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sabato 17 gennaio 2009

Il canto delle cicale

Ho avuto occasione di leggere (inviatomi per email) l'ultimo notiziario della Cooperativa Poggio dei Pini. Era molto atteso. Non perchè ci fosse necessità di sapere cosa accade a Poggio; questo blog e anche l'Unione Sarda hanno informato i cittadini in modo molto più tempestivo e con dovizia di particolari. La situazione è poi sotto gli occhi di tutti. I residenti sono preoccupati e hanno davanti agli occhi lo stato delle cose e dei luoghi.
Con il passare del tempo, molti hanno incominciato a chiedersi, constatando una situazione disastrosa (ma comunque risolvibile rimboccandosi le maniche), cosa stessero facendo le istituzioni: la Regione, il Comune, Abbanoa, il Genio Civile e soprattutto le 35 persone che, per responsabilità politica o perchè dipendenti, dovrebbero operare per risolvere i problemi della nostra comunità e per rappresentarci nei confronti delle altre istituzioni. Ci si dice che il notiziario arriva in ritardo per il grande lavoro svolto. Lo abbiamo visto e letto sui giornali: le cause legali fanno certamente perdere un sacco di tempo e richiedono notevoli sforzi.

Questo Notiziario, che ha perlomeno il merito di affrontare con un breve paragrafo molti dei problemi che ci sono sul tavolo, ci informa su quanto viene fatto dalla nostra silenziosa Cooperativa. Ci si parla quindi di intense attività legali, si leggono giustificazioni sulle situazioni oggetto di contestazioni (variante, antenne) e si apprende che, sui temi che principalmente stanno a cuore dei residenti, la Cooperativa sta a guardare.
Vediamo in dettaglio. I lettori sono, come al solito, invitati a commentare, integrare e correggermi.

In generale quasi tutte le informazioni vengono date senza dettagli. E' da sempre questo lo stile della nostra Coop. Si dice che viene svolta una certa attività ma, non fornendo dettagli, i soci non sono in grado di apprezzare quali siano le possibili ricadute che deriveranno da quelle decisioni. E' un come la storia della variante. Che senso ha "informare" che "si sta procedendo con la presentazione di una variante al Piano di Lottizzazione" senza però dire che questo intervento trasformerà l'assetto urbanistico del centro residenziale e comporterà l'edificazione delle due principali aree boscate di Poggio? Non è questo il modo di fare informazione. E' solo un modo di prendere in giro la gente, far finta di dire le cose per potere comunque deliberare senza controlllo e condivisione su argomenti che invece, per Statuto, richiedono la partecipazione dei soci alle scelte comunitarie.

Si dice quindi che si è dato incarico ad un legale di "tutelare la Società nei procedimenti amministrativi relativi agli eventi alluvionali del 22 ottobre". Ok, siamo stupidi e non dobbiamo sapere altro. Come ci si sta muovendo, quali sono le richieste, quali gli scenari? Niente. Tra qualche tempo verrà tirato fuori dal cappello a cilindro qualche coniglio. Se la notizia è buona verrà fuori in qualche assemblea elettorale, se invece è negativa la apprenderemo dai giornali. E' così anche per quanto riguarda la disastrosa vicenda della strada 7 sulla quale, in questo notiziario, no viene riportata neanche una parola.
I soci non devono interessarsi di queste cose, farebbero solo "casino". Una eccessiva informazione sarebbe controproducente. Macchè cooperazione e democrazia dell'antica Grecia: "ci pensaus nosus".

E' così difficile comunicare con il Comune di Capoterra? E qualora ci fosse dell'ostruzionismo da parte di questo ente (cosa tutt'altro che improbabile) perchè la Cooperativa non ha intrapreso altre iniziative di "sensibilizzazione" nei suoi confronti? Non saranno di ostacolo i rapporti economici esistenti tra alcuni consiglieri di amministrazione e lo stesso comune?
Altre lottizzazioni, anche più piccole della nostra, hanno ottenuto la doverosa attenzione del Comune (e ovviamente il richiesto l'intervento) anche con mobilitazioni popolari. La nostra Cooperativa invece fa la vittima e mette in moto gli avvocati.
Mi sembra palese e giusto che la cooperativa tuteli gli interessi dei soci, ma non è detto che l'unico modo sia rivolgersi alla carta bollata. Le fogne e le strade non possono aspettare mesi di burocrazia. Appare paradossale, poi, che la Cooperativa voglia tutelare gli interessi dei soci lottizzando le pinete, ma chi se la beve?

