anche la natura ha inferto un duro colpo con uno degli eventi alluvionali più intensi della storia idrogeologica nazionale. Le opere di mitigazione che stanno per essere realizzate, con la loro palese bruttezza, rappresentano un nuovo pericolo per gli anni a venire.

Nel 2007, clamorosamente, furono gli stessi amministratori poggini a mettere in pericolo la bellezza del loro territorio, proponendo una assurda, autolesionistica variante urbanistica che avrebbe raso al suolo entrambe le pinete (Sa Birdiera e Pauliara). Un vero e proprio harakiri. Furono però altri poggini a porvi rimedio con la "piccola rivoluzione" che ho voluto raccontarvi o ricordarvi. 

Come certamente avrete notato questa vicenda, che pure presenta molti aspetti esaltanti e positivi, è stata in qualche modo messa da parte dalla comunità, come un segreto inconfessabile. Come mai? 

Indubbiamente l'abbattimento delle pinete sarebbe stato un errore madornale e imperdonabile. Chi ha provato a difendere quella proposta lo ha fatto senza condivisione e partecipazione, nascondendo la verità agli altri soci. Quella vicenda ha poi scoperchiato un vaso di Pandora di atti amministrativi quantomeno discutibili che ha ulteriormente aggravato la situazione degli amministratori dell'epoca. 

Sebbene la "battaglia" sia continuata per alcuni anni, quegli eventi hanno segnato la fine di un'epoca e hanno consentito alla Cooperativa di voltare pagina. Oggi l'amministrazione poggina è nelle mani di una generazione di amministratori completamente diversa. Mi sembra di poter dire, pur da un punto di osservazione completamente esterno all'amministrazione, che il livello di oggi sia frutto anche di quelle battaglie. E' comprensibile che in un luogo così "borghese" si preferisca non ricordare gli errori del passato, dato che molte delle persone che li hanno commessi sono ancora attive nella comunità, ma stiamo attenti a non perdere la memoria di ciò che è stato fatto, perche il mantenimento della bellezza di questo paesaggio vale tanto quanto la sua realizzazione avvenuta più di 50 anni fa.

 

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