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domenica 6 gennaio 2008

Trasformarsi in società di servizi

Caro Giorgio, mi fa piacere iniziare la conversazione ringraziandoti per quanto fai, quanto tempo dedichi al dibattito e principalmente per la tua capacità di girare sempre in positivo ogni commento, anche quelli a sproposito.
Tanti interventi iniziano o si concludono con delle domande. Domande alle quali è difficile dare risposte in quanto mi sembra che tutti, chi più chi meno, manchiamo di parte delle informazioni necessarie. Tuttavia nessuno può impedirci di analizzare la situazione, fare progetti costruttivi e cercare alleati per realizzarli.
Andiamo per ordine. Apparentemente da quanto si legge si percepisce che fra gli abitanti di Poggio serpeggia un timore diffuso che il probabile arrivo di cosi tante famiglie potrebbe creare grossi disagi a chi già abita. E' un timore un po' egoistico, ma legittimo. Se questo timore è veramente sentito e giudicato reale, ritengo che compito di ogni persona che abbia coscienza del suo ruolo nella societa in cui vive sia di organizzarsi, studiare le soluzioni migliori per risolvere il problema, trovare gli alleati che condividano le sue idee e cercare di realizzarle. Penso che la realizzazione del progetto presentato ai soci ed approvato, non solo con un'alzata di mano in Assemblea, ma addirittura con un referendum, non sconvolgerebbe l'attuale qualità della nostra vita e fornirebbe comunque un bel pò di ossigeno alla Cooperativa per completare i suoi compiti di società immobiliare e trasformarsi in società di servizi.
Si sente parlare a sproposito di fantomatici speculatori che tramerebbero contro gli attuali amministratori e contro gli interessi degli abitanti di Poggio per realizzare faraonici investimenti immobiliari a scapito del nostro verde. Se fosse vero basterebbe la modifica dello Statuto per vanificare questi eventuali, forse fantasiosi, progetti.
La trasformazione in senso sopra descritto (società di servizi) consentirebbe altresì alla Cooperativa di stipulare nuove convenzioni con il Comune per erogare i servizi, previsti dalla legge a carico dell'Ente Locale, ed essere pagata per i servizi prestati.
Ho l'impressione ed il timore che in alcuni soci alberghi una sorta di stato di indecisione: non vogliono che si costruisca, per gli ormai noti motivi, però si voglia mantenere la edificabilità, seppure teorica, dei terreni e la facoltà edificatoria agli organi statutari della Società.
Temo che con una simile riserva mentale non si approdi a nulla di concreto e definitivo, rimanendo nel rischio che per qualche,al momento, imponderabile motivo, il nostro territorio possa essere trasformato indipendentemente dalle nostre volontà. Anche questo potrebbe essere un argomento da porre a referendum. Parliamone.
Come al solito, cordialmente Silvio Ceccarelli.

10 commenti:

Giorgio Plazzotta ha detto...

Silvio, ti ringrazio per il tuo apprezzamento. Tra l'altro la tua partecipazione, seppur preziosa come quella di tutti gli altri, è per me particolarmente importante perchè testimonia come questo blog raggiunga e serva anche i soci che non sono direttamente impegnati nelle attività del CdA o del Comitato e per fortuna non sei l'unico.
Venendo a noi, non ho in realtà avvertito un fastidio per l'eventuale arrivo di nuovi residenti. I motivi che a mio avviso hanno fatto scattare la molla della protesta sono stati innanzitutto il modo con cui l'iniziativa è stata portata avanti e in secondo luogo il fatto che la soluzione adottata snatura l'assetto urbanistico sapientemnete disegnato dai fondatori della Cooperativa trasformando Poggio dei Pini in un qualcosa di molto diverso da quello che è. Una scelta del genere, qualora dovesse essere inevitabile, non può essere presa da 3 persone, ma da tutti i soci. L'impressione è che si sia esagerato ed il conto economico che dovrebbe giustificare questo drastico intervento non è stato afatto convincente.
Penso che sulla variante si debba fare un passo indietro, anche due. La prima cosa è capire cosa siamo obbligati a fare, poi capire cosa vogliamo fare e quindi stabilire quali risorse ci servono.
Ricordo inoltre che quando si parla di nuovi lotti, ci sono sempre i due "serbatoi" costituiti dalle zone che da sempre sono state previste (Ingresso poggio + antenne). Sulla opportunità di edificare in quelle zone nessuno pensa avrà da obiettare. La discussione invece dovrebbe riguardare tutti quei lotti che sono stati inseriti all'interno del centro residenziale, aumentando la densità abitativa.

