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domenica 9 marzo 2008

Le strade di Poggio dei Pini

di Luca Madeddu

La diatriba innescatasi recentemente su alcune strade di poggio circa la competenza della manutenzione (se essa sia in capo al comune o alla cooperativa) si inserisce all’interno di una controversia che non riguarda solo il nostro territorio, ma si estende a tutta l’Italia.
Cercherò di analizzare il quadro generale, per poi inserirlo nella nostra realtà
Una strada può essere pubblica o privata. Se è pubblica, appartiene al cosiddetto demanio stradale, che a sua volta può essere di pertinenza dello Stato oppure degli enti pubblici territoriali, Regioni, Province e Comuni. Se è privata, appartiene ad uno o più soggetti. Le strade pubbliche sono quelle che mettono in comunicazione tra di loro i luoghi pubblici, le strade private corrono all’interno di una proprietà privata.
Il Codice della Strada assimila le strade vicinali (private) alle strade comunali (pubbliche), ma va da se che tale assimilazione è strettamente strumentale all’applicazione delle norme contenute nel Codice, e ad essa limitata.
Le strade vicinali sono infatti quelle strade che possono essere soggette ad uso pubblico da parte di una collettività, pur essendo di proprietà di privati e non del Comune: per quanto riguarda i beni demaniali, esiste una categoria di diritti ad essi connessi chiamata “diritti demaniali su beni altrui”, ad esempio il diritto di uso pubblico. Nel nostro caso parleremo di pubblico transito.
Tuttavia non basta il puro e semplice fatto che su una strada di proprietà privata, in quanto costruita da privati, si sia stabilito un pubblico transito. E’ necessario un ulteriore passaggio, costituito dalla manifestazione della volontà del comune di assoggettarla appunto all'uso pubblico, con dichiarazione di strada vicinale, mentre “ai fini dell'esistenza di una servitù pubblica di passaggio non è determinante l'inclusione negli elenchi delle strade pubbliche”(cassazione,consiglio di stato).
Dunque le strade vicinali non sono soggette alla disciplina prevista per i beni demaniali, ma rimangono beni di proprietà privata: "Ove siano aperte all'uso di una determinata collettività, continuano ad essere oggetto di proprietà privata anche se l'uso pubblico imprime ad esse un certo carattere di pubblicità che si manifesta specialmente nell'esercizio dei poteri di polizia da parte dell'ente pubblico, titolare del diritto di uso pubblico" (Cassazione civile, n. 3794/68). "Per la stessa ragione - si afferma in un'altra sentenza - la loro riparazione e la loro conservazione sono normalmente a carico dei relativi proprietari, limitandosi l'ente pubblico ad intervenire in caso di loro inazione e spettando invece, allo stesso, un'ingerenza straordinaria, che si concreta in poteri di polizia e di regolamentazione della circolazione, dell'ordine e della sorveglianza" (Cass. Civ. n. 3218/81).
E' qui appunto che si innesta la possibilità di controversie che riguardino la contribuzione degli utenti della strada per le spese necessarie alla sua manutenzione. A tale riguardo, la Cassazione afferma che "L'iscrizione di una strada nell'elenco formato dalla pubblica amministrazione delle vie gravate da uso pubblico non ha natura costitutiva o portata assoluta, ma riveste funzioni meramente dichiarative della pretesa della pubblica amministrazione e pone in essere una presunzione iuris tantum di uso pubblico, superabile con la prova contraria dell'inesistenza di un tale diritto di godimento da parte della collettività . va inoltre citata un'altra sentenza:
"Un comune che consente alla collettività l’utilizzazione di un'area di proprietà privata, assume l'obbligo di accertarsi che la manutenzione dell'area e dei relativi manufatti non sia trascurata; e l'inosservanza di tale dovere di sorveglianza, che costituisce un obbligo primario della pubblica amministrazione, per il principio del neminem laedere, integra gli estremi della colpa e determina la responsabilità per il danno cagionato all'utente dell'area, a nulla rilevando che la manutenzione incomba sul proprietario dell'area" (Cass. Civ. n. 3387/79).
Visto e considerato quanto sopra, considerato l’art 3 del codice della strada secondo il quale “le Strade vicinali (o Poderale o di Bonifica)sono “strade private fuori dai centri abitati ad uso pubblico”, vista la legislazione urbanistica in materia di cessione delle opere di urbanizzazione primaria, cerchiamo di inserire le nostre strade all’interno di questa complessa disciplina.
Le nostre strade sono chiaramente all’interno di un centro abitato e perdono quindi,almeno nella sostanza, la natura di strada vicinale tanto che nelle convenzioni sono definite “strade di interesse comunale”
È indubbio che prima della costituzione della cooperativa, 1968, le strade esistenti avessero natura interpoderali in quanto insistenti all’interno di un area agricola e strumentale ad essa.
Né rileva ai fini in esame che nel caso di controversia tra società e comune, esse siano state create per uno scopo diverso da quello agricolo essendo state acquistate all’interno di un area agricola e quindi strumentali all’impresa agricola.
La convenzione con il comune di Capoterra del 1970 all’ art. 8 indica chiaramente la proprietà sia dei fondi sia delle strade di interesse comunale in capo alla cooperativa. Dal medesimo articolo si evince inoltre che le suddette strade devono essere cedute al comune insieme alla futura area parcheggio.
Sempre dalla lettura delle convenzioni si evince che la manutenzione ordinaria e straordinaria resta in capo alla cooperativa.
Possiamo quindi affermare quanto segue.
Le strade sono di proprietà della cooperativa fermo restando un uso pubblico sulle stesse.
In generale l’ uso pubblico comporta una ripartizione degli oneri di manutenzione che variano da caso a caso tra proprietario ed utilizzatori(in questo caso il comune). Una ripartizione degli oneri di questo tipo da noi non è possibile poiché sulla base delle convenzioni esse sono di nostra esclusiva competenza.
Tale situazione potrà essere modificata nel momento in cui la cooperativa cederà le strade di interesse comunale e l’area parcheggi al comune(che è obbligato ad accettarle.)
Le suddette strade e l’area parcheggi all’atto della cessione devono essere collaudabili ossia devono rispettare quei parametri tecnici richiesti dalla legge.
La cessione deve essere redatta mediante atto pubblico.
Buona discussione

