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sabato 9 marzo 2013

Domani a Poggio si vota SI per fermare il cemento

Si svolgerà domani, domenica 10 marzo, dalle 9 alle 20, il referendum per i soci della Cooperativa Poggio dei Pini che propone due quesiti, aventi entrambi l'obiettivo di bloccare i tentativi di edificare o trasformare le zone verdi del centro residenziale.
Sebbene la Cooperativa sia una società privata e il referendum previsto dal suo statuto abbia un valore solo consultivo, è molto importante che i soci diano un segnale agli attuali amministratori, che sono intenzionati a portare avanti logiche cementificatorie che appaiono, particolarmente in questo momento, assolutamente fuori luogo. Anche io, essendo socio della Cooperativa, voterò SI a questo referendum per i seguenti motivi:

  • la grave crisi economica che ha colpito il nostro paese ha provocato un crollo del mercato immobiliare  che rende sconveniente e pieno di incognite qualsiasi nuovo intervento immobiliare;
  • ci sono moltissime case e terreni in vendita, l'immissione nel mercato di nuovi lotti metterà in difficoltà i soci che hanno necessità di vendere la loro proprietà. Tutti, anche la Cooperativa, saranno costretti a svalutare il loro patrimonio in vendita a causa della nota legge della domanda e dell'offerta;
  • sarà ulteriormente svalutato il valore di tutte le proprietà esistenti;
  • per la prima volta nella storia di Poggio saranno cementificate alcune zone verdi che i fondatori avevano disegnato per garantire una armonia tra l'edificato e la natura che ha fatto di Poggio dei Pini un luogo unico, aspirando ad essere una "città-giardino";
  • chi propone l'intervento di edificazione non ha prodotto un piano dettagliato, limitandosi a divulgare notizie frammentarie, incomplete e, in alcuni casi, addirittura false. Un progetto del genere dovrebbe invece essere valutato seriamente considerati gli impatti economici e ambientali;
  • E' falso che le opere di urbanizzazione di Poggio siano prive di collaudo. E' falso che la Cooperativa abbia bisogno di soldi per realizzare (per la seconda volta!) le opere di urbanizzazione della lottizzazione. E' falso affermare che ogni lotto sarà venduto a cifre superiori a 150 mila euro.
  • Tra i propositori di questo intervento ci sono le stesse persone che hanno sprecato per anni i soldi dei soci e quelli provenienti dalla vendita dei lotti per effettuare lavori che spettavano al Comune, per alimentare consulenze e progetti fallimentari come la Poggio Sport,  senza realizzare, dagli anni 90 in poi, alcune nuova  struttura o servizio. Al contrario alcune strutture, come le utilissime piscine sociali ed altri campi sportivi, sono andati perduti per sempre senza essere ripristinati. Aldilà dei numeri che non ci sono, come si fa a dare fiducia a chi si presenta con questi risultati?
  • l'operazione reliquati consentirebbe ad alcuni soci di ampliare il proprio lotto di terreno spendendo pochi euro (6 euro al mq). Chi propone le nuove case in passato ha proposto due volte anche questa operazione.
  • la Cooperativa, che negli anni 70 aveva ottenuto la concessione per realizzare 1.600.000 mc, ne ha già realizzati 1.100.000. Altre 130 case saranno comunque realizzate nei lotti già approvati. Nel corso del tempo, alcune lottizzazioni nelle zone montane sono state  rese non edificabili a causa anche di vincoli di protezione ambientale. La soluzione di aumentare la dentità a valle è autolesionista perchè modifica l'essenza stessa di Poggio. Non sarebbe pertanto un dramma fermarsi con le case.  Mancano invece i servizi, non realizzati perche sono stati sprecati i soldi. 
  • Ciò che dovrebbe essere fatto, invece di inseguire una cementificazione che appare sempre meno adatta alla situazione odierna e anche sempre meno conveniente, è di orientare la Cooperativa verso la fornitura di servizi ai soci. Una nuova fase che ovviamente non potrà mai essere avviata da chi ha ridotto Poggio dei Pini in questo stato.

1 commento:

silvio ceccarelli ha detto...

Tutto condivisibile. Ti sei dimenticato di considerare l' IMU che resterebbe a carico della cooperativa fintanto che i lotti non venissero venduti. Questo particolare ricorda molto la leggerezza e l'incompetenza di chi negli anni ottanta ha consentito di assegnare i lotti senza imporre il passaggio di proprietà tramite notaio. Questa scelleratezza oltre a consentire alcune speculazioni ed una illecita evasione fiscale ha obbligato la società a pagare l'imposta l'INVIM decennale sui lotti dei soci non trasferiti in proprietà. Se non ricordo male su una richiesta dell' Intendenza di Finanza di un miliardo e mezzo la soc. ha potuto ottenere in sanatoria di pagare 500 milioni. Denaro che è mancato per l' erogazione di servizi e l'eventuale edificazione di nuove strutture.
Io direi di vigilare perchè i fautori della nuova lottizzazione d'urgenza sono ancora quelli che sostenevano che la Cooperativa non fosse tenuta a versare l'INVIM decennale.

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