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domenica 6 gennaio 2008

Una Cooperativa più democratica e trasparente ... of course

PREMESSA
Abito a Poggio dei Pini dal 1999, dopo a lungo sognato di vivere in un posto con ampi spazi verdi dove si sentono rumori per lo più di origine umana o animale e non provocati dal traffico intenso con l’annesso inquinamento delle città al limite della vivibilità. Ho vissuto in più luoghi in diversi continenti, e Poggio è sicuramente tra i più belli, se non il più bello, in cui ho passato parte della mia vita.
Però, fin dall’inizio ho dovuto constatare che malgrado il fatto che la maggior parte degli abitanti, se non tutti, siano di livello economico e culturale al di sopra della media, c’è una parte non proprio rispettosa degli altri soci. La mia prima partecipazione ad un’assemblea dei soci è stata molto interessante dal punto di vista del rispetto degli altri: l’assemblea ha iniziato con più di un’ora di ritardo in attesa che certi soci si degnassero di presentarsi, mentre i già presenti erano costretti a perdere tempo. Poi, durante l’assemblea ho dovuto constatare che l’ordine del giorno veniva stravolto da interventi da parte di soci scontenti di non so quali gravissime colpe degli amministratori. Non essendo addentro alle polemiche, ho potuto solo prendere atto che c’era molto malcontento in giro.
Poi è cominciato una campagna per cambiare gli amministratori, e all’assemblea che doveva eleggere un nuovo consiglio (iniziata con il solito ritardo), non conoscendo nessuno dei candidati, avevo preparato un breve elenco di domande da fare ai candidati per poter formare un’opinione riguardo a chi votare. Molti hanno preso la mia iniziativa come qualcosa di curioso in quanto evidentemente dovevo votare le persone vestite meglio o che avessero il sorriso più smagliante. Comunque, diversi candidati hanno risposto alle mie domande e tutti, più o meno garbatamente, confermavano la loro intenzione di salvaguardare la bellezza di Poggio dei Pini. Evidentemente i candidati che avevo votato non sono stati eletti – oppure col tempo hanno cambiato idea, visti gli ultimi sviluppi.
Nel corso degli ultimi mesi ho appreso delle cose che mi hanno lasciato a bocca aperta, la prima delle quali è il fatto che i soci della cooperativa non hanno diritto di prendere visione degli atti del consiglio, se non dopo che le conseguenze delle decisioni si palesano in interventi più o meno accettabili. Ora, io posso capire che bisogna mantenere il segreto riguardo alla base missilistica con testate nucleari camuffata come osservatorio astronomico o alla presenze di un sommergibile atomico camuffato come carpa gigante nel lago, ma non capisco come si possa far preparare all’esterno e far approvare una variante che porterebbe alla creazione di molti nuovi lotti con relativa distruzione di diverse aree verdi, con sovraccarichi delle reti idrica ed elettrica ed altre amenità di cui credo che la maggior parte dei soci farebbe volentieri a meno, senza prima chiedere ai soci cosa ne pensano.

Carpa gigante del lago di Poggio


Si fa un gran parlare di democrazia, cioè il governo del demos, ma se il popolo è chiamato a votare, deve poterlo fare in base ad una conoscenza dei fatti e cosa ne pensano coloro che si presentano come candidati a rappresentare il popolo. Per cui considero che ogni segreto eretto tra il popolo e i fatti sia antidemocratico, eccezione fatta per questioni che riguardano la difesa della nazione. Atene è famosa per il suo periodo di democrazia diretta, resa possibile dal fatto che la sua popolazione era abbastanza piccola per poter parteciparvi, e vedo la stessa situazione a Poggio dei Pini, cioè una situazione in cui una democrazia diretta sia possibile.
Pertanto in futuro, prima dell’elezione di un nuovo consiglio, vorrei proporre i seguenti cambiamenti nel modo di gestire la cooperativa, in modo da non perpetuare il clima di conflitto, di polemiche e di divisioni aspre che ho constatato nei quasi dieci anni della mia permanenza in quella che dovrebbe essere, e può benissimo essere, una comunità di persone adulte, ragionevoli e desiderose di vivere in armonia.