12 commenti:

Anonimo ha detto...

da Silvio Ceccarelli.

Naturalmente per Luca, ma mi rivolgo a chiunque condivida le analisi di questo post.
La prima obiezione che mi viene in mente è che vantaggio ha Luca a lanciarsi in un'analisi così approfondita sulla normativa delle strade, andando a cercare la classificazione più consona al suo sentire. Avete presente il "qui prodest?", a chi giova tutto ciò? raccolto con ironia dal comico Gene Gnocchi? Azzardo. Forse per avere un riconoscimento dal Comune di Capoterra? Attenzione però, il nostro Comune (sic) non è prodigo di onoreficenze. Quest'estate, dopo l'incendio del 10 agosto, ho provato a proporre un riconoscimento ad un volontario dell'antincendio, che forse non ha salvato la vita del mio vicino, ma sicuramente ha tolto da una fortissima preoccupazione i suoi famigliari che dalla strada vedevano, impotenti, il loro congiunto, forse sotto shock, pericolosamente vicino alle fiamme, ma la mia proposta non ha avuto esito come temo non avrebbe esito la proposta di riconoscenza per tutto il lavoro fatto da Luca a favore di tesi che fanno comodo al Comune ma non alla nostra comunità.
A parte il tono scherzoso (a volte mi prende la mano anche sulle cose importanti e gravi).L'argomento è estremamente serio.
Luca tu devi capire che la nostra Cooperativa ha sempre agito come se fosse un Comune, un piccolo Comune, senza però ne le risorse finanziarie che Stato e Regione trasferiscono ai piccoli Comuni e neppure la forza impositiva della Legge. Anche per questi motivi, assieme a molti altri, la società ha finito i lotti senza portare a termine le opere convenzionate.

Purtroppo non sappiamo se la Regione autorizzerà la lottizzazione di nuove aree, secondo i desiderata del CdA.
Nell'attesa, se veramente vuoi fare cose utili per i Soci della Cooperativa, dovresti mettere lo stesso impegno, che hai profuso finora, per trovare argomentazioni che inchiodino il Comune ai suoi obblighi, obblighi sanciti dalla Legge.

Inoltre la storia delle strade che attraversano Poggio va ben più indietro dell'azienda agricola, che ha preceduto la lottizzazione. Ci sono strade che sono state tracciate e utilizzate in tempi assai remoti. Quando nel settecento da Villa d'Orri a Cagliari si andava in barca, per accorciare il percorso, già esistevano le strade che arrivavano fino ad Uta,Assemini ed Elmas. C'era una ferrovia costruita per il trasporto del carbone dalle montagne circostanti fino al mare dove veniva imbarcato per la penisola.

