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mercoledì 28 novembre 2007

Ecco le mappe

Sono riuscito a recuperare alcune mappe. Si tratta del Piano di lottizzazione originario e della variante proposta e approvata dai soci nel marzo 1997. Purtroppo non dispongo di immagini della variante "a sorpesa" del 2007. Sarebbero utili per potre confrontare le tre situazioni, che costituiscono poi la chiave di tutta la questione odierna.
Consentire a tutti i soci di esaminare le mappe nel dettaglio significa fornire una corretta informazione ed evitare di "manipolare" la realtà utilizzando frasi sensazionalistiche oppure artifici linguistici che nascondono la verità. In questo caso Internet ci viene in aiuto e mostra la sua superiorità rispetto ai foglietti che anacronisticamente vengono ancora utilizzati per informare i soci.

Passiamo alla prima mappa: il Piano di lottizzazione originario del 1970.

Potete scaricare il file (circa 6 Mb) cliccando qui.

Il Piano di Lottizzazione del 1970

Se avete scaricato il file e lo state osservando, diamogli un'occhiata insieme, cercando di identificare sulla mappa le zone che ci interessano maggiormente e che sono state citate nei post precedenti.
In basso tutta la zona siglata C7 è quella della c.d. "lottizzazione di montagna", in zona Osservatorio e nel versante di Masoni Ollastu. La zona C8 è quella che si trova a ridosso del villaggio di S. Barbara. Sulla zona di colore verde B2 a sa Birdiera è scritto "edilizia speciale residenziale". Anche le aree segnate in colore marrone sono denominate "Residenze ed edilizia speciale" e comprendono in particolare le zone A2 e A3. Ci soffermiamo meno sulle zone colorate di giallo (servizi), celeste (sportivo) e giallo-quadrettato (parcheggi) e la zona viola denominata "Centro Comunitario".

Veniamo adesso al 1997. Potete scaricare il relativo file (1.2 mb) cliccando qui.

La variante al Piano di Lottizzazione approvata dai soci nel 1997

Esaminiamo insieme anche questa mappa. In particolare ci interessa: quali sono le modifiche presenti in questa variante rispetto al Piano di Lottizzazione del 1970?
Vi invito pertanto a concentrarvi su due colori: il rosso e il verde acceso. In rosso sono riportati circa 52 lotti "nuovi", cioè lotti che sono stati inseriti in aree "verdi". Possiamo notare che questi lotti sono inseriti in varie zone, ma che in nessun caso vengono intaccate le pinete.
Le zone segnate in verde chiaro, invece, rappresentano le aree che sono edificabili nel piano di lottizzazone del 1970 e che invece si proponeva si rendere inedificabili. Si possono chiaramente notare, le due lorttizzazioni di montagna, la zona intorno ai laghi e la pineta di Sa Birdiera. Nella stessa mappa in viola sono segnate le aree a edilizia speciale che saranno sicuramente edificate.
Ora purtroppo ci manca la mappa del 1997. La vedremo probabilmente esposta alla prossima riunione, ma forse possiamo anticipare, avendola vista, che nella nuova mappa le aree verdi trasformate in edificate, sono "sostanzialmente" molte di più e posizionate "male".

4 commenti:

Filippo ha detto...

