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martedì 21 marzo 2017

Maninchedda si riscatta. Un tavolo di lavoro permanente con Poggio dei Pini

Questa mattina si è tenuto il secondo incontro tra l'Assessorato ai LLPP e una delegazione di residenti. Per "Poggio" erano presenti rappresentanti del CdA della Cooperativa, del Comitato "No Viadotto" e il sottoscritto. Per la Regione l'assessore Maninchedda e l'ing. Piras. 

Vi propongo il mio racconto che riporta, oltre a informazioni ricontrabili negli atti,  anche la mia lettura personale di ciò che sta accadendo e che potrebbe accadere.  Questo, d'altronde, è il mio blog, non una enciclopedia. Peraltro, mi duole sottolineare che, a causa delle elezioni poggine cosi' prossime, i resoconti che potete leggere su questo argomento, contengono, inserite tra una considerazione e l'altra, frecciate (talvolta ingiustificatamente violente), distorsioni, esagerazioni ed omissioni che, a mio avviso, aumentano l'importanza della presenza di più voci. Dividerò il "racconto" in più articoli  per rendere la lettura meno pesante.


La prima nota che vorrei scrivere riguarda l'argomento "partecipazione". Come sapete Maninchedda era stato (giustamente) criticato per avere avviato la progettazione di questa importante (e impattante) infrastruttura senza coinvolgere i residenti.  Per questa "dimenticanza" l'Assessorato era stato "condannato" dal TAR dopo un ricorso della Cooperativa e, in seguito era stato apramente criticato da varie parti, tra cui questo blog, il Comitato No Viadotto e Massimo Dadea (da non confondere con l'archeologo Mauro).

Non quindi (e qui rispondo a qualche amico del Partito dei sardi) una reazione nimby di cittadini irresponsabili che "sanno dire solo no", ma una reazione supportata dal diritto,  la cui ragionevolezza ed opportunità viene oggi sancita dal fatto che il confronto con il territorio è stato avviato e tutti lo ritengono utile e indispensabile. 

Infatti oggi la situazione è cambiata radicalmente.  Maninchedda ha istituito con i residenti di Poggio dei Pini,  un vero e proprio tavolo di lavoro che diventerà permanente  e accompagnerà anche le fasi successive di progettazione e di realizzazione delle varie opere. 
Ricordo che a Poggio dei Pini non c'è solo questo ponte, ma ci sono anche altre due importanti realizzazioni: la diga e il ponte dell'Hydrocontrol. 
Credo che si debba dare atto a Maninchedda di avere abbondandemente recuperato su questo fronte e che, innegabilmente, ciò sia avvenuto a causa della reazione del territorio, cioè la nostra. Indubbiamente "dialogare" con i cittadini e con i loro rappresentanti "fa perdere tempo" a chi vorebbe invece andare spedito con le tante attività che bollono nella pentola di un assessorato regionale, ma credo che oggi la necessità di rispettare questo bellissimo territorio e di "rivedere" quel pessimo progetto preliminare sia stata fatta propria anche dall'Assessorato. 

Attenzione, non sappiamo cosa succederà in futuro. Non è assolutamente scongiurato il pericolo per la bellezza del nostro paesaggio, ma si è affermata e imposta la necessità di rispettare questo territorio e si stia lavorando in questa direzione. Questo è il messaggio che voglio farvi giungere prima di affrontare (nei prossimi articoli) gli altri temi.
Sino a poche settimane fa Maninchedda era "l'arrogante" e i poggini erano gli "irresponsabili". Oggi si lavora insieme.  Attendo con ansia di leggere qualche commento calunnioso secondo cui sarei pagato anche da Maninchedda.

Come si è arrivati a questo risultato? A mio avviso hanno contribuito in tanti: il ricorso al TAR della Cooperativa, le delibere del Comune di Capoterra, le pressioni del Comitato e di questo blog, la petizione firmata dai 1000 residenti. 

Oggi credo di poter dire che tutte le parti in causa siano soddisfatte dall'esistenza di questo tavolo di lavoro, segno che, evidentemente, il dialogo con l'Assessorato, che qualcuno considerava inutile o deleterio, rappresentava invece la via maestra da seguire. Cambiare idea, si può.

Non oso pensare cosa sarebbe successo se nessuno si fosse mosso e tutte queste cose non fossero accadute. Probabilmente avremmo già il progetto definitivo approvato e avrebbe le fattezze del viadotto metropolitano.

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