In questo contesto si inserisce anche la questione che tu sollevi sulla società di servizi. Vorrei che tu, o altri, approfondiate meglio questo concetto. Una volta terminato di costruire quello che deve essere fatto, quali sono questi servizi che potrebbero essere gestiti?

Anonimo ha detto...

In risposta al tuo commento devo insistere sul disagio che si avverte per l'eventuale aumento degli abitanti del nostro villaggio. facciamo due semplici conti. Ora siamo circa 650 nuclei familiari insediati. Se consideriamo il numero massimo cui arriveremmo con l'ultima variante aumenteremmo di altri 400 nuclei (considerando le bifamiliari). Ora la gente sa che tante famiglie arriveranno con il loro carico di autovetture (media 2 a famiglia) maggiore circolazione = maggiori rischi di incidenti, maggiore usura delle strade, maggiori infrazioni, i parcheggi nelle aree comuni diventerebbero insufficienti (vedi parcheggio antistante la chiesa. In talune occasioni si riempiono di auvetture tutte le strade e le aree adiacenti) probabilmente qualcuna anche con figli dotati di ciclomotori adaguatamente manomessi per essere il più rumorosi possibile. Giustamente consumeranno la loro quota di acqua e scaricheranno nelle condotte la loro quota di liquami. Poi magari le scuole dovranno aumentare gli alunni per aula o dirotteranno una parte degli studenti in altri fabbricati scolastici. E per chi ha più fantasia di me sicuramente potrà elencare altri personali disagi. Per il resto del commento mi trovi perfettamente in accordo. Per quanto riguarda l'affidamento dei servizi da parte del Comune alla Cooperativa ed il loro relativo pagamento ritengo che sia sicuramente posibile ma dipenda dalla capacità di dialogare delle due Amministrazioni. Il Comune di Capoterra da una parte e la Cooperativa Poggio dei Pini, come società di servizi, dall'altra. Sappiamo che l'Ente Locale ha obblighi di legge per quanto riguarda la manutenzione delle strade, degli edifici scolastici, delle reti idriche,fagnarie e di illuminazione pubblica, la vigilanza sul territorio compresa la responsabilità diretta del Sindaco per la protezione civile. Tutti questi compiti e sicuramente tanti altri, che al momento mi sfuggono vengono gestiti o direttamente con proprio personale o appaltati a soggetti terzi, pubblici o provati. Quale interlocutore migliore potrebbe avere un Amministratore comunale avveduto che dovesse affidare la manutenzione delle scuole di Poggio, della palestra se ne fosse il proprietario, come degli impianti idrico fognario e di illuminazione pubblica quando ne sarà proprietario, se non una cooperativa di servizi, la nostra Cooperativa, senza fini di lucro, ben organizzata e con tutte le professionalità richieste?. Su queste basi, se i nostri amministratori non terranno comportamenti elitari, ritengo che si possa aprire un dialogo con l'Ente locale in forma costruttiva e proficua per tutti noi abitanti di Capoterra in località Poggio dei Pini. Silvio Ceccarelli.

Anonimo ha detto...