Anche la storia del parcheggio, come da convenzione, da cedere al Comune, a me non risulta che sia da realizzare in mezzo alle montagne, come sosteneva il presidente in Assemblea. A me risulta sia una delle opere già realizzate e che sia il parcheggio antistante il bar, la pizzeria, il vecchio circolo ecc. ecc. e che sia già stato ceduto assieme alla ex casa colonica che ha ospitato per un certo tempo delle classi scolastiche. Non vorrei aggiungere confusione a confusione ma credo che a suo tempo sia proprio stata contrattata la cessione di questo caseggiato in sostituzione della struttura pluriuso prevista in convenzione. Su tutte queste cose dovrebbe essere il CdA ad essere chiaro e possibilmente sincero, senza vendere paure inutili e minacce fuori luogo.

Vedi caro Luca quante cose non sai e non sappiamo? Se la gestione di questo villaggio fosse più trasparente non è vero che eviteremmo tante incomprensioni? Tante liti inutili?

Riparliamone.

Anonimo ha detto...

Signor Cecarelli

Spero che possa servire a tutta la comunità! Assieme a quel ragazzo ormai da più di 15 anni, spendo una parte delle mie giornate estive per conservare il patrimonio naturale che ci circonda. A chi giova? A me stesso! Mi piace alzare la testa e vedere il verde che mi circonda.
Credo che mi possa capire, in fondo anche lei fa del volontariato.

Le mie tesi fanno comodo al comune? Guardi meglio, poggio esiste grazie al comune di Capoterra!
A me pare che la cooperativa abbia sempre agito come una società.
Argomentazioni che inchiodano il comune ai suoi obblighi,le ho già trovate! Ne parleremo .

Conosco la storia di quelle strade,non benissimo ma ne ho sentito parlare. Purtroppo la loro genesi non cambia la sostanza di ciò che ho scritto! Sono nostre e ci spetta curarne la manutenzione.

Il parcheggio è da realizzare dove ha detto il presidente! Se passa la variante quella area e spezzettata all’interno del territorio di poggio in modo più razionale.
Le zone intorno al bar sono state cedute, ma non hanno nulla a che vedere con l’area parcheggio.

Ne parleremo con grande piacere

Saluti Luca Madeddu

Pasquale Cabizza ha detto...

Per Silvio, e per tutti

Scusami ma si dice “cui prodest” (cui, dativo, e non qui, soggetto nominativo); ma a parte gli scherzi, mi pare la solita battaglia di Pirro, inutile (Mao diceva: ciò che non è utile è dannoso).
Discutere sulla legittima proprietà delle strade è utile, ma se il fine è capire se la Cooperativa ha speso inutilmente del danaro per manutenzionarle, allora affermo che è totalmente inutile, e vi spiego.
Negli ultimi anni è spesso capitato che nelle “nostre” strade, comprese quelle comunali, ci fossero delle pericolose buche, che causavano danni ai cerchioni delle auto. Quando ero Amministratore sono più volte intervenuto presso il Comune affinché, a sua volta, intervenisse per riparare le buche, ma è stato inutile, e soprattutto il Comune non poteva intervenire con la dovuta tempestività. Sono stato chiamato a casa da diversi soci, che protestavano, e chiedevano un intervento della Cooperativa (sulla strada). Avrei dovuto dare la solita Italica risposta “non è competenza mia”?
Quindi, tenendo anche presente che comunque un minimo di intervento da parte nostra occorreva, almeno per segnalare con cartelli e nastri le buche, siamo intervenuti come Cooperativa e in poche ore di lavoro abbiamo fatto contenti molti soci che legittimamente protestavano.
O secondo qualcuno abbiamo danneggiato la comunità? Non è stata forse una scelta dettata dal buon senso?
Un Amministratore deve sicuramente battersi per la cessione delle opere di urbanizzazione primaria, come dice la legge (ma io starei comunque molto attento), ma deve anche ascoltare le richieste dei soci. O no?

Ciao a tutti
Pasquale

Giorgio Plazzotta ha detto...