Grazie innanzitutto Giorgio, per averci offerto questo semplice ma utile strumento per confrontarci su questa e altre questioni Poggine.
E' proprio il tema dell'informazione quello che mi preme sottolineare, perchè anche in questo caso, è evidente che ha finito per giocare un ruolo centrale. Posto infatti che ci si trovasse tutti d'accordo sulla necessità di realizzare per intero i lotti previsti nella nuova variante così come ci è stata "presentata", credo che il malumore più diffuso sia proprio causato da COME ci è stata "presentata". Poca informazione, frammentaria, e poco chiara. E' vero che la maggioranza dei Poggini non brilla assolutamente per inziativa nè partecipazione; questo problema però non è nuovo, nè ignoto ai nostri amministratori. I mezzi per ovviare all'apatia esistono, e direi che sono semplici. O almno dovrebbero esserlo, se appena uno sa quello che fa.
Si parla da anni, ANNI, del "Portale del Poggio". Era un'idea ottima, perfetta per la nostra situazione, in termini di immediatezza, semplicità e gestibilità. E'ancora lettera morta. O almeno, esiste una home page (www.poggiodeipini.com), ma dentro ci sono 4 o 5 documenti PDF, una breve storia della Cooperativa, un paio di numeri di telefono e orari d'ufficio, e basta.
Quante cose si potrebbero mettere a disposizione di tutti, lì dentro? O anche solo per i soci, tramite opportuno login? Pensiamo ai contenuti dei Notiziari, ai Verbali delle Assemblee, a notizie urgenti, a un forum, ecc.
Quanto può essere complicato mettere su una struttura simile, e poi farla funzionare?
Il sistema di gestione dell'informazione a Poggio non può più essere affidato a circolari e Notiziari, e alla buona volontà di chi va personalmente agli Uffici a chiedere notizie. Andava bene quando i residenti erano 3-400, ora siamo 1800 circa. La struttura stessa della Cooperativa è cambiata. Oltre tutto, un'informazione così poco organizzata, espone il fianco agli attacchi di chiunque voglia condurre una crociata personale, giustificata o meno che sia.
Grazie per lo spazio.

Giorgio Plazzotta ha detto...

Caro Dhago,
prima o poi pubblicherò un post con la storia dei vari tentativi di realizzare uno spazio telematico che fosse al tempo stesso punto di informazione e luogo di incontro. Non un semplice sito "bulgaro". Ho l'impressione che quella del sito internet sia un'altra pagina "nera" della nostra cooperativa. Siamo di fronte a una delle tante cose che non si è riusciti a fare oppure che non si sono VOLUTE fare? Perche? Forse perchè nel silenzio si opera meglio e senza rotture di scatole? Forse si. Inoltre a dare maggior forza a questa tesi c'è il fatto che per realizzare questo strumento almeno tre differenti consigli di amministrazione hanno ricevuto e rifiutato l'offerta di collaborazione gratuita da parte del sottoscritto. A dire il vero con questo consiglio si era riusciti a fare qualcosa ma alla fine il risultato è stato lo stesso.

Paolo Pirodda ha detto...