Piero Scalas
Ravviso qualche inesattezza nell'intervento del Sig.Ceccarelli.
In base all'ultima variante credo che i nuovi nuclei familiari sarebbero 150 circa e non 400! Non sono d'accordo sulla preoccupazione dell'aumento del numero di abitanti, se lo stesso ragionamento fosse stato fatto prima che lei arrivasse a Poggio lei magari non abiterebbe qui. Riguardo al "maggiore" su tutto: maggiore traffico, usura di strade, fognature, energia etc.
i nuovi nuclei familiari si insedierebbero nell'arco di anni e non di mesi, come è sempre successo nel nostro centro abitato e la crescita di tutto sarebbe sempre graduale, così come in passato.
Credo che il problema sia che in questo momento si guarda solo al proprio orto e mi spiego meglio: supponiamo che come lei anche tutti gli altri soci svolgano una attività commerciale, ossia un bed and breakfast, all'interno della propria abitazione e supponiamo che abbiano anche solo un ospite sempre presente: sarebbero circa altre 870 persone che sfruttano strade, fognature etc della cooperativa in cambio di cosa? Mi risulta che lei a fronte dei sui clienti continua a pagare sempre la stessa quota come socio....

Grazie
Piero Scalas

Giorgio Plazzotta ha detto...

Tutte le problematiche, da te elencate, riguardanti gli impatti delle nuove edificazioni sulle infrastrutture ed in genere sulla qualità attuale della vita Poggio sono a mio avviso concrete. Non so se siano state prese in considerazione da chi ha elaborato questo progetto di variante perche lo stesso, come noto, è stato presentato ai soci nella riunione del 1 dicembre e di questi impatti il Presidente non ha parlato.

Io volevo dire che queste non sono forse le preoccupazioni iniziali che hanno spinto i soci e i residenti a ribellarsi.
Anche se non mi piace parlare di soldi, perche non sono venuto a vivere qui per fare speculazioni edilizie, aggiungerei anche, come impatto negativo, la perdita di valore o comunque il mancato incremento di valore che le nostre proprietà avranno qualora fossero immesse sul mercato nuove lottizzazioni. In generale tanto più il nostro bene patrimoniale sarà richiesto e scarso tanto più alto sarà il suo valore. Mi sbaglio? Ma allora perchè avviare iniziative che riducono il valore ambientale di Poggio ed anche quello patrimoniale? Si è detto per gli impegni con il Comune ma questa affermazione è stata smentita da documenti e argomentazioni non confutate dal CdA. Al contrario è il Comune che ha dei doveri nei confronti dei residenti ICIpaganti.

Passando ai servizi mi sembra di capire che tu ti riferisci alle infrastrutture primarie come la gestimone delle reti, delle manutenzioni etc. Mi sembra una strada praticabile. Invito tutti a dire la loro su questo possibile scenario. E' interessante anche perche l'esigenza di disporre di servizi più efficenti di quelli generalmente garantiti dal Comune penso sia sentita da tutti i soci. Inoltra la nostra Coop ha una struttura, del personale e un know-how che sarebbe un peccato non utilizzare. Ma il costo non deve essere la trasformazione di Poggio in una casbah, non avrebbe senso, sarebbe come demolire la propria casa perchè gli intonaci sono scrostati.

Volevo pero' capire se in questi possibili servizi futuri ci fossero anche gestioni legate a nuovi investimenti.
Sul piano degli investimenti infatti io sarei molto titubante anche perche le notizie che provengono dall'operazione Poggio Sport (fumose come tutte quelle che riguardano le transazioni finanziarie della Cooperativa) mi fanno temere di buttare molti quattrini al vento.
Per operazioni di questo tipo non potremo, come fatto in passato, firmare cambiali in bianco a personaggi che, come detto da David Nilson in un altro post, hanno un sorriso smagliante.
Ci dovranno essere progetti preventivi approvati dai soci e controllo successivo.
Inoltre dubito che l'unica possibilità per finanziare le iniziative sia quella di vendere pezzi di territorio.

giacomo ha detto...

Ciao , vorrei rispondere al simpatico Piero , per chiarire che il bed and breakfast non è una attività commerciale, e comunque si potrebbe far pagare anche una piccola tassa annuale nei confronti della cooperativa.

Sono d'accordo con Silvio Ceccarelli per cominciare a valutare la sua proposta di Società di servizi, mi sembra una buona e giusta strada.