1. Le persone che intendono candidarsi come futuri consiglieri dovranno presentare per iscritto i loro programmi, cioè cosa pensano del futuro di Poggio, eventuali idee che intendono proporre per migliorare la qualità della vita dei soci, dei rapporti tra la cooperativa e il Comune di Capoterra e altre questioni di rilevanza per i residenti;
2 L’ordine del giorno di ogni riunione del consiglio dev’essere reso pubblico almeno una settimana prima della riunione stessa;
3. I verbali di ogni riunione del consiglio devono essere resi pubblici nel più breve tempo possibile, con l’indicazione dei voti espressi dai singoli consiglieri su ogni punto dell’ordine del giorno;
4. Come da statuto, ogni decisione che comporta un cambiamento rilevante nel territorio della cooperativa dovrà essere sottoposta all’approvazione della maggioranza dei soci durante un’assemblea convocata a tale scopo.
La democrazia però ha un prezzo, ed è la vigilanza costante e il dovere di ognuno tenersi informato riguardo alle problematiche della comunità: se i punti di cui sopra saranno adottati e rispettati dai futuri consigli, ma le informazioni date di conseguenza verranno cestinate immediatamente o dopo una lettura frettolosa e superficiale (ed è un’accusa che rivolgo anche a me stesso), e se i soci chiamati ad esprimersi sulle questione che li riguardano non si presentano alle assemblee o non si esprimono, allora sarà tutto inutile e continueremo a vivere in un clima di conflittualità e di disagio che male si concilia con il clima armonioso del territorio in cui abbiamo il grande privilegio di vivere.
Invito altri soci a commentare, correggere, aggiungere, bocciare o approvare quanto sopra.

David Nilson Carpenter, socio 1553
Strada 58, n. 17 - Poggio

10 commenti:

Anonimo ha detto...

Penso che siano giudizi sereni, equilibrati e condivisibilissimi.
Franco Magi

giacomo ha detto...

Non c'è niente da aggiungere, chiaro come il sole, va benissimo e speriamo si possa concretizzare il tutto.

Giorgio Plazzotta ha detto...

David
a parte il fatto che ti ringrazio per la risata che mi hai fatto fare con la storia della carpa gigante, tu affronti diversi punti che mi permetto di riprendere.

Innanzitutto il problema delle elezioni dei nostri rappresentanti. Collegandomi a quanto detto da due altri soci intervenuti, Montali e Pirodda, ad ogni elezione si formano due gruppi alternativi che si presentano compatti, rastrellano voti e deleghe effettuando una campagna porta a porta solitamente basata sulla delegittimazione reciproca, senza mai presentare alcuno straccio di programma.
La fiducia che magari abbiamo in uno solo dei componenti della "cordata" si traforma poi in voto per tutto il gruppo di candidati. Non si sa cosa queste persone intendono fare e nemmeno chi, effettivamente, giuderà la Società, cioè il consiglio direttivo (se cosi si chiama).
Altro punto negativo è il fatto che anche le cariche di controllo, i sindaci e i probiviri, fanno parte del "pacchetto" e quindi quasi sempre vengono costituiti con candidati che sono in qualche modo collegati al CdA mentre dovrebbero essere completamente autonomi.

I risultati sono davanti agli occhi di tutti, sprechi ed errori perpetuatisi negli anni a cui oggi si vuole porre rimedio vendendo i nostri spazi e rischiando una implosione urbanistica disastrosa. In poche parole la trasformazione da paradiso più unico che raro, da luogo perfetto in cui vivere, a semplice e banale periferia urbana.

Colpevoli e complici di questo stato di cose siamo tutti noi soci che abbiamo aderito a questo sistema sbagliato nella scelta di chi deve rappresentare e deve tutelare i nostri interessi.

Un'altra cosa molto importante che dici è che la democrazia ha un costo, riferendoti alla vigilanza. Anche qui cospargiamoci il capo di cenere. Ci siamo disinteressati di tutto. Abbiamo lasciato che altri facessero e quando qualche "isolato" ha cercato di cambiare questo stato di cose lo abbiamo ignorato.
E' chiaro che se non esiste trasparenza e se i soci non possono esecitare alcuna forma di controllo si innescano dei meccanismi pericolosi. Anche ammesso che tutti i comportamenti siano onesti non è così che si amministra. La trasparenza deve esistere a prescindere, anzi la trasparenza garantisce non solo l'amministrato ma anche l'amministratore perche funge da protezione nei confronti di eventuali accuse possano essegli mosse.

Una cosa bellissima che hai citato, e che rappresenta poi un mio vecchio sogno, è il riferimento alla democrazia diretta. In una comunità piccola come la nostra, come hai ricordato, realizzarla e tutt'altro che difficile. Se ci riuscivano gli antici greci immaginiamo adesso con i mezzi di cui disponiamo. Questo non vuol dire decidere insieme quando devono essere ripulite le cunette, ma di certo prendere insieme tutte le decisioni realmente importanti per l'intera comunità.