Salve,
innanzitutto voglio ringraziare Giorgio per tutto il materiale prezioso trascritto e messo in rete al solo scopo d’informare soprattutto chi, come me, è stato molto spesso lontano dalle vicende relative alla vita del centro residenziale e dalle decisioni del Consiglio di Amministrazione della Cooperativa Poggio dei Pini.
A seguire le mie considerazioni e la sintesi dei contenuti dopo un'attenta lettura del blog.
Se nel 1997 il CdA, apprestandosi ad effettuare l’operazione di "variante" a quanto contenuto nel Piano di lottizzazione originario del 1970, ha ritenuto opportuno indire una riunione ed un referendum ben prima che si sollevasse l'indignata protesta da parte dei soci e che, in quella riunione, erano state esposte le mappe dettagliate dell'intervento, non capisco perché, per lo stesso motivo e nella stessa identica situazione, l’attuale CdA non si sia comportato nel medesimo modo rispetto al precedente (CdA) in carica nel 1997.
Tra poco andremo a discutere una variante che è stata già presentata al Comune senza consultare i soci, visto che l'assemblea ed il referendum avranno luogo successivamente alle azioni di protesta.
E tutto ciò sembrerebbe quantomeno illogico nonché difficilmente comprensibile.
Concordo pienamente sul fatto che un argomento di così fondamentale importanza avrebbe dovuto ottenere obbligatoriamente una preventiva approvazione da parte dei soci, dato che si tratta di variazioni che incidono profondamente sull’essenza stessa di questo territorio. Non si tratta di decidere solamente ove posizionare ogni singolo lotto, ma d’approvare (o meno) una modifica sostanziale allo stato dei luoghi e a quanto pianificato al momento della fondazione della Coop.va. Sarebbe molto importante appurare se tale approvazione viene dettata anche dallo Statuto. Sta di fatto che il CdA ha presentato al Comune di Capoterra una variante al Piano di lottizzazione senza consultare i soci e con un’informazione ridotta nonché poco dettagliata sull'argomento, e questo modo d'agire di certo non può ritenersi corretto.
Sono assolutamente d’accordo nell’affermare che sarebbe stato molto meglio agire come nel 97, e cioè: assemblea preventiva e approvazione dei soci su una proposta già elaborata da parte del CdA.
Vorrei conoscere anch’io le motivazioni che portarono(nonostante il positivo referendum per la variante al Piano di Lottizzazione)al fallimento del Piano del 97, il che fece rimanere in vigore il vecchio piano di lottizzazione del 1970.
Tralasciando, poiché assolutamente condivisibile, il discorso relativo alla rinuncia alla lottizzazione dell'area di montagna (situata nelle vicinanze dell'Osservatorio Astronomico e nell’incontaminata vallata del Rio Masoni-Ollastu, non opportuna sia da un punto di vista paesaggistico che da un punto di vista economico per l’impatto ambientale di un intervento urbanistico in quell'area e per gli alti costi di urbanizzazione di un territorio così scosceso), vorrei soffermarmi soprattutto sul conseguente recupero di una parte delle cubature di quest’area (di montagna) col relativo posizionamento di (circa) 50 lotti in aree interne e limitrofe alle aree attualmente già edificate. Sul ri-posizionamento di questi 50 lotti si è detto che, nel 1997, erano stati proposti in aree in cui non ne era mai stata prevista la presenza, poi quella variante non divenne mai effettiva ma comunque fu presentata e approvata dai soci. Allora perché non prendere come buoni questi "benedetti" lotti, visto che sono passati al vaglio (ed approvati) dall’Assemblea ? Perché non è stato considerato come consolidato il risultato del referendum consultivo tra i soci ? Perché l’attuale CdA è andato a cercarne degli altri (lotti) andando a toccare addirittura le aree verdi, cioè quelle zone che sono state risparmiate sin dai primi pianificatori per creare delle zone di respiro ? (che anch’io, come molti, vorrei lasciar totalmente integre).
E poi perché in numero non facilmente quantificabile e di gran lunga superiore a quanto previsto dalla precedente proposta di variante del 1997 nonché ricercati in varie zone del Poggio e non addossati ai lotti posizionati sui limiti estremi dell'aree già lottizzate ?
E’ naturale ed ovvio che sia d’importanza fondamentale avere delle risposte precise da parte del CdA alle suddette domande, per comprendere il perché del loro modo d’intendere e d’agire.
Veniamo all’attuale situazione della Cooperativa.
Si sente parlare “in giro” (addirittura) di rischio di liquidazione della stessa (???) e dell’aumento della densità abitativa come unica soluzione possibile.
E’ noto che gli ultimi lotti a disposizione siano stati venduti e che non esistano, quindi, allo stato attuale, lotti in vendita da parte della Cooperativa. Evidentemente il bilancio non si trova in sostanziale pareggio se c’è l’urgente necessità di acquisire (per metterli in vendita) nuovi lotti per ripianare le spese di gestione.