I lavori del lago si concluderanno a breve, la diga verrà ritirata su e il canale è stato raddoppiato. A un certo punto verrà eliminato il canale bypass e l'acqua del ruscello (se ce ne sarà ancora) potrà confluire nuovamente nel bacino. Ricordo però che, essendo stato abbassato nel frattempo il livello dello sfioratore, il lago avrà una capacità e una dimensione notevolmente inferiore a quella di una volta (70.000 mc contro 250.000). In un periodo successivo, ma probabilmente in estate, gli enti preposti decideranno sul destino del sistema lago-diga. Mi sembra di capire che siano aperte tutte le possibilità, ma anche (correggetemi se sbaglio) che, stando cosi le cose, senza ulteriori interventi, il livello dello sfioratore non potrà mai essere risollevato. Esiste anche la possibilità che il sistema venga considerato insicuro e rimosso. Se invece nulla di tutto ciò avvenisse (ne abbattimento, ne messa in sicurezza), allora avremo un mezzo laghetto in inverno e un "niente" in estate (quando serve). Questa è la situazione (chiedo conferma a Rita Lai).
La Cooperativa, che è il concessionario della diga, cosa sta facendo per far si che la soluzione finale non sia quella più positiva per tutti? Da quanto si legge non sta facendo niente, aspetta passivamente gli eventi. Dalla lettura del notiziario si potrebbe invece immaginare una situazione del lago che ritornerà presto alla normalità ante-22 ottobre senza che si faccia niente. Capisco che lo stile berlusconiano di comunicazione "ottimistica" possa essere utile in campagna elettorale, ma rischia poi di provocare solenni delusioni quando ci si scontra con una realtà diversa dalle promesse e dalle aspettative generate del sistema "ci pensaus nosus". E' una realtà costituita da strutture decadenti per manutenzioni inesistenti, servizi chiusi, casse vuote per sprechi nella gestione economica della società. Occhio quindi alle promesse elettorali e attenzione invece alle realtà che sono davanti ai nostri occhi.

Quando si parla di collegamento con Pauliara, a parte la questione del nuovo ponte che è già ampiamente conosciuta, mi sembra che le soluzioni dei guadi rappresentassero veramente una banalità, eppure non sono stati ancora realizzati. Un intervento che poteva essere fatto in pochi giorni e dal costo di pochi euro, la cui mancanza costringe centinaia di persone a un pellegrinaggio di 7+7 km ogni volta che deve raggiungere o spostarsi da quel quartiere. "Siamo in attesa di risposta da parte degli organi competenti" per uno stupido guado? Evidentemente la "balentìa" di cui si parla viene esercitata solo nei confronti dei soci.
Ci viene spiegato che l'acqua ha danneggiato le strade e i ponticelli in alcuni punti. Grazie per l'informazione. Anche in questo caso "siamo in attesa di conoscere le disposizioni degli organi competenti". Giusto. Ma cosa stanno facendo per sollecitare rapide decisioni e azioni?

Il paragrafo delle fogne è composto dalla bellezza di 4 righe che dicono più o meno "ci pensa Abbanoa". Sembra uno di quei messaggi preregistrati "gentile cliente siamo siamo in attesa di collegarvi con gli organi competenti ...", ma allora che ci stanno a fare?
In realtà esiste a Poggio un gravissimo rischio sanitario dovuto agli scarichi fognari che oggi confluiscono nel debole ruscello e molto presto formeranno pozze maleodoranti e pericolose.
A marzo inizieranno i lavori? E' tardi. I "giardini di marzo si rivestono di mille colori", cantava Battisti, ma qui a Poggio si rischia di vedere un colore poco naturale e non vi dico quale.
E' necessario che i nostri rappresentanti facciano il possibile per accelerare i tempi di intervento per il ripristino della rete fognaria e che verifichino il programma lavori in modo che le situazioni di maggiore emergenza (es. davanti alla Terrazza) siano le prime ad essere risolte. E' una questione veramente vitale.