Anonimo ha detto...

Due piccoli argomenti a sostegno -so che rischio di ripetervi, siamo assolutamente d'accordo-
1)Le elezioni -di qualunque organo rappresentativo e/o amministrativo decisonale- senza un programma definito e degli orientamenti chiari sono solo un Beauty Contest ( si dice così?). Ciò di cui non abbiamo bisogno. Abbiamo bisogno di atteggiamenti molto diversi da parte di chi è chiamato ad amministrare, non a dirigere a Poggio dei Pini, quindi di TRASPARENZA, con la messa a disposizione pubblica e pronta degli elementi utili per formarsi una opinione propria basata su dati affidabili; CONDIVISIONE, come dettato dall’art. 63 dello statuto, per fare un esempio, e di persone che vogliano fare quella fatica che chiamiamo democrazia.

2) Quello che mi interessa, e credo che sia ciò che interessa tutti, non è tanto il passato della Coop ma il futuro di Poggio dei Pini. Se la Coop rimane ed è rimasta in piedi è perchè si è detto che costituiva una difesa contro i “pericoli esterni”. Purtroppo non è così.
L’assetto di Poggio verrebbe stravolto dalla variante proposta, e i motivi addotti per un intervento così pesante sono poco convincenti. In estrema sintesi: se dobbiamo lottizzare anche nelle pinete per continuare a gestire i servizi –perché, ci si dice, gli impianti sono invecchiati- tra altri venti anni o anche molto meno lottizzeremo fino all’osservatorio, per garantire gli impianti che nel frattempo saranno ri-invecchiati?
Urge un serio ragionamento sulle effetive necessità, con i conti e le previsioni messe a disposizione di tutti –come le mappe degli interventi-. Urge un netto cambio di rotta.
Stefano Fratta

Giampalo Lai ha detto...

Il Socio David Nilson Carpenter ha dato una lezione di competenza e di chiarezza di idee encomiabile. Condivido in tutto quanto affermato e mi vergogno, da Sardo già comunista (inteso delle comunioni) i quali Sardi erano allora abituati al governo della cosa comune in senso democratico e condiviso. Principio stravolto dallo straniero (leggasi savoiardo). Un altro straniero (scusa David) ci da lezione di corretta amministrazione e di trasparenza indispensabile. Ci stò. Giampaolo Lai

Anonimo ha detto...

Piero Scalas
Ciao Giorgio,
sono appena venuto a conoscenza di un fatto che se vero ritengo piuttosto grave. Leggo un volantino del comitato di qualche giorno fa nel quale si affermava che il CdA ignorando la richiesta di accesso agli atti, non aveva fornito alcuna comunicazione al riguardo.
Qualche minuto fa vengo a sapere che la risposta da parte del CdA al comitato sarebbe stata fornita.
Ora mi chiedo: il CdA ha fornito una risposta al comitato riguardo la richiesta di accesso agli atti? E se si qualcuno mi dice se il CdA ha risposto violando in qualche modo la normativa vigente?
Vi ringrazio per la cortesia.

Piero Scalas

Stefano Fratta ha detto...

La risposta riguardo all'accesso agli atti e al volantino del comitato è presto detta: la risposta del CdA è arrivata quando il volantino del Comitato era già stato stampato e diffuso in gran parte -o forse tutto-. Non so altro, tranne che nella risposta si rimandava ancora alla invocata privacy e con vari rimandi si invitava a prendere visone degli atti -non tutti quelli richiesti, a quanto sembra- previo appuntamento con un Consigliere.
Rimane ancora -se non è stato completato negli scorsi giorni- il verbale dell'assmblea del 1° dic.
Stefano Fratta

Anonimo ha detto...

