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domenica 26 ottobre 2008

Un Genio poco geniale


Il rione Pauliara risulta tuttora isolato dal resto di Poggio dei Pini da ben 5 giorni. L'unica via di uscita è costituita dal'attraversamento della "palude di lacrime" rappresentata dalla lottizzazione "Rio S. Girolamo" o da quello che ne rimane. Ci vuole un'ora e mezzza per raggiungere il resto di Poggio dei Pini e i suoi servizi, ivi compreso lo scuolabus che dovrebbe riprendere le sue corse lunedi mattina.
Il piccolo ponte crollato, dopo ben 5 giorni, non è stato sotituito da alcune struttura provvisoria.
Ma allora tutte quelle belle attrezzature civili e militari che ci vengono mostrate durante le parate non servono a niente nel momento della reale necessità? Pare proprio che sia così.
Il ponte mobile è gassosa da parata con e senza stellette. Il Genio militare pontieri esiste solo sulla carta, utile per presentare conti salati ai contribuenti. Dieci metri di ponte .. impossible mission. Che brutta figura e che vergogna. "Per ogni ponte una superba sfida" recita il motto dei nostri eroici soldati: che ne pensate? Abbiamo un Genio poco geniale, una Protezione civile piuttosto incivile e per niente protettiva.
In un paese come questo come si può sperare che i soldi stanziati non vengano gettati al vento.

13 commenti:

giacomo ha detto...

Ciao a tutti, mi collego di nuovo dopo un pò di tempo, non avevo la linea ed ero come moltissimi impegnato a dare una mano e penso che lo sarò ancora per molto e spero anche molti altri, posso dire una cosa positiva dopo questa tragedia assurda, che a Poggio a prevalso senza ombra di dubbio un grande spirito di cooperazione e questa è stata una cosa davvero molto bella e utile, altra cosa è quella che riguarda l'unità tra i poggini ora è l'unica strada che si dovrebbe percorrere.

Per quanto riguarda alcuni aspetti inerenti a questo avvenimento incredibile, la prima è che questo è stato un avvenimento catastrofico e che per me potrebbe avere qualche legame con i cambiamenti climatici ai quali ci si dovrà abituare sempre di più tuttavia non mi permetto di sostenere neanche il contrario come qualche illustre luminare nostrano che forse ci vuole far sapere che lui sa, io non lo so ma prendo atto di tutte le notizie utili, la quantità d'acqua piovuta è stata sicuramente enorme, quindi quantità e tempo hanno contribuito almeno per un 50% a questa catastrofe.

Senza creare paure metterò qui due link riguardanti il pensiero di James Lovelock illustre scienziato e autore della teoria di Gaia.

http://it.wikipedia.org/wiki/James_Lovelock

http://www.repubblica.it/2006/a/sezioni/scienza_e_tecnologia/lovelock/lovelock/lovelock.html



Sostengo quindi che chi dice che questi avvenimenti non siano in relazione con i cambiamenti climatici dica una cosa dubbia, sostengo anche che queste piogge siano un fenomeno previsto, la realtà che stanno aumentando sia come intensità sia come numero in rapporto agli anni.

EVENTUALI RESPONSABILITA'


Sinteticamente vorrei dire qualcosa su alcuni elementi che io ho valutato e che ritengo personalmente molto importanti: quantità d'acqua ( come già detto ), situazione del Rio San Girolamo a monte della diga grande, insediamenti e costruzioni vicini ai fiumi.

Situazione del Rio San Girolamo a monte del lago grande prima della catastrofe: letto del fiume inesistente dalla zona da dove nasce fino a San Girolamo ( pressi chiesetta ), cause dovute a incuria perenne, in avanti e fino a Hidrocontrol letto del fiume intasato da detriti dovuti a precedenti inondazioni causate da incendi boschivi che hanno causato il dilavamento delle colline vicine, nell'arco di circa 20 anni il Rio in questo punto è stato di fatto abbandonato e il risultato più evidente era che anche qui l'alveo era quasi in linea con la terra, cioè alla stessa quota ad eccezione degli ultimi 100 metri prima del lago grande.