Ci viene detto che pagheremo l'acqua molto più salata. Di quanto? E' possibile avere delle tabelle comparative del costo riferito ai vari scaglioni di consumo? Non mi sembra difficile, basta confrontare i costi del sistema misto precedente con quelli applicati da Abbanoa. Questa informazione, che non ci è stata data, è indispensabile alle famiglie per prendere decisioni importanti. Forse fare quatto somme e divisioni era troppo complicato e i 20 dipendenti della cooperativa non sono sufficienti per fare anche questo. Ci vuole il computer, ma purtroppo ha il disco rotto.

Sulla questione variante e antenna il CdA da il suo meglio nella sempre più difficile opera di arrampicarsi su specchi sempre più scivolosi. In una situazione diventata ormai indifendibile soprattutto a causa dell'intervento delle istituzioni (che non possono essere accusate di complottismo), la tattica difensiva viene affidata alla fumosità delle affermazioni e alla distorsione della realtà. Qualcuno ci crederà, tiriamo a campare.
Ecco quindi che si cerca di far credere che la variante sia stata parzialmente approvata ("dopo un primo parere favorevole ....") e che, forse, esiste un qualche conflitto tra i vari uffici regionali. Magari qualche incompetente che non ha capito la bontà di questa progettazione urbanistica coi fiocchi. Giusto fare ricorso per tutelare i nostri interessi, contro questi soprusi.
Si gioca con le parole perchè la realtà consiste nella assoluta non conformità di gran parte di queste nuove urbanizzazioni con le norme di tutela ambientale contenute nel PPR e in chissà quanti altri atti (anche in questo caso chiedo aiuto a Rita). Come se non bastasse la natura ha voluto ricordare, il 22 ottobre, che le distanze dai corsi d'acqua, l'assetto vegetazionale, la pendenza del terreno etc. devono essere rispettati. La realtà, al di là di questi ridicoli tentativi di alterarla, è di una variante fatta male che ha costituito uno spreco di denaro per la sua realizzazione e per la sua "difesa", una variante bocciata prima dalle leggi dell'uomo e poi da quelle della natura.

La storia della nuova antenna di S. Barbara è invece degna di uno sketch da Zelig. "Viste le ridotte dimensioni dell'antenna (piccola, lei).... considerate le richieste di MOLTI soci soci che lamentavano l'assenza di segnale ...... si potesse autorizzare in deroga al consulto referendario previa adeguata comunicazione". Insomma cari amici della strada 58, la vostra protesta contrasta il desiderio di MOLTI soci che adesso possono finalmente usare il loro cellulare grazie all'antenna che vi disturba, e poi perche tutta questa fretta? Come previsto dallo Statuto, prima o poi, sareste stati informati di questa azione che ha calpestato l'esito plebiscitario di quel referendum. L'antenna che c'è adesso non è un'antenna vera e propria. E' un intervento indispensabile per l'emergenza alluvione. Egoisti che non siete altri.

"Ci si scontra con la limitatezza dei mezzi e delle risorse disponibili per sopperire a tutte le necessità dell'emergenza ..... sicuramente gli Enti pubblici dovranno garantire un adeguato aiuto ma difficilmente si arriverà a coprire la totalità dei costi".
Tutto vero, ma soldi per fare cosa? Le reti idrica e fognaria passano sotto la gestione di Abbanoa. Non si capisce di chi saranno le strade, illuminazione compresa e perchè dovrebbero ancora essere della cooperativa. Che ce ne facciamo? Il comune non le vuole?
Si usino gli avvocatoni per fargliele prendere in carico così come per tutti i cittadini italiani. C'è la convenzione del 1970 e non sono state collaudate? Eppure io penso che gli avvocatoni che oggi vengono utilizzati per cercare di cementificare le pinete potrebbero trovare il modo di convincere il Comune a fare quello che fa per tutti gli altri cittadini tasse-paganti del territorio che amministra.
Ad ogni modo questa storia dei "soldi sono finiti" dovrebbe riportarci alla mente alcune favole della nostra infanzia. Scegliete voi tra la storia della cicala e della formica e quella dei tre porcellini.
I soldi provenienti da lotti venduti a caro prezzo per almeno 15 anni (dal 1990 al 2005 il prezzo dei lotti è salito alle stelle) non sono stati usati per "mettere fieno in cascina", per fare manutenzione alle strutture, per investire sul futuro di una cooperativa che non poteva essere in eterno una impresa immobiliarista. Le opere previste dal famoso piano di lottizzazione sono state tutte realizzate ma non collaudate per oscuri ed incomprensibili (o inconfessabili) motivi.
I soldi sono stati usati per altro. Il tempo ha fatto il suo corso deteriorando alcune strutture, come ad esempio la piscina ormai inutilizzabile e alcuni campi sportivi. Ci si è messa poi anche la natura dando la sua poderosa mazzata il 22 ottobre.
Oggi le cicale hanno bisogno di soldi per continuare a cantare. Io, come quel giornalista iracheno, gli tirerei una scarpata.
immagine: picciarovdeuich