Ciao Piero,
posso provare a risponderTi io:
il volantino che abbiamo divulgato è datato 3 gennaio, mentre la risposta è pervenuta ad un nostro componente soltanto in data 4 gennaio.
Vorrei tanto poterTi comunicare che la istanza dei Soci è stata accolta, ma - Ti confesso - dalla natura e dal tenore della lettera del Presidente si evince ben poco: infatti, tale nota ci comunicava la disponibilità a dare seguito alle definite "incombenze", e in un intercalare tra "combinati disposti" e "privacy" ci invitava a prendere contatto con il Dr. Tommaso Ziccheddu.
Il Rag. Giampaolo Lai, a nome di tutti i Soci firmatari, ha immediatamente scritto chiedendo alla Cooperativa di omettere dagli atti richiesti tutto ciò che fosse "sensibile" ai sensi della normativa vigente, e cioé, con riferimento all’articolo 4, comma 1, lettera d) del D.lgs 196/2003 d) "i dati personali idonei a rivelare l'origine razziale ed etnica, le convinzioni religiose, filosofiche o di altro genere, le opinioni politiche, l'adesione a partiti, sindacati, associazioni od organizzazioni a carattere religioso, filosofico, politico o sindacale, nonche' i dati personali idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale".
In data odierna il Rag. Lai ha inoltre telefonato al Dr. Ziccheddu, il quale ci ha comunicato che:
- non si potrà avere copia degli atti (strano, perché con la propria deliberazione il Garante sulla Privacy ha chiarito che “Il successivo articolo 2422 disciplina il diritto di ispezione di alcuni libri sociali che può essere esercitato dai soci, tramite esame e il rilascio di estratti a proprie spese;
- saranno disponibili "solo" gli atti di cui ai combinati disposti etc..., rimane quindi non ancora chiaro se, ad esempio, ci sarà consentita la consultazione degli atti di contabilità del rifacimento della strada 3 – strada comunale;
- sarà consentita la visione esclusivamente al Rag. Lai (eventualmente assistito da un professionista), ed a nessun’altro;
- inoltre, rimane irrisolto il concetto che la Cooperativa ha della privacy, che contrasta con quanto sempre il Garante della Privacy ha osservato “le disposizioni del codice civile riguardo alla documentazione e alla trasparenza dell'attività societaria, che sanciscono il diritto dei soci di esaminare i libri (es. art.2422, codice civile), non sono state modificate dalla legge n.675 del 1996 e sono compatibili con la disciplina sul trattamento dei dati personali. La legge sulla protezione dei dati consente, infatti, la comunicazione dei dati senza il consenso quando la società deve adempiere ad un obbligo di legge, come è in questo caso”.
Come si può ben capire, ad oggi, non siamo comunque in grado di comunicare se gli atti sono stati messi a disposizione dei Soci.
Il Rag. Lai, nella giornata di domani, telefonerà al Dr. Ziccheddu e fisserà un appuntamento, al termine del quale potremmo comunicare agli utenti del blog (ed a tutti i Soci della Cooperativa) se si è avuto riscontro alla istanza di consultazione di tutti gli atti derubricati nella nota del 10 dicembre ovvero, in difetto, le motivazioni degli eventuali dinieghi.
Bisognerà solo pazientare pochi giorni, ma ci auguriamo di poter comunicare (vista anche la poderosa mole di precedenti giurisprudenziali) che alla richiesta di accesso si è data piena risposta.
Sarebbe – oltreché un atto dovuto – anche un segnale di distensione e di dialogo.

Franco Magi

Anonimo ha detto...

mi è sfuggita una m di troppo...
Franco Magi

Anonimo ha detto...

Piero Scalas
Grazie per le risposte celeri.
Chiedo scusa ma forse mi sono espresso male: non intendevo dire che al momento della stampa del volantino la cooperativa avesse già fornito risposta. Visti i tempi ristretti volevo solo condividere questa informazione.
Per quanto riguarda la privacy evidentemente il discorso è complesso, forse non ero il solo a vederlo così, nonostante Franco mi accusasse di essere privo di alcun senso logico e giuridico.
Riguardo il diritto alla copia degli atti mi sembra che il cod.civ. parli chiaro negando questa possibilità. Se il garante l'ha prevista per "alcuni libri sociali" occorrerà valutare quali essi siano e se tale interpretazione risulta valida. Capirete che basarsi sulla stessa senza la dovuta certezza potrebbe comportare violazioni ai danni della coop. molto gravi.
Anche il fatto che l'accesso sia riservato ad un solo socio (eventualmente assistito da un professionista) penso sia ciò che viene contemplato dalla normativa. Far presenziare tutti i soci che hanno firmato la richiesta sarebbe un pò problematico...
Insomma credo che alla fine i tempi della risposta si siano dilatati proprio per "oscurare" le informazioni tutelate dalla privacy che ritengo numerose data la mole della documentazione richiesta. Per il resto sono convinto ci si muova all'interno dei dettati di legge ai fini di tutelare non solo gli amministratori ma la cooperativa stessa.
Vi ringrazio ancora
Piero Scalas

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