Stabilire quindi chi aveva il dovere di risistemarlo, stabilire il perchè il comune di Capoterra ha iniziato a risistemarlo dalla foce e non da dove nasce, stabilire se era il Comune a doverlo sistemare o il Genio civile o chissachì, il tutto ha contribuito a questa alluvione almeno per un altro 50 %, è noto a tutti che il territtorio di Capoterra è malgestito in tutti i sensi perchè per prima cosa manca totalmente una seria poltica di rispetto ambientale che non sia la solita aiuola o la palmetta tirate a lucido ( polvere sotto i tappeti ), dalla mancanza di rispetto per l'ambiente partono assolutamente tutte le magagne ed è da qui che bisgona ripartire, ovvero da monte e non dalla foce, questo è un messaggio anche per il Grusap, che ritorni ad essere un'associazione per la tutela della natura e non solo per la protezione civile in maniera tale da segnalare le tante irregolarità di tipo naturalistico e sopratutto che a capo ci vadano dei giovani, ho visto che ne esistono moltissimi e anche molto in gamba.

Per quanto riguarda le costruzioni nelle aree vietate, stabilire se ci sono tutte le autorizzazioni e se sono state infrante le leggi, vedi legge Galasso e altre.



Vi informerò domani su alcune notizie riguardanti il futuro del lago grande dove molto probabilmente si sta correndo un pò troppo con delle decisioni che sono prese dai soliti politici e responsabili pubblici che hanno soltanto e come sempre un obiettivo, quello di levarsi le responsabilità perchè gli prude il culo, queste decisioni potrebbero essere ancora più gravi per loro se non ben ponderate( vedi distruzione della diga grande )perchè vi giuro che ne ho sentite di tutti i colori in questi giorni, due per tutte; ingegnere mandato da qualche ente dice: questo è il Rio Santa Barbara ( perlava del Rio San Girolamo, non sapeva neanche dove aveva i piedi), l'altra: abbattiamo la diga facendo un taglio in mezzo, ( roba da matti così poi crolla davvero alla prima piena )è chiaro che la diga andrebbe ricalcolata e la valutazione andrebbe fatta da chi davvero se ne intende, è altrettanto chiaro che l'unica cosa di giusto che si è fatta è stata quella dell'abbassamento dello sfioro, per quanto riguarda il nuovo canale/bypass non pisciateci in più di 10 che potrebbe tracimare danneggiando anche le case vicine alla strada.


Che dire poi dei servizi meteo, l'unico che dava dei dati un pò allarmanti era quello dei surfisti, questi dati seppur sbagliati sarebbero bastati a creare uno stato di allarme, mi sembra che ci sia un servizio meteo in Sardegna che funziona come gli altri enti pubblici dove molto probabilmente ci sono finiti i soliti accozzati.

Mi dispiace moltissimo per le persone che hanno perso la vita e spero che tutto questo non accada mai più.

Per finire stando alle previsioni nella giornata di mercoledì prossimo dovrebbe ripiovere molto, informatevi attraverso internet: www.meteo.it - www.windguru.com - e altri, MASSIMA ATTENZIONE!!!



Ciao
Giacomo

giacomo ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
francomagi ha detto...

Ciao Giacomo,
Sul lago grande io penso che rifletteranno un pò di più prima di prendere decisioni frettolose ed irrazionali.
Ai problemi che hai posto Tu, che condivido, io aggiungerei il lato economico.
Viene infatti sostenuto che non ci sono i soldi per mettere a norma il lago: ma non è così: i benefici che il lago ha apportato (anche in questa occasione!) giustificano ampiamente la scelta di rimetterlo in sicurezza.

Franco Magi

Anonimo ha detto...

Roberto Trudu
Alcuni contributi:

1) Come ho fatto notare nell'Assemblea di sabato, l'uscita verso la Statale da Su Loi è un pantano, è bastata un'ora di “pioggerellina” per creare un'altra palude di fango. Basterebbero pochi camion di ghiaia trasportati dalla parte di Sarroch per risolvere il problema. Chi ha la possibilità di colloquiare con la Protezione Civile lo faccia, perché consentirebbe di arrivare alla Statale senza disturbare i soccorsi di Rio San Girolamo!

2) Non ho conoscenze specifiche in materia, ma diffido sempre dei politici in prima linea. Ero convinto della validità della politica vincolistica e ora, alla luce di questo catastrofico evento, ne diventerò un uno strenuo difensore. Nessuno tocchi mai più i vincoli di inedificabilità! L'attività edilizia è importante, ma non si deve fare per forza in prossimità o all'interno di ecosistemi naturali sensibili (in altri termini: mare, fiumi, laghi, boschi, aree umide, ecc.).