Pasquale il tuo ragionamento mi sembra corretto se analizzato con il microscopio ma una ripresa con il grandangolo potrebbe fornire una visione differente. Prendiamo tanti piccoli o grandi interventi effettuati in alcuni casi seguendo più il buon senso che la rigorosità (rattoppo di strade, interventi sulle sponde dei corpi idrici etc.), talvolta con incredibile leggerezza (es. Poggio Sport) e altre volte ancora invece con inaccettabile mistero (consulenze secretate).
Se la somma di tutte queste attività, che riportano ad altrettante voci di spesa, fa si che il "borgo fortunato" si trasformi in un "sobborgo modesto" (cioè un disastro) allora anche l'intervento fatto con "buon senso" deve essere letto in modo diverso.
In realtà la nostra cooperativa non ha raggiunto gli obiettivi prioritari, rischia la retrocessione in serie B. Nella squadra ci abbiamo giocato tutti, anche chi non ha mai fatto il consigliere. E' vero che non ha senso star li a cercare colpevoli, ma non trovo utile nemmeno nascondere la testa sotto la sabbia anche perchè dagli errori del passato è necessario imparare. Così dicono i saggi, e non uso il latino così evito di essere colto in fallo :-)

giacomo ha detto...

Salve a tutti, vorrei un attimo entrare in questo discorso che forse riguarda un pò la storia del poggio sin dagli inizi.

Io penso che la verità stia nel mezzo, ovvero se da un lato la cooperativa ( tutti i soci cooperanti ) negli anni si è occupata in prima persona di alcune cose riguardanti alcune opere e manutenzioni ( se non fosse stato così alcune non si sarebbero potute fare ) dall'altra forse è mancato un pò di bilanciamento e un pò di responsabilità nei doveri e nei diritti.

Questo argomento è sicuramente molto importante e andrebbe rivisto cercando di capire bene a chi spettino certi adempimenti.

Molti anni fa c'è da ricordare, che il comune di Capoterra aveva pochissime disponibilità, la realtà era diversa ed era di sicuro molto articolata,tuttavia il Poggio da parte sua dovrebbe mantenere una certa autonomia di intervento, perchè questo fattore è sempre stato un grosso vantaggio al riguardo ( vedi velocità di intervento )e questi sarebbero da considerare servizi.

Quello che si chiede oggi è di valutare diversamente le cose e di individuare con chiarezza una volta per tutte le responsabilità su alcuni doveri che il comune ha verso il Poggio.


A proposito di strade vorrei citare un fatto, l'entrata della via dei genovesi dal mare verso poggio, avrebbe bisogno ( si corre troppo all'ingresso ) di uno stop o di segnali per rallentare il traffico in quanto si sta entrando in un centro abitato, ora mi chiedo , questi segnali chi li dovrebbe mettere il comune o la cooperativa?


Lascio al buon Liucca o altri la risposta.

E per non fare troppi articoli, ricordo l'appuntamento per domani, ore 19,30 vecchio circolo con i seguenti temi:

Preparazione statuto nuova associazione

gite e sentieri

piste ciclabili

beni identitari e loro individuazione

gestione delle acque

feste sociali primaverili e estive

e altri temi, il tutto per dare un contributo con i fatti al poggio e per ritrovare uno spirito di aggregazione e di cooperazione distrutto da alcune persone negli ultimi 10 anni circa.




ciao Giacomo Cillocu

Anonimo ha detto...

in materia di segnaletica stradale nei centri abitati è competente solo ed esclusivamente il comune art 37.
Tutta la segnaletica verticale, dovrebbe riportare nel retro del segnale stradale gli estremi dell’ordinanza comunale.
Luca Madeddu

Giorgio Plazzotta ha detto...

Quindi il comune mette i cartelli e noi l'asfalto.
Chi l'ha firmata l'ordinanza il Gobbo di Londra?

(un pò di humour)

Anonimo ha detto...

Il gobbo di Londra ci fa mettere l’asfalto, il gobbo di Francia non ha fatto pagare gli oneri di urbanizzazione.Puoi sempre chiedere al gobbo di Roma se possiamo invertire gli oneri :-)
Luca Madeddu

Giorgio Plazzotta ha detto...

Le opere di urbanizzazione primaria sono state fatte.
Noi saremmo i fessi che le pagano due volte.
Tempo fa Silvio nell'articolo sul "peccato originale" ha dato una lettura interessante della situazione dal punto di vista psicologico.
Poi ovviamente tutti gli azzecagarbugli del mondi si possono mettere in campo a cercare norme leggi e cavilli per supportare la loro tesi. Sono certo che si troverebbero faldoni sia a favore della squadra "Poggio zitto e paga" che per la squadra "Adesso basta".
E' curioso che Luca, poggino DOC, giochi nella formazione del "Poggio zitto e paga" ed è triste che nella stessa squadra giochi l'intero nostro Consiglio di Amministrazione. Io, forse si è capito, faccio invece il tifo per l'"Adesso basta".

giacomo ha detto...

ciao a tutti, inserisco un annuncio per la riunione di domani, a causa di qualche assenza verrà spostata a lunedì ore 19,30, se ci fossero altri problemi o mi chiamate cell. 338 8480230 oppure scrivete qui.