12 commenti:

Piergiorgio ha detto...

"considerate le richieste di MOLTI soci soci che lamentavano l'assenza di segnale"
Sono le stesse parole che mi ha detto giorni fa Luca.
Non e che l'ha scritto ,lui il notiziario?

Fare certi paragoni mi sembra ingiusto verso quei poveri insetti, almeno loro sono "onesti con i propri simili" e rispettano,le regole della natura...
Qui non viene rispettata nessuna regola, le leggi vengono interpretate, e si impegnano le risore per "le cause legali fanno certamente perdere un sacco di tempo e richiedono notevoli sforzi".
E' la storia infinita.

Piergiorgio ha detto...

Aggiungo:
Non siamo tenuto a sapere, ma solo a pagare le quote annuali!!!

Anonimo ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
Piergiorgio ha detto...

Siccome io e Stefano ci firmiamo, sei pregato di farlo anche tu anonimo.
E facile insultare gli altri nascondendosi dietro l'anonimato.

francomagi ha detto...

Si insulta dietro l'anonimato quando si è privi di argomenti.

Franco Magi

Anonimo ha detto...

Ciao Piergiorgio,

ma Luca Madeddu non Ti aveva precedentemente detto per la questione delle antenne che era tutta una " montatura " di Franco Magi?
Ti dico questo perchè io ho una terza tesi di Luca:

le autorizzazioni non sono state chieste in Cooperativa ma solo in Comune ( Capoterra )e il CDA della Cooperativa si è visto " piombare " l'antenna senza volerla.


Ciao
Claudio Magi

Rita ha detto...

Caro Giorgio,
di cose da scrivere sul contenuto del Notiziario ci sarebbe da scrivere un poema, sopratutto di tutto ciò che non è stato comunicato e di cui siamo ancora all'oscuro, ma che grazie alle nostre fidate "talpe" prima o poi verrà fuori ovviamente, e come al solito, le informazioni provverranno da altre fonti ma non certo da quella ufficiale della cooperativa.