3) Responsabili: l'attività umana! L'edilizia a tutti i costi, la compiacenza degli amministratori, lo sciacallaggio dei costruttori, l'idiozia di qualche mezza tacca parvenue della politica.

4) Il lago: Non facciamoci scippare questo bene preziosissimo. Forse non ci si rende conto che si tratta della vita stessa di Poggio, per la sua riserva idrica, per il suo ecosistema, per la tutela dagli incendi e quindi dal degrado della montagna e quindi dal dissesto idrogeologico. Capisco chi oggi vuole trovare il essa la responsabile di tutti i mali, ma quante “mini alluvioni” non sono arrivate a rio San Girolamo o Frutti d'Oro, grazie alla Diga? Non è il momento per replicare oppure contrastare chi minaccia esposti e citazioni in giudizio per il disastro. A bocce ferme ragioneremo su tutto e con tutti, ma con l'obiettivo di tutelare il territorio e le persone che ci vivono, anche quelle a valle del lago. Non scoraggiamoci siamo tanti e siamo forti e credo che per ognuno di noi l'obiettivo di consegnare ai nostri figli il bene che abbiamo preso in prestito sia una priorità assoluta.

Roberto Trudu

Giorgio Plazzotta ha detto...

concordo praticamente con tutti i vostri commenti. Aggiungerei: se è vero che questo è stato l'evento metereologico più devastante di sempre è anche vero che in 9 anni si sono verificati almeno due eventi che hano superato le capacità di tolleranza delle infrastruttre idrauliche, onde per cui mi sembra necessario che queste vengano oggi dimensionate su un evento ancor più imponente. Se abbiamo avuto 160 mm nel 1999 e 300 mm adesso, penso che le strutture debbano essere progettate per un evento da 400 mm. in poche ore.
Che le costruzioni lungo il rio s. Girolamo fossero situate in posizione incompatibile con l'assetto idrogeologico della zona mi sembra fosse ampiamente risaputo e si tratta pertanto di un disastro annunciato. La giustizia farà il suo corso ma confido nel fatto che nessun colpevole verrà individuato. Capoterra è uno dei pochi comuniche che non ha approvato neanche il PUC. La sua pianificazione urbanistica non sa nemmeno dove sia di casa l'impatto ambientale. Ricordo bene la campagna elettoreale di una coalizione che proponeva di "unire urbanisticamente il centro storico di Capoterra con le zone residenziali". Oggi questo proclama appare delirante ma allora fu vincente. Un programma che ha sicuramente fatto brillare gli occhi dei costruttori e ha fatto vincere le elezioni. Eh si perche siamo noi poi alla fine a decidere. Possiamo oggi prendercela con i "politici" e gli incompetenti responsabili della protezione civile, però non dimentichaimoci che siamo noi, con la scheda elettorale in mano, a prendere la decisione più importante.
Ricordiamoci di questa nostra unica arma anche adesso che dobbiamo difendere il nostro ambiente naturale. 2000 voti compatti devono pesare sulle decisioni. La cooperativa deve rappresentarci e difendere i nostri interessi e questa volta deve fare la voce grossa se dovesse essere necessario.
Stiamo vigili, facciamo attenzione a ciò che accade, a tutti i livelli, dalla Cooperativa al Comune alla Regione. Dovrà essere chiaro chi prende qualsiasi decisione, evitando gli inevitabile scaricabarile. Dovremo conoscere le decisioni in anticipo in modo da avere il tempo di esercitare le opportune pressioni. Se sparirà il lago, il prossimo incendio si porterà via pure il bosco e l'intero territorio apparirà del tutto simile all'attuale collina di Sa Birdiera lato Hydrocontrol.

giacomo ha detto...

ciao, vorrei aggiornarvi sulla situazione diga in terra lago grande del Poggio dei Pini, a me sembra che purtroppo la situazione si stia mettendo abbastanza male, intanto il genio civile ha dato 48 ore alla cooperativa per formulare una soluzione, le 48 ore insieme al bypass sono altre due cose a mio modo di vedere sbagliate, troppo poco tempo e troppo piccolo il bypass, quest'ultimo in previsione di forti piogge per mercoledì, potrebbe anche peggiorare la situazione attuale a questo proposito chiedo a chi può di poter fare delle fotografie sia del bypass ( che poi sono due ) sia della chiusura tramite dighetta in terra che verrà spazzata alla prima pioggia dentro il lago grande , il rischio è altissimo di sicuro per le case vicine sia al fiume sia al lago lato strada.