Sarebbe una cosa giusta che fossimo tutti in maniera tale da partire assieme almeno nei primi momenti della costituzione.

grazie

cordiali saluti
Giacomo cillocu

Pasquale Cabizza ha detto...

Giorgio

Non inciampare, ho solo parlato di buche nelle strade; non parlarmi di Poggio Sport, con me sfodi una porta aperta; ho già detto la mia su questo, sia sul blog che nella riunione, seduto a fianco a te. E non parlarmi neppure di consulenze, non voglio riprendere le polemiche. Sulla manutenzione delle strade è molto facile polemizzare, è molto più difficile gestire, e l'esempio che ho fatto lo dimostra. Comunque dal discorso sembra che almeno per le strade tu mi dia ragione. Ma che cavolo c'entra il resto?

Ciao
Pasquale

Nuova Associazione Torre delle Stelle ha detto...

Buongiorno, siamo la Nuova Associazione Torre delle Stelle. Complimenti per il blog, ricco di informazioni utili e interessanti.
La nostra associazione è nata poco più di 2 anni fa, con lo scopo di valorizzare Torre delle Stelle e riportare la sua gestione nella legittimità amministrativa.
Per perseguire quest'ultimo scopo, abbiamo dovuto affrontare la questione delle gravi inadempienze del Comune di Maracalagonis, che nonostante la località sia pubblica a pieno titolo è stata finora gestita da un cosidetto "condominio" (cosidetto, perché in realtà non esistono parti comuni fra i proprietari di immobili) con metodi e pratiche fuori da ogni legittimità.
Una delle questioni più rilevanti, è appunto quella della gestione della rete stradale. In ottemperanza agli obblighi di legge, recepiti nella convenzione di lottizzazione del 1970, esse, quali opere di urbanizzazione, sono state regolarmente cedute al Comune di Maracalagonis nel 1977 (con un atto aggiuntivo). Nonostante ciò, il Comune di Maracalagonis, sfruttanto l'alibi del "condominio" (che si è sempre battuto per tenere gli oneri sulle spalle dei proprietari a difesa di un bilancio di 800mila Euro gestito con molta discrezionalità..) ha omesso di adempiere agli obblighi di legge che impongono che l'Amministrazione comunale, attingendo dall' ICI, si faccia carico del funzionamento e della manutenzione delle strade.
La situazione di Poggio dei Pini dovrebbe essere simile, perché la legge urbanistica ai sensi della quale è stata approvata la lottizzazione dovrebbe essere la stessa. Di conseguenza, gli stessi dovrebbero essere pure gli obblighi per il lottizzante, ossia la cessione a titolo gratuito al Comune delle opere di urbanizzazione (strade, acquedotto, aree per parcheggi, ecc). La legge a cui si fa riferimento è la n. 1150/1942 (poi modificata dalla legge 6 agosto 1967, n. 765), in particolare ci si riferisce all'art. 28, comma V, secondo il quale: “L'autorizzazione comunale è subordinata alla stipula di una convenzione..che preveda la cessione gratuita delle aree necessarie per le opere di urbanizzazione primaria – e – per le opere di urbanizzazione secondaria...”.
Supporremmo quindi che anche nel vostro caso il Comune debba prendersi carico delle strade, oltre che di acquedotto e altre opere di urbanizzazione, perché da un lato il lottizzante ha l'obbligo di cedere e il Comune quello di accettare la cessione della proprietà.
Nel caso di Torre delle Stelle, di fronte all'inerzia del Comune, abbiamo presentato ricorso al TAR, con annessa istanza cautelare, che ha portato nel giro di poche settimana all'emissione dell' ordinanza 402/2009 con la quale il TAR ha imposto al Comune di prendersi carico il funzionamento e la manutenzione delle opere di urbanizzazione di Torre delle Stelle.
Potete approfondire la vicenda visitando il nostro blog a questo indirizzo
http://torredellestelle.blog.tiscali.it//Il_TAR_mette_fine_a_decenni_di_bugie__E_obbliga_il_Comune_di_Mara_a_prendersi_carico_di_Torre__2019070.shtml

Cordiali saluti
Nuova Associazione Torre delle Stelle
ass.torredellestelle@gmail.com

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