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giovedì 1 dicembre 2016

Le "bugie" di Maninchedda

di Franco Magi
L’Assessore dei Lavori Pubblici della Regione Maninchedda, con un doppio salto mortale carpiato, attraverso l’ordinanza n. 990/26 del 11 luglio 2016 (di approvazione del progetto preliminare del viadotto, scarica) cerca di deformare la realtà dei fatti, sostenendo improvvidamente che “il dissenso manifestato dal Comune di Capoterra è da ritenersi affetto da contraddittorietà, in quanto non coerente con le determinazioni assunte dal Comune stesso nella fase di pianificazione dell’opera (vedi citata Deliberazione del Consiglio Comunale di Capoterra n. 15 del 29.03.2010), e non accoglibile in quanto fondato principalmente su aspetti che attengono alla tutela del paesaggio, tutela affidata dalle norme, nello specifico, ad altre amministrazioni, e in quanto le soluzioni proposte non perseguono efficacemente e in maniera risolutiva la salvaguardia della vita umana e la tutela della incolumità pubblica”.
Invece, contrariamente a quanto inopinatamente affermato dalla Regione, la citata deliberazione del Consiglio comunale di Capoterra n. 15 del 29.03.2010 (scarica) non ha mai approvato alcun progetto preliminare di viadotto, ma si è semplicemente limitata ad esaminare il piano Hydrodata (messa in sicurezza del Rio San Gerolamo, da monte a valle), deliberando semmai l’opposto di quanto l’Assessore vorrebbe far credere, e cioè confidando che “in fase di progetto siano ampliate le opere di protezione e gli attraversamenti stradali nelle aree urbanizzate di Poggio dei Pini, avendo cura di creare il minimo impatto sull’ambiente ed il paesaggio.
Ed ancora, a tacer d’altro, le procedure per la realizzazione dell’attraversamento del Rio San Gerolamo sono state avviate dall’Assessore Maninchedda nel 2014, con il concorso di progettazione per la “sistemazione idraulica del Rio San Girolamo - Masone Ollastu e interventi di ricostruzione delle opere pubbliche danneggiate nelle località Poggio dei Pini ed altre frazioni – Nuovo attraversamento presso il lago Poggio dei Pini CAPOTERRA”.
Il Comune di Capoterra non è mai stato coinvolto in tale procedimento, all’esito del quale è stato aggiudicato il concorso di idee a una opera che il Consiglio comunale all’unanimità ha definito “di rara bruttezzae che si presenta “come la riproposizione acritica e sterile di soluzioni viarie proprie di compendi di periferie suburbane di dubbia qualità estetica, o di anonimi viadotti e svincoli di arterie stradali di rango statale ove prevalgono le esigenze tecniche sulle ragioni paesaggistiche ed ambientali”.
Mi auguro che l’apertura di Maninchedda ad una rivisitazione dell’intero progetto sia sincera e non di facciata, in difetto del quale non solo gli abitanti di Poggio, ma l’intero Comune di Capoterra si mobiliteranno in difesa della straordinaria bellezza del loro territorio.

1 commento:

LUDOVICA ha detto...

Ciao Giorgio
francamente a questo punto non comprendo la posizione dell'assessore Maninchedda, lesa maestà? opposizione politica, di partito, di corrente, di circoscrizione?
La butto a ridere perchè continuo a sperare che alla fine arrivi l'illuminamento che porti a cercare una soluzione condivisa.
E qui mi sentirei tranquillamente di rivolgermi proprio all'assessore: insomma assessore, perchè non prova a venire da noi e a parlarne tutti insieme intorno a un tavolo e magari con qualche fetta di panettone per addolcire l'atmosfera? tutto sommato siamo vicini a Natale ed un pò di comprensione nei riguardi di questa comunità non guasterebbe...
E se venisse la accompagneremmo anche a vedere con i NOSTRI occhi la zona incriminata confrontandola con le tavole di simulazione dell'impatto di quel viadotto.
Perchè, sempre in totale franchezza, non riusciamo a capire come quel progetto possa aver vinto un concorso di idee… che dovevano per forza di cose essere veramente orrende in confronto alla vincente che invece è solo brutta.
Chi come me ha frequentato l'università di ingegneria civile si ricorda senz'altro l'esame di strade, ci davano un IGM 1:25.000, assegnavano le due estremità del tronco stradale da progettare e, senza aver mai visto i luoghi, si partiva con il "tracciolino" che era soltanto la base per la futura progettazione geometrica; e per i ponti? mera esercitazione ingegneristica sulle norme stradali e di calcolo strutturale...e questa progettazione che cosa è se non appunto una mera esercitazione ingegneristica? All'università ci sono pacchi di progetti come questo, quindi dov'è l'idea vincente?
E allora caro Assessore parliamone, venga da noi a vedere i luoghi, altrimenti passa il principio che la regione Sardegna faccia due pesi e due misure; quando si tratta di opere di privati pretende la perfezione in termini di impatto ambientale e paesaggistico, invece quando si tratta di propri progetti tutto è permesso...
Non credo di scoprire l'acqua calda se ricordo che la definizione di ambiente include tutti i fattori che lo compongono, non ultimo il comune sentire di chi lo abita e lo vive tutti i giorni quindi ci deve scusare se continuiamo imperterriti a pressare affinchè venga cambiato il vestito di quell'opera fondamentale per i collegamenti tra le nostre case e il resto del mondo...ci perdonerà se oltre a considerarne la funzione ci preoccupiamo anche della forma che nel campo paesaggistico è di importanza pari a quella funzionale.
E non nascondo che in questa situazione tutti abbiamo commesso degli errori ma non credo sarebbe vergognoso riconoscerli. Sarebbe invece una manifestazione di intelligenza intellettuale da ambo le parti, decidere di buttare dietro le spalle quanto è stato detto finora e ripartire da zero, tornando a parlare anzichè a gridare, a ragionare anzichè a imporre (e lo dico per tutt'e due la parti, noi che non lo vogliamo e lei che invece lo vuole) alla ricerca di una soluzione che possa raggiungere il principale obiettivo, mettere in sicurezza le nostre case, e l'altro non meno importante che l'opera sia accettabile dal punto di vista paesaggistico.
Quindi accolga il mio invito perchè con il muro contro muro non si va da nessuna parte…
Ludovica Mulas

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