COLLEGAMENTI CON PAULIARA
La prima notizia è questa: finalmente dopo 3 mesi di attesa e dopo ben due petizioni qualcuno nelle "alte sfere" ha deciso di dare l'incarico al Genio Civile per realizzare un guado provvisorio di fronte ai campi sportivi. I lavori inizieranno nei prossimi giorni e verranno realizzate delle gabbionate con reti metalliche e pietrame in modo da assicurare al guado sufficiente stabilità. La realizzazione del tratto di strada tra il guado e la rotonda di Tanca Irde, attualmente in condizioni disastrose per la presenza di numerose buche, pietre e zone costantemente allagate, spetta al Comune dato che la stradina è comunale. Vediamo se il Comune si muoverà celermente come pare abbia fatto per sistemare la strada per il capraro nella valle del Rio S. Gerolamo, attualmente utilizzata dai cacciatori per raggiungere il canale Bacchialinu con i fuoristrada (abbiamo visto i mezzi della ditta Marongiu domenica scorsa che stazionavano sulla stradina).
Per la progettazione e realizzazione del Ponte Definitivo per Pauliara, che necessariamente dovrà essere realizzato a valle del precedente quasi di fronte alla rotonda per Residenza del Poggio, pare sia stato incaricato l'ufficio tecnico del Comune, che dovrà utilizzare i finanziamenti della famosa Ordinanza n. 2 del 10 novembre in cui erano stati messi a disposizione 1,4 Milioni di euro. Pare che il ponte assorbirà circa 900mila euro, i soldi restanti serviranno per sistemare provvisoriamente il ponte dell'Hydrocontrol e qualche altra opera all'interno del centro abitato di Capoterra.
Il Notiziario parla anche di una presunta richiesta e della conseguente attesa di una risposta da parte delle "amministrazioni competenti" circa la posa di un ponte provvisorio (sarà per caso quello militare in ferro?) sempre per il collegamento con Pauliara. Non ci dice né chi ha fatto questa richiesta né chi dovrebbe dare la risposta. Nessuno dei soci ha ancora potuto leggere la lettera del sindaco che pare parlasse di un ponte simile. Lettera di cui noi soci non abbiamo visto copia mentre sarebbe in mano dei gestori del bar. Ce ne daranno il testo prima o poi?
Infine per quanto concerne il passaggio pedonale "da realizzare lungo la sponda del lago fianco montagna" credo che si dovrà aspettare ancora un bel po' visto che, a quanto risulta da alcuni colloqui con personale di Abbanoa, in quel punto dovrà essere posata la condotta dell'acqua potabile, perciò bisognerà aspettare che Abbanoa faccia i suoi lavori e poi si realizzerà il sentiero, anzi probabilmente proprio la pista realizzata per la condotta diventerà il nuovo sentiero del bosco dietro il lago.

Mentre nulla si dice a proposito del sentiero da realizzare sotto la diga dove ora transitano i camion che stanno lavorando al ripristino del paramento esterno. A quanto risulta dai nostri informatori una volta finiti anche questi lavori sarà cura del Genio Civile realizzare un passaggio pedonale in asciutto, per far sì che si possa transitare a piedi e con biciclette o motorini anche in quel punto, senza il rischio di finire con i piedi bagnati dalle acque (di fogna) del rio.

A proposito di guadi e ponti militari riferisco che ultimamente a Poggio circolano le solite “leggende metropolitane”, tra queste mi è stato riferita una settimana fa la notizia che entro il 15 gennaio sarebbe arrivato da San Gavino (?) un ponte in ferro da montare davanti alla pizzeria. Qualcuno l’ha visto?

LAGO
So che qualcuno si è lamentato della lungaggine dei lavori eseguiti dal Genio Civile per il raddoppio della capacità del canale a valle dello sfioratore. Se i lavori fossero stati realizzati come previsto inizialmente, cioè con l'uso delle microcariche esplosive controllate fatte da tecnici esperti (si usano comunemente per lavori pubblici in caso di demolizioni in roccia particolarmente dura) necessarie per demolire il durissimo granito lapideo presente nel canale, tutto si sarebbe risolto in una settimana o due di lavori. Pertanto non sarebbe stato necessario tenere la strada transennata per più di 1 mese. Invece quando si diffuse la voce (16/11/2008) che il Genio Civile voleva “demolire la diga usando l'esplosivo” ci fu una presa di posizione piuttosto energica da parte di un gruppo di persone e della cooperativa, che evidentemente non si erano ben informati e non avevano assolutamente capito quale fosse l'utilità dell'uso delle microcariche esplosive e a cosa servissero. Ricordo che all'epoca si parlò di fomentare la ribellione di tutti i cittadini e di possibilità di "incatenarsi e creare una lunga barriera umana" e di avvisare tutti i soci "suonando le sirene" per farli accorrere sulla diga che "altrimenti sarebbe stata distrutta irrimediabilmente" (Unione Sarda del 19/11/2008).
Ecco adesso sappiamo chi dobbiamo ringraziare per aver rallentato i lavori, che ovviamente eseguiti con il martellone avevano bisogno di tempi enormi vista la tenacia della roccia da demolire, tanto che uno dei mezzi utilizzati si è addirittura rotto!
Comunico anche che ho saputo che la settimana scorsa sono venuti da Roma due eminenti ingegneri geotecnici, consulenti della Regione per altre dighe costruite ed in progettazione attualmente in Sardegna, che hanno fatto un sopralluogo e visionato i lavori in corso. I consulenti hanno sostanzialmente convenuto che i lavori eseguiti per il rafforzamento del paramento di valle, eseguiti in queste settimane da parte del Genio Civile di Cagliari, hanno raggiunto l’obiettivo prefissato e sono sicuramente realizzati al meglio, secondo quanto tecnicamente possibile e con materiali adatti allo scopo.

