di Giuseppe Elia Monni
Qualche anno fa fu fatto un calcolo: i contribuenti poggini, che rappresentano meno del 10% della popolazione capoterrese, contribuiscono, col loro gettito fiscale, a oltre il 40% del bilancio comunale. Soldi che il Comune, per decenni, ha speso per migliorare il centro storico del paese e le altre lottizzazioni, disinteressandosi del Poggio.
Non sappiamo se quel dato è esatto, ma è certo che, a fronte di tutte le tasse che i Poggini, direttamente o indirettamente, hanno versato nelle casse comunali, il Comune non ha praticamente mai destinato risorse per migliorare le nostre infrastrutture (proprio in questi giorni il Comune ha compiuto i primi interventi di risanamento delle strade dopo 50 anni di totale disimpegno) e non ha mai implementato i nostri servizi (unica eccezione, il restauro di una porzione del Complesso Saggiante, la parte poi affidata a Utè e Teatro dei ciliegi).
Per decenni, infatti, le varie Amministrazioni comunali hanno scaricato le incombenze pubbliche sulla Cooperativa e così, come ci siamo deti più volte, noi Poggini abbiamo finito col “pagare due volte”: una volta alla Cooperativa (per consentirle di supplire alla latitanza del Comune) e una volta al Comune (che li ha usati per migliorare il centro storico del paese e le altre lottizzazioni). Una clamorosa ingiustizia.
Ma qualcosa, forse, sta per cambiare, Non solo perché l’attuale Amministrazione comunale inizia a mostrare una maggiore sensibilità (l’acquisizione delle strade vicinali e l’asfaltatura della strada d’ingresso sono stati dei segnali positivi, vedremo se ne seguiranno altri) ma anche perché in questi ultimi anni sono state introdotte nel nostro Ordinamento alcune norme che agevolano la collaborazione tra i Comuni e soggetti privati come la Coop.
In particolare esistono due norme (le riporto in coda a questo articolo) che sembrano scritte proprio per regolamentare in maniera equa e proficua questa nostra situazione (che finora è stata solo ingiusta e dannosa). In pratica, semplificando, un Comune può esentare in tutto o in parte dal pagamento delle imposte un soggetto privato che portasse avanti un progetto di miglioramento/abbellimento/gestione di spazi e servizi pubblici.
Qualche esempio? La Cooperativa (che versa ogni anno al Comune, come imposte, decine di migliaia di euro) potrebbe chiedere di poter rimettere a posto il vecchio parco giochi (di proprietà comunale) utilizzando proprio quelle decine di migliaia di euro che, a quel punto, non dovrebbe più versare nelle casse comunali, ma riverserebbe direttamente nel nostro territorio! Potremmo ad esempio offrirci di sostenere le spese per il risanamento dell’ambulatorio medico, così da completare la ristrutturazione dell’isolato dell’ex chiesetta, recentemente recuperata. O ancora, potremmo proporre progetti per risanare le strade comunali (cioè le strade principali della lottizzazione, che versano in uno stato indecente) o l’illuminazione pubblica, etc. Insomma, non c’è che l’imbarazzo della scelta.
E non è neanche escluso (la questione è dibattuta) che gli stessi residenti del Poggio potrebbero presentare dei progetti mirati per il miglioramento degli spazi o dei servizi pubblici, ottenendo anch’essi delle esenzioni fiscali. Insomma, se l’Amministrazione comunale si dimostrerà lungimirante utilizzando (per prima in Sardegna) questi nuovi strumenti normativi, e se gli amministratori che si succederanno alla guida della Coop nei prossimi anni saranno capaci di perseguire questa nuova strada con coerenza e tenacia, potremo finalmente riuscire a reinvestire nel nostro territorio una buona parte di quei soldi che versiamo ogni anno al Comune. E i Poggini, per così dire, smetteranno di pagare due volte!
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DECRETO LEGGE 12 settembre 2014, n. 133
Art. 24 (Misure di agevolazione della partecipazione delle comunita' locali in materia di tutela e valorizzazione del territorio).
1. I comuni possono definire con apposita delibera i criteri e le condizioni per la realizzazione di interventi su progetti presentati da cittadini singoli o associati, purche' individuati in relazione al territorio da riqualificare. Gli interventi possono riguardare la pulizia, la manutenzione, l'abbellimento di aree verdi, piazze, strade ovvero interventi di decoro urbano, di recupero e riuso, con finalita' di interesse generale, di aree e beni immobili inutilizzati, e in genere la valorizzazione di una limitata zona del territorio urbano o extraurbano. In relazione alla tipologia dei predetti interventi, i comuni possono deliberare riduzioni o esenzioni di tributi inerenti al tipo di attivita' posta in essere. L'esenzione e' concessa per un periodo limitato e definito, per specifici tributi e per attivita' individuate dai comuni, in ragione dell'esercizio sussidiario dell'attivita' posta in essere. Tali riduzioni sono concesse prioritariamente a comunita' di cittadini costituite in forme associative stabili e giuridicamente riconosciute.
DECRETO LEGISLATIVO 18 aprile 2016, n. 50
Art. 190. (Baratto amministrativo)
1. Gli enti territoriali definiscono con apposita delibera i criteri e le condizioni per la realizzazione di contratti di partenariato sociale, sulla base di progetti presentati da cittadini singoli o associati, purché individuati in relazione ad un preciso ambito territoriale. I contratti possono riguardare la pulizia, la manutenzione, l'abbellimento di aree verdi, piazze o strade, ovvero la loro valorizzazione mediante iniziative culturali di vario genere, interventi di decoro urbano, di recupero e riuso con finalità di interesse generale, di aree e beni immobili inutilizzati. In relazione alla tipologia degli interventi, gli enti territoriali individuano riduzioni o esenzioni di tributi corrispondenti al tipo di attività svolta dal privato o dalla associazione ovvero comunque utili alla comunità di riferimento in un'ottica di recupero del valore sociale della partecipazione dei cittadini alla stessa.