Ma se il concordato tra Comune e Cooperativa prevede la realizzazione (da parte di quest'ultima) di alcune importanti opere d’urbanizzazione primaria (che verrebbero poi cedute al Comune) perché, come priorità assoluta, non si opera affinché questo problema venga risolto definitivamente con gli interventi necessari al completamento delle opere in oggetto ? (di cui alcune sono già state realizzate: strade, illuminazione, scuole). Sono assolutamente d’accordo nel pensare che si debba edificare soltanto la quantità necessaria di zone atte a finanziare (e completare) la rete fognaria e le altre opere mancanti.
Risponde al vero che sia necessario finanziare anche il rifacimento delle strade nonché altre opere a cui andrebbero aggiunti i costi di urbanizzazione (delle nuove aree) per un totale di 18 milioni di euro ???
Concordo pienamente anche sul fatto che, a fronte di una simile richiesta, su queste cifre sia indispensabile un approfondimento serio e che debbano essere anche proposti i piani economici dettagliati dai quali risulti che le lottizzazioni previste (dell'ingresso della nostra lottizzazione e della zona antenne, per intenderci), non sono sufficienti a finalizzare il piano concordato con il Comune. Sarebbe di certo un grave errore buttare al vento le nostre aree verdi a causa di un’errata valutazione, se questo è il rischio che si corre e sul quale siamo invitati a pronunciarci. Se, infatti, appare evidente che alcune opere dovranno essere certamente realizzate e che per farlo sarà necessario vendere nuovi lotti, non può infatti essere trascurata una quantificazione dettagliata di tutta l’operazione economica. Sono assolutamente d’accordo, inoltre, sul fatto di poter consentire a tutti i soci di esaminare le mappe nel dettaglio, fornendo una corretta informazione onde evitare qualsiasi fraintendimento su questo argomento di vitale importanza. A questo proposito concordo anche sul fatto che il consiglio d’amministrazione, nel suo ultimo notiziario, spieghi in termini tutto sommato abbastanza generici, come la realizzazione e la successiva vendita di tutti questi lotti, compresi quelli nelle aree boschive, sia necessaria per far fronte agli impegni che la Cooperativa ha preso col Comune, riguardo a strade, luci, acquedotto.
Sarebbe, quindi, il caso di indicare come s’intendono spendere i denari provenienti dalla vendita di tutti questi lotti. Stiamo parlando infatti di realizzare queste opere d’urbanizzazione, oppure si pensa di effettuare anche altri investimenti futuri ?
E’ opportuno conoscere, a questo proposito, la situazione economica dell’operazione Poggio Sport, che non si conosce nella sua totale attuazione.
Ho ricevuto puntualmente sia la lettera del Comitato che quella di Franco Magi, consigliere comunale a Capoterra, che m’hanno informato nonché chiarito diversi ed importanti punti sull'operato del CdA della Cooperativa.
Si dice (sempre “in giro”) che il numero degli impiegati della Coop.va sia superiore addirittura al numero degli impiegati dello stesso Comune di Capoterra (?!!?) e che gli stipendi di alcuni alti dirigenti siano percepiti con risultati non del tutto apprezzabili. Risponde al vero tutto ciò o sono soltanto voci prive di qualunque fondamento ?
Il 9 dicembre si terrà il referendum che, se fosse solo consultivo, potrebbe esprimere soltanto un parere in merito ma non avrebbe la facoltà di decidere sostanzialmente sulla materia in oggetto. La cooperativa ha già presentato la sua proposta di variazione al Comune ritenendo di non dovere interpellare i soci. Vorrei sapere anch’io che cosa potrebbe accadere nel caso (abbastanza probabile) in cui il referendum dovesse avere un esito favorevole alla mozione del comitato per il "no".
Al di là di tutte le questioni e le controversie sarebbe auspicabile comunque che si trovasse una soluzione concordata possibilmente dalla (stragrande) maggioranza dei soci e, soprattutto, che le soluzioni adottate risolvano definitivamente la questione riguardante la gestione economica della Cooperativa. Sarebbe inconcepibile infatti che, a distanza di qualche anno (o lustro), si ripresentasse lo stesso identico problema se non si trova una soluzione definitiva alla gestione (che per forza deve essere oculata) da parte degli amministratori di turno se è vero che il saldo annuale vada sempre a finire perennemente in rosso vista la discordanza tra le entrate e le uscite del bilancio.
E’ assolutamente fondamentale e prioritario risolvere questo problema in maniera completa e definitiva.
Concludo dicendo che concordo pure sull’utilizzo di Internet per ciò che concerne la comunicazione, preferendola nettamente agli strumenti cartacei (benché, in questo frangente, questi ultimi si siano rivelati di grande utilità) soprattutto per una questione di costi, di spazio e di veloce e sicura ricezione da parte degli interessati.
Mi scuso per essermi dilungato ma le questioni in oggetto sono di un’importanza tale da dover meritare tutta l’attenzione possibile.
Ringraziando invio i miei più cordiali saluti
Paolo Pirodda