A fronte di questa richiesta la Cooperativa dopo aver sentito per giorni l'ing. Cillocu e dopo che quest'ultimo aveva proposto una soluzione che avrebbe salvaguardato il lago ha molto probabilmente dato l'incarico a un ingegnere esterno di cui per adesso non farò il nome in quanto è notizia ancora da verificare, questo ingegnere aveva da prima proposto di ridurre il lago ad una grande pozzanghera limitandone la capacità da 240 mila metri cubi a 60 mila, l'ing. Cillocu invece ha prospettato la possibilità di lasciare la portata attuale e di costruire una diga in cemento armato a monte di quella esistente e attaccata ad essa.

A fronte di tutto ciò penso che le cose da fare molto urgentemente siano due, la prima è quelLA di prepararci ad una mobilitazione di massa onde evitare che il lago venga distrutto, la seconda è quella di costituirsi parte civile come cooperativa per l'alluvione e contro ignoti per rispetto delle vittime di questa alluvione ( STRADA MAESTRA ).

Finisco con il dire che ho purtroppo il presentimento che si stia concentrando attorno a questi avvenimenti un nugolo di persone e interessi di tipo politico/economico che mi fa rabbrividire dove gli attori potrebbero essere molti e da più parti sopratutto esterne, mi posso sbagliare ma vorrei che ci fosse molta attenzione a tutto quello che succederà nelle prossime stupide 48 ore, sia per quanto riguarda la proposta della coop. e sopratutto per quanto riguarda il tempo che da domani nel pomeriggio diventerà nuovamente molto brutto per circa 24 ore.

Vorrei sbagliarmi sui miei presentimenti ma ci tengo a far sapere il mio pensiero che può essere anche errato.

MASSIMA ALLERTA METEO - PER ADESSO FINO A PROVA/NOTIZIA CONTRARIA.

ciao Giacomo

Giorgio Plazzotta ha detto...

sebbene io non sia un esperto ho l'impressione che un bacino della capacità inferiore a quella attuale non potrebbe superare la grande evaporazione estiva e si prosciugherebbe a meno che non sia artificialmente alimentato da qualche pozzo. In luogo di una riserva idrica diventerebbe una fonte di consumo idrico anche perche l'acqua deve esserci in estate per la lotta agli incendi.

Per quanto rigurarda la diga mi chiedo se sia percorribile la strada di un intervento di rinsaldamento dello sbarramento attuale con la posa di materiali più consistenti nella parte esterna che è stata erosa (ripeto non me ne intendo).
Sulla mobilitazione sono d'accordo: se fanno sparire il lago trasformano Poggio dei Pini dal più bel centro residenziale d'Italia a un qualsiasi Villaggio delle Mimose. Dato che chi prenderà questa decisione sicuramente non vive qui potrebbe essere tentato di fare il Ponzio Pilato, perche prendersi responsabilita?

giacomo ha detto...

Ciao purtroppo hai ragione Giorgio, ma aggiungo anche una cosa, la diga non ha soltanto un utilizzo per l'antincendio anche perchè da sola non sarebbe una motivazione valida, la diga ha una valenza sia di tipo agricolo che di tipo civile, in caso di emergenze idriche potrebbe essere utlizzata per il fabbisogno della popolazione come è stata in passato, l'aspetto naturalistico è altrettanto importantissimo in quanto il sistema dei laghi di Poggio ha rappresentato e rappresenta un ecosistema ormai consolidato nonchè un bene comune e identitario.

Per quanto riguarda la sua sistemazione quella presentata è l'unica fattibile per mantenere questa capienza.

Quello che mi spaventa molto è il fatto che si sono infilate le mani incapaci di qualcuno per mettere a posto la situazione, probabilmene in maniera scorretta e irrispettosa ma sopratutto per buttare alle ortiche l'ultima chance per il Poggio e per il lago, ormai siamo arrivati al capolinea.