Voorei anche dire tornando al discorso b&b, sarebbe meglio farlo crescere in tutto il territorio in quanto è una attrività rispettosa e potrebbe dare tanto aiuto a chi ne ha bisogno in tutto il territorio di Capoterra, quelle persone che non hanno accozzi per altri lavori, perchè il lavoro è lavoro e questo è molto utile su tutti i piani, naturalistico, sociale, economico, culturale, flokloristico etc etc, o Piero non è che ti vuoi mettere anche contro questa attività....non penso dai.

Nel caso farei subito un referendum su tutto il territorio capoterrese, dicendo che sei uno che non lo vuole o chi per te, ma so che non è così dai sono sicuro che tu sei a favore di queste attività e che sei un bravo ragazzo.

ciao giacomo

Anonimo ha detto...

Piero Scalas
Giacomo hai ragione, non si tratta di attività commerciale come avevo erroneamente indicato ma diciamo di attività ricettiva. Se voglismo essere più precisi possiamo comunque dire che si tratta di uno scambio di denaro per un servizio. Così credi vada bene?
Ti do ragione sul discorso dei B&B e sulla loro utilità non solo dal punto di vista lavorativo per tanti ma anche dal punto di vista della valorizzazione del territorio. Io per primo quando vado fuori utilizzo queste strutture ricettive. Lungi da me quindi avere idee proibizioniste!!!
Detto questo avrei preferito che seguissi il senso del mio discorso: se tutti facessimo un B&B esisterebbe un problema a Poggio? Parli di una piccola tassa da versare alla cooperativa: è una sorta di licenza? Il problema caro Giacomo è che non sono riuscito a trovare traccia di attività ricettiva, commerciale etc svolta dai soci all'interno dello statuto.
Magari puoi aiutarmi tu, ti ringrazio per il simpatico e il bravo ragazzo.
Piero Scalas

giacomo ha detto...

Ciao Piero, guardati l'articolo 17 dello statuto, che in sintesi dice è il consiglio a decidere su altre attività, di conseguenza se non esiste delibera in questo senso che vieti altre attività appunto per B&B ha valore la legge regionale, se il consiglio deliberasse contro queste piccole attività che aiutano il territorio e che fanno da piccolo scudo alla cementificazione selvaggia, poggio dei pini attraverso un altro referendum democratico ( sperando che non lo annulli ) si pronuncerà in proposito, fermo restando che inoltre i soci si potrebbero rivolgere ad un giudice di pace per chiedere l'annullamento della delibera ( nel caso fosse limitatoria ), io non sono un giudice e vorrei che appunto il consiglio regolarizzasse questa attività e che la Coop ne traesse anche dei vantaggi economici indiretti e diretti così come sta gia accadendo per quelli indiretti.

Ricordo che l'attività del B&B si può facilmente legare a temi come l'ecoturismo ( categoria ben definita ) e che quindi avrebbe degli effetti positivi in generale, cercare alla voce ecoturismo su motori di ricerca.

Io ho i miei dubbi sul tuo pensiero futuro se il cda della coop si mostrasse contrario.

Quale sarebbe il tuo pensiero sul cittadino libero che sembra tu faccia capire di essere ??'

grazie ciao giacomo

Anonimo ha detto...

Piero Scalas
Giacomo come riesci a sviare tu dall'argomento...
Rileggiti il primo intervento di Sig.Ceccarelli e la mia risposta. Mi dici in quale passaggio hai notato un mio attacco contro i B&B?
Mi sembra che tu sia molto informato sul tema: o fai anche tu questa attività oppure hai intenzione di farla. In qualsiasi caso ti auguro un in bocca al lupo. Non è mio compito vigilare sul rispetto o interpretazione dello statuto mentre tu arrivi già al referendum o al giudice di pace...non capisco il senso.
Il mio discorso iniziale si basava sul fatto che lo sfruttamento delle risorse può avvenire in modi diversi e risulta difficile individuare in maniera oggettiva il momento e le modalità per regolare lo stesso.
Sperando che non mi rimandi all'assessorato al turismo, ti saluto.
Piero Scalas

Giorgio Plazzotta ha detto...