Giorgio Plazzotta ha detto...

Grazie Paolo per il tuo contributo.
Anche se poni molti quesiti diretti al CdA, considerata la scarsa possibilità che tu possa ottenere delle risposte da loro, ti do la mia opinione sui dubbi da te sollevati.
Perche il CdA non ha pubblicizzato il dettaglio del nuovo Piano e non l'ha fatto approvare dai soci? La risposta è parzialmente contenuta nell'ultimo "notiziario" di novembre. Dicono che la variante del 2007 è "sostanzialmente" uguale a quella del 1997, approvata dai soci. MA NON E' VERO! Non si parla di uno o due lotti in più, ma di circa 100 lotti in piu.
Quale potrebbe essere il vero motivo? A parte illazioni che parlano di speculazioni, nell'ipotesi migliore si tratta del maldestro tentativo di "piazzare" il maggior numero possibile di lotti, come bene a cui attingere in futuro. Mi dispiace ma purtroppo questo comportamento appare poco chiaro e va ad alimentare il sospetto. Circolano varie illazioni che parlano di lotti promessi a tizio e a caio e si sa che molti falchi girano intorno alla preda. Ma quali sono i vantaggi per i soci? Riasfaltare noi le strade che invece devono essere prontamente cedute al comune? E che vantaggio sarebbe questo? Paghiamo già una tombola di ICI.
Tu ti chiedi, Paolo, perchè la variante del 97 non è stata attuata. Ho sentito due versioni al riguardo: in una si parla di "contrasti con il Comune", nella seconda versione, invece, La Cooperativa aprebbe presentato la proposta di variante per poi ritirarla alcuni giorni dopo. Ricordiamoci che anche quella variante andava a ridurre le aree verdi, ma il numero di lotti era di 50 e non di 150 e non si toccavano le pinete. Inoltre quella variante, buona o cattiva, era stata presentata e approvata. E' anche possibile ridiscutere la situazione oggi, ma di certo non "sotto banco".
Ti confermo che lo Statuto prevede la consultazione dei soci per decisioni di notevole importanza come questa, quindi il comportamento del CdA è contrario allo statuto stesso.
Sulle tue perplessità a riguardo delle voci di una presunta liquidazione della Coop ho già scritto nell'articolo "niente paura please".
Tra le voci che citi, quella sul numero di impiegati penso che fosse un po' diversa: si dice che gli impiegati della coop. siano superiori in numero a quelli di un comune di 2000 abitanti, non del comune di Capoterra. Comunque penso che non si debbano mischiare due probematiche molto diverse: la gestione della Coop e il nuovo piano di lottizzazione. Sollevare polversoni sui contratti ai professionisti, la strada che porta alla abitazione del presidente, il taglio delle canne nel laghetto non aiutano in questo momento a fare chiarezza. Una cosa per volta.
Chiedi anche cosa accadrebbe se il referendum desse una indicazione negativa rispetto a questa nuova variante. Il referendum è consultivo e, teoricamente, potrebbe esere ignorato dal CdA. Il CdA può ritirare la variante presentata (il che sarebbe ampiamente auspicabile), ma non è obbligato a farlo. Un CdA che ignorasse in modo così clamoroso le indicazioni dei soci potrebbe comunque essere "sfiduciato" in seguito a una richiesta firmata dal 10% dei soci. L'ultima cosa che dici, che il bilancio di gestione della Coop sia perennemente in rosso, a me non risulta e comunque questa cosa è stata negata qualche giorno fa dallo stesso preseidente. Tutti noi abbiamo da fare e non ci ricordiamo dei bilanci a memoria, non abbiamo molto tempo per andare a indagare personalmente negli uffici della cooperativa, sempre che, come accaduto, certi documenti non vengano "secretati". Comunque non è un problema di questo CdA, la Coop non è mai stata "una casa di vetro". Ricordiamoci però che come vanno queste cose dipende anche dai noi soci.

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