Ricordatevi queste 48 ore date dall'ingenuo civile a me suonano sospette e anche rischiose,
sarà che c'è qualche burattinaio dietro le quinte ?? e non dirmi che è sempre il solito con tutti gli allaccia scarpe e i pagetti accattoni!! io penso che la grande inchiesta e le denunce che tra breve arriveranno metteranno in luce tutto, dalle eventuali responsabilità di un fiume a monte della diga grande totalmente dissestato per anni agli eventuali interessi per spartirsi una torta abbastanza consistente, è chiaro che a livello comunale ci dovrebbe essere un commissario esterno per gestire tutti questi quattrini per evitare accordi e truffe tra i peones e i ladri di galline che oltre a non saper fare il proprio lavoro si potrebbero intascare i soldini lasciando tutto come sta.

Intanto aggiungo anche che l'ente flumendosa metterebbe gratuitamente i suoi esperti in dighe per un eventuale ripristino.

Ricordiamoci però queste 48 ore che sono il fulcro di quanto sta avvenendo e incominciamo a mobilitare giornali e televisioni per illuminare il pollaio e scovare l'eventuale volpe, questa volta se ci sarà dovrà essere presa e castigata severamente.



Per adesso è tutto

ciao Giacomo

Giorgio Plazzotta ha detto...

innanzitutto bisogna che sia fatta chiarezza, con numeri e calcoli sulla questione pericolosità.
Mi sembra che esistano modelli idraulici che possano simulare gli eventi, le portate, le capiennze etc.
Mi rendo conto di parlare senza cognizione di causa. Chi ha maggiori competenze in merito, per esempio Rita, Pasquale, Roberto, lo stesso Giampaolo Cillocu sono invitati a partecipare alla discussione. Vorrei anche che qualcuno della Coop confermasse questa storia dell'ultimatum.

E' chiaro che se il risultato di queste analisi accurate (no ciappuz please) fosse che il pericolo di un "crollo" dello sbarramento sussiste l'opzione "abbattiamo la diga" ne risultarebbe rafforzata.
Ma se, invece, i calcoli stabilissero che per abbattere lo sbarramento la quantità d'acqua necessaria fosse improponibile ecco che l'ipotesi di rimozione e annientamento del lago verrebbe ostacolata. Questi calcoli non si fanno in 48 ore e non li deve fare la cooperativa ma le autorità preposte.
Mi sembra anche di poter dire che la rimozione dello sbarramento (milioni di metri cubi di terra) avrebbe un costo molto elevato e magari la stessa cifra potrebbe essere spesa per rendere lo sbarramento più resistente.

Anonimo ha detto...

Al gruppo sportivo necessitano braccia. Dobbiamo, per forza, riprendere l'attività ordinaria. L'impegno dei volontari é commovente. Ma non basta. Servono aiuti. Il segnale che la vita del Poggio é ripresa arriverà dai campi da tennis quando vedremo i bambini sgambettare (sui campi appena ripuliti) e Dionigi, il maestro, dietro, a pungolarli. Mi rivolgo a tutti, sportivi e non, affinché in specie quelli che non hanno avuto danni, e non siano di già diversamente impegnati, vengano alla club house portandosi dietro anziché le solite racchette pala, marra e carriola.
Riuscire da soli a sistemare il tutto é impossibile.
Vi prego, diamo tutti un aiuto.
Maurizio Cadone

Giorgio Plazzotta ha detto...

un vero peccato che questo appello per gli impianti sportivi non sia stato diffuso prima.
mi fai sapere se queste attività possono svolgersi anche dopo le 18 alla luce artificiale?

Anonimo ha detto...

Giorgio, il ritorno della luce, arrivata solo oggi, potrà consentire di lavorare anche dopo le 18. Ovviamente in maniera un pò limitata, ma anche poche ore possono dimostrarsi utilissime. Vedi se riesci a coinvolgere qualcuno.
Ti saluto.
Maurizio

Giorgio Plazzotta ha detto...

Maurizio potresti fare il punto sulla situazione degli impianti sportivi?
Inoltre vorrei sentirti in privato per chiarire alcune voci che riguardano fatti avvenuti presso i campi sportivi durante le attività di ricerca del corpo di una vittima.

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