La stima numerica sulle nuove famiglie di Piero mi sembra più esatta. I lotti presenti nella variante del CdA erano 189 ma poi ne sono stati stralciati alcuni, il cui numero non è però stato comunicato, diciamo 30. Arriviamo a 160, però come diceva Silvio, alcuni lotti saranno bifamiliari. Anche in questo caso, non avendo a disposizione dati e planimetrie ufficiali, sono costretto a stimare e dico che ci saranno 50 bifamiliari, arrivando a 210 nuovi nuclei. Non quindi 400, ma neppure 150.
Si continua però a ignorare un elemento molto importante: LA DENSITA'. Pensateci bene: anche alla Residenza del Poggio ci sono villini con giardino. Cosa rende diversa la Residenza da Poggio è la densità abitativa e la quantità di spazio verde tra le case. Ora non dico che Poggio diventerà come la Residenza, luogo peraltro non disprezzabile, ma non è così che Poggio è stata progettata. Ed il riferimento che viene fatto nei confronti dei benemeriti soci fondatori, molti dei quali oggi non ci sono più, dovrebbe essere rivolto alla salvaguardia dei principi ispiratori di questo luogo, anche dal punto di vista urbanistico, di quella idea originaria che tutti abbiamo apprezzato e alla quale abbiamo aderito come scelta di vita.
Riversare i lotti di montagna nelle zone "storiche" è una operazione, a mio avviso sbagliata, che si vuole fare oggi, e se non è giustificata da reali necessità di sopravvivenza deve essere bocciata.
Non capisco, sinceramente, l'accusa di egoismo secondo la quale si dovrebbero fare nuovi lotti perchè "è giusto che anche altri si godano questo paradiso".
Il lotto di Silvio Ceccarelli, come il mio e il tuo erano stati disegnati nel progetto originario dai famosi e già citati (nonchè strumentalizzati) fondatori della Cooperativa, mentre i lotti che si vogliono inserire oggi a saturare le aree verdi "di respiro urbanistico" non ci sono mai stati. Non possiamo utilizzare solo i numeri che ci fanno comodo, dobbiamo cercare di analizzare l'intervento nel suo complesso. non ho neanche capito il riferimento ai bed and breakfast. Mi sembra che il numero di residenti segua sui grandi numeri un valore medio, a prescindere dal fatto che le case siano abitate da singles, da coppie, da famiglie numerose etc.

Anonimo ha detto...

Silvio Ceccarelli afferma: se non riusciamo a comunicare neppure su un calcolo meramente aritmetico ho timore che il nostro rimarrà inesorabilmente un dialogo fra sordi. Cerco di essere più preciso coi numeri se io do per scontato che la Cooperativa ha già venduto 900 lotti (alcuni soci sono proprietari di due o più lotti mantenendo un'unica titolarità) ma quelli edificati e abitati (li ho chiamati insediamenti) sono circa 650 vuol dire che in un prossimo futuro solo da questo calcolo mi devo aspettare circa 250 insediamenti. Veniamo alla variante presentata in Regione si parlava di 186 nuovi lotti e da informazioni precedenti sapevo che 37 di questi 186 lotti facevano parte delle aree denominate A2 e A3 quindi con possibilità di bifamiliarità. Per concludere il calcolo aritmetico circa 250+ circa 150+circa 70 fa circa 470. Cauteletivamente ho indicato circa 400 nuove famiglio che si potrebbero insediare oltre le 650 già insediate. Ma comunque non era questo il senso del mio intervento questa premessa sui numeri e i disagi (a proposito fra i disagi ho dimenticato di citare l'immondizia che si accumula nelle cunette e nei prati che non viene rimossa e potrebbe inesorabilmente aumentare con l'aumentare eccessivo di nuovi insediati) avrebbe dovuto servire unicamente come premesa per indicare una proposta innovativa sul futuro della nostra Società perchè il mondo cambia, anche rapidamente, solo la Cooperativa Poggio dei Pini sembra legata a un'etica di quarant'anni fa. Mi auguro che il giovane Scalas abbia colto la provocazione e provi a pensare al futuro facendo tesoro del passato ma senza copiarlo.

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