Sull’argomento IMPLUVI detti anche COMPLUVI e sulla loro presunta “INCAPACITA’” (???, vedere a pag 2 del Notiziario) avevo già scritto in passato e constato che tutti i miei suggerimenti sono lettera morta, riscrivo qui alcune brevi considerazioni. Prima si legge che “per quanto riguarda gli impluvi siamo in attesa di conoscere le disposizione degli enti pubblici”, poche righe sotto si legge invece che “occorre presentare progetti specifici al Genio Civile” ma non si dice né come vanno fatti gli studi preliminari ai progetti, né chi debba fare i progetti, né quali siano i tempi. Insomma mi pare tutto piuttosto vago e confuso.
A mio avviso le cose da fare sono poche e molto chiare: 1) studio idrogeologico e geomorfologico dell’intero bacino idrografico dei corsi d’acqua affluenti del Rio S. Gerolamo, soprattutto degli affluenti, in destra idraulica, provenienti da S. Barbara, Punta Mustaddinu, Is Tintionis, Punta Marco Piu, Monte Pauliara.; 2) studio idraulico con la definizione delle portate di massima piena impluvio per impluvio. Questi due studi non possono certo essere fatti dai singoli con incarichi privati ad un tecnico di fiducia, anche perché da questi devono scaturire le decisioni fondamentali circa: le dimensioni degli alvei naturali da lasciare totalmente libere per lo scorrimento delle acque (attualmente intasati dai detriti lapidei e sabbia non ancora rimossi); le sezioni da attribuire ai ponti e ponticelli vari da ripristinare ed adeguare; le sezioni dei tubi che devono attraversare i singoli lotti; 3) individuazione delle aste a rischio maggiore per presenza di materiali instabili o potenzialmente trascinabili a valle (massi, pietrame, sabbia) ed in cui sarà necessario realizzare vere e proprie opere di regimazione mediante vasche di decantazione e briglie.

Tralascio l’argomento ACQUEDOTTO e FOGNATURE di cui parleremo in seguito. Dico solo che stante la situazione della progettazione (siamo ancora al Progetto Preliminare e mancano ancora le autorizzazioni) mi pare alquanto improbabile che i lavori possano iniziare in marzo, a meno che il clima elettorale non dia una "spintina" alle procedure amministrative!!!
A presto Rita

Giorgio Plazzotta ha detto...

Lettera di cui noi soci non abbiamo visto copia mentre sarebbe in mano dei gestori del bar. Ce ne daranno il testo prima o poi?

- NON CREDO

Giorgio Plazzotta ha detto...

Il Notiziario parla anche di una presunta richiesta e della conseguente attesa di una risposta da parte delle "amministrazioni competenti" circa la posa di un ponte provvisorio (sarà per caso quello militare in ferro?) sempre per il collegamento con Pauliara.

RITA SULLA QUESTIONE DEL PONTE MILITARE SEMBRA CHE CI SIA UN GIALLO. PARE INFATTI CHE I MILITARI FOSSERO PRONTI A RISOLVERE CELERMENTE IL PROBLEMA DELL'ATTRAVERSAMENTO PROVVISORIO DEL FIUME DATO CHE SONO COSE CHE SOLITAMENTE GLI COMPETONO COME AVEVO SCRITTO GIA DAL 26 OTTOBRE, MA SEMBRA CHE IN PRATICA SIANO STATI MANDATI VIA. QUALI SIANO LE RESPONSABILITA' DI UNA SIMILE FESSERIA NON è CHIARO MA è CHIARO CHE IL RESP. DELL'EMERGENZA ERA IL SINDACO E CHE CHI DEVE RAPPRESENTARE LE NOSTRE NECESSITA è LA COOPERATIVA. S QUALCUNO HA ULTERIORI INFORMAZIONI SULLA QUESTIONE DEL MANCATO INTERVENTO DEI MILITARI è PREGATO DI FORNIRLE.

Giorgio Plazzotta ha detto...

A quanto risulta dai nostri informatori una volta finiti anche questi lavori sarà cura del Genio Civile realizzare un passaggio pedonale in asciutto, per far sì che si possa transitare a piedi e con biciclette o motorini anche in quel punto, senza il rischio di finire con i piedi bagnati dalle acque (di fogna) del rio.

RITA MI SEMVRA OVVIO CHE IN PRIMAVERA QUANDO IL TERRENO SI SARA ASCIUGATO IN QUELLA ZONA SI CREERà UN PASSAGGIO PEDONALE E CICLABILE A PRESCINDERE DA INTERVENTI DI SORTA.
IL FATTO è CHE CON LE PIOGGE C'E' UN PANTANO CHE TORNERà AD ESSERE TALE IL PROX OTTOBRE. CON UNA SPESA RIDICOLA INVECE SI POTEVA REALIZZARE UN PASSAGGIO NON DICO CONFORTEVOLE MA PERLOMENO ACCETTABILE DA SUBITO. I CACCIATORI SONO MOLTI PIU PRATICI E ORGANIZZATI, SI SONO PRESI LE RUSPE E SI SONO FATTI LE PISTE CHE GLI SERVIVANO

Piergiorgio ha detto...

Giorgio,
hai detto bene, sono più pratici e organizzati.
Decidono cosa fare, chiamano qualche conoscente e fanno, non passano il tempo a discutere.
Questo è possibile perché sono legati da un forte interesse comune: la caccia.
Invece noi a poggio che interesse abbiamo, non siamo uniti.
La cooperativa che dovrebbe, tra l'altro, il compito di unire sta facendo l'opposto, non fa gli interessi dei soci, cosa fa?

Rita sigli impluvi hai perfettamente ragione, il tuo è un approccio scientifico corretto, che sicuramente darebbe dei risultati sicuri e sopratutto duraturi.
Ma se si fosse fatto così già dal 99 non ci proverremo in questa situazione disastrosa.
Dal 99 sono stati spesi molti soldi e cosa si è fatto, poco e quel poco non è servito...
Purtroppo dobbiamo convivere con un amm.pubblica a cui certe cose non interessano(ci metto anche la cooperativa) gli interessi sono altri...
Basta vedere i commenti post alluvione, si è dato la colpa a tutto (diga, inquinamento, scie chimiche, sovrapproduzione vapore acqueo delle industrie, clima impazzino ecc.) eccetto che all'errata lottizzazione fatta nell'alveo del fiume, ponti della sulcitana piccoli, sezioni dei canali che vanno a restringersi alla foce per far spazio alle case...
La vera colpa è dell'uomo e del suo egoismo e se posso dirlo degli interessi economici.

giacomo ha detto...

Ciao, io a proposito del guado penso che ci siano degli elementi molto più semplici, sono la stupidità, l'orgoglio degli ogroglioni, l'incapacità e l'invidia, non diamo a questi signori che signori non lo saranno mai altri giudizi che non si meritano in quanto fanno parte di altre questioni, costoro che si sono mossi per rallentare il guado e boicottare petizioni e che probabilmente lo hanno fatto anche servendosi di connivenze e abusi di autorità si chiamano soltanto in una maniera e cioè " incompetenti " e sono quelli che hanno creato da sempre e in ogni settore gravi danni e gravi squilibri a tutta la Sardegna.

Intanto per il guado è servita molto la raccolta delle firme che abbiamo fatto con Giorgio e ringraziamoci tutti per averla fatta e firmata, per il guado stesso che è una cosa abbastanza semplice si sta aspettando troppo ancora e dico anche che bastavano i tubi senza altre cose che potrebbero andare perse in occasione di altre piogge, insomma un casino per una scemenza, ma questa è la Sardegna e questa è l'Italia, il paese che oltre che essere dei baroni al comando ha anche molti c......ni.

Ciao Giacomo

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