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sabato 1 dicembre 2007

Tempo di assemblee

Dopo anni di silenzio e disinteresse generale, ecco un fiorire di assemblee che fioccano da tutte le parti. Il CdA pare sia da tempo in riunione permanente e quotidianamente riunisce i soci in piccoli gruppi (meglio gestibili) tramite chiamata telefonica ad personam. Il "Comitato per lo sviluppo sostenibile" capitanato da Franco Magi si è riunito ieri sera. E' un dato di fatto che dopo anni di sonnolente menefreghismo, oggi il povero poggino si è svegliato di soprassalto. Da una parte gli urlano che potremmo finire tutti sul lastrico, dall'altra gli si paventa la possibilità di vivere in mezzo al cemento. Sono incubi che sveglierebbero anche Yoghi in pieno inverno. L'affluenza alla riunione di ieri è stata massiccia e così si prevede lo sia l'assemblea di questo pomeriggio (ore 15.30).
Ma veniamo alla riunione di ieri. Il dato più importante riguarda l'adesione e lo spirito di partecipazione degli intervenuti. L'interesse e la preoccupazione si toccavano con mano. Il futuro dirà se la mobilitazione di oggi segnerà una svolta nella collaborazione e nella partecipazione dei soci alla vita comunitaria e alla sua amministrazione, oppure se tutti ripiomberemo nel nostro letargo.
Negli interventi di ieri si sono ribadite le problematiche legate alla variante che trovate ampiamente discusse in questo blog. Sono comunque emersi alcuni nuovi spunti di riflessione.
Come purtroppo tutti sappiamo, le nostre case di Poggio dei Pini sono soggette al pagamento di una imposta ICI piuttosto onerosa, anche a causa della categoria A7 e del numero di vani. L'imposta esiste dal 1992 e qualcuno ha calcolato che in tutti questi anni gli abitanti di Poggio dei Pini hanno versato nelle casse del Comune di Capoterra la bellezza di 20 milioni di euro solo per l'ICI (quindi esclusa imposta sui rifiuti TARSU). Quali servizi ha erogato e quali opere ha realizzato il Comune nel nostro centro residenziale? NESSUNO. Poggio dei Pini è la vacca da mungere, la Beverly Hills dei ricchi che possono permettersi di pagare due volte le tasse.
Le fantomatiche opere di urbanizzazione che la nostra Cooperativa doveva realizzare e che ha realizzato, non sono state prese in carico dal comune, perche? Le spese di manutenzione continuano a gravare sui soci e si parla di accollarsi le spese per rifare tutto da capo.
Ma cosa hanno fatto i CdA che si sono succeduti in tutti questi anni per cercare di limitare queste spese e quindi tutelare i nostri interessi? Ci hanno almeno provato? Suvvia non è una impresa impossibile, si tratta di un nostro diritto. Il dubbio, o forse la certezza, è che non ci abbiano mai neanche provato. Tutti, quelli di oggi e quelli di ieri.
Anche nel "Comitato per lo sviluppo sostenibile" ci sono diversi soci che hanno amministrato in passato la nostra cooperativa per lunghi anni. Se è vero che quelle amministrazioni hanno evitato, sinora, la cementificazione del territorio (e gliene diamo merito) è anche vero che hanno contribuito a gestire la nostra società in modo poco trasparente. I soci, in particolare negli ultimi 10 anni sono stati volutamente tenuti lontano dalla partecipazione alle problematiche che riguardano la nostra comunità. E stata attuata una politica dell'informazione di profilo molto basso. I giornalini del Poggio degli anni 80 erano molto più informativi e frequenti dei "bulgari" volantini di oggi e nel frattempo c'è stata la rivoluzione di Internet. Si è disatteso quel principio generale, previsto dal nostro statuto, che attribuisce al consiglio di amministrazione anche il dovere di promuovere la vita sociale nella nostra comunità.
Parliamoci chiaro e diciamo le cose come stanno: molti amministratori hanno gestito la Cooperativa con un eccesso di personalismo e una trasparenza praticamente inesistente. Queste premesse hanno portato a una gestione ordinaria probabilmente non scevra da sprechi, ingiustizie e interessi personali e hanno portato anche a questa orribile variante al piano di lottizzazione. Possiamo e dobbiamo bloccare questo progetto sbagliato, ma se non interverremo anche su un modo "medievale" di gestire la nostra comunità, forse non avremo risolto il problema. Stiamo attenti, pertanto, ad evitare che quello che sembra nuovo oggi, non sia in effetti una minestra riscaldata e alla fine si risolva con il solo cambio del nome degli amministratori.
Significativo testimoniare il fatto che il comitato per lo sviluppo sostenibile non abbia alcuna connotazione politica e sia appoggiato da soci di tutti gli schieramenti politici. Il fantasma del complotto politico, seppure molto di moda in Italia, fa parte del polverone di disinformazione che lasciamo agli amanti del "gossip". Questo progetto fa tanto schifo da unire destra e